16 Febbraio 2017

L'Italia, il futuro dell'euro e perché la Germania ha le sue sovrane ragioni

scritto da

Il tema della rottura della zona euro pare sia tornato di stretta attualità. Mai veramente sparito nel corso degli ultimi anni, gli avvenimenti di queste settimane, dalla lettera del governatore Draghi in cui si faceva riferimento ad alcune conseguenze dell’uscita dalla zona euro, alle dichiarazioni (mal interpretate) della Cancelliera tedesca su possibili diverse velocità di appartenenza alla UE, fino all’incertezza sul risultato delle prossime elezioni in Francia, Olanda e Germania, hanno fatto riapparire il tema dell’uscita dall’euro sui media nazionali ed internazionali. E così, come un film già visto, anche lo spread tra...

11 Febbraio 2017

Le acque inesplorate del Target 2 (in caso di uscita dall'euro)

scritto da

Pubblichiamo un post (piuttosto lungo ma è sabato e pensiamo possa valerne la pena) di un operatore finanziario che preferisce affidare al blog, in forma anonima, le sue riflessioni - Numerosi articoli di stampa e blog (Econopoly compreso) hanno già dato ampiamente conto del contenuto – e dei riflessi – della lettera del presidente della BCE, Mario Draghi, in risposta all’interrogazione di due europarlamentari italiani, Marco Valli e Marco Zanni, con riferimento ai saldi Target 2, che si conclude con la seguente affermazione: “Se un paese lasciasse l’Eurosistema, i crediti e le passività della sua banca centrale nei...

09 Febbraio 2017

Otto lezioni, anzi nove, dalla crisi greca

scritto da

Riavvolgendo il nastro della cronaca, d’improvviso il Fmi ci riporta all’estate del 2015, quando i prestiti in scadenza che la Grecia avrebbe dovuto in qualche modo onorare a pena di default, infiammarono di chiacchiere e manifestazioni le nostre giornate di allora. Quell’estate finì con il fondo Esm che accordava un finanziamento da 86 miliardi alla Grecia (l’89% del Pil) in cambio del quale il governo avrebbe dovuto fare alcune cose. Quasi due anni dopo, rieccoci, in un anno funestato da elezioni di sostanza come quelle francesi e quelle tedesche, e di nuovo prestiti greci in scadenza, che proprio come due anni fa,

26 Gennaio 2017

Euro, il Target 2 è la punta dell'iceberg

scritto da

Il dibattito sul costo-opportunità dell’adesione dell’Italia all’Unione Monetaria Europea si è recentemente riacceso. La scintilla è stata provocata da una risposta di Mario Draghi ad un’interrogazione al Parlamento Europeo in cui gli si chiedeva, nella sua veste di Governatore della BCE, delucidazioni sulla posizione netta italiana nel sistema di pagamenti dell’Area euro, il Target2. Nel rispondere Draghi ha fatto presente che secondo le statistiche più recenti, relative a novembre 2016, l’Italia è in debito verso il resto del sistema per circa 360 miliardi di euro. La Germania, invece, ha una posizione creditizia pari a...

11 Gennaio 2017

La vigilanza bancaria europea va potenziata, non contrastata

scritto da

Il fallimento dell’aumento di capitale di MPS è stata una nuova occasione per il Governo italiano di entrare in polemica con le autorità europee, in questo caso con la supervisione bancaria affidata alla BCE. La questione riguarda l’ammontare dell’iniezione di capitale richiesta: dai 5 miliardi di euro previsti per il piano di mercato recentemente naufragato si è passati a 8,8 miliardi per l’intervento diretto dello Stato. Quale causa della  “lievitazione” delle risorse necessarie a mettere in sicurezza MPS non bisognerebbe però indicare un complotto anti-italiano. L’operazione di mercato prevedeva infatti la pulizia...

29 Novembre 2016

Perché Mps è un problema nostro, mentre Deutsche Bank è un problema di tutti

scritto da

L’introduzione del bail in nelle regole europee ha sortito un effetto chissà quanto previsto dai suoi fantasiosi inventori. Ha creato, accanto ai normali strumenti di debito, una sorta di debito “minato”, pronto a esplodere non appena si verifichi il click di una qualche disgrazia nella banca che l’ha emesso. Il caso di Mps, è l’esempio più vicino a noi di come funzioni e gli effetti che provochi questo debito a orologeria. Ma non è certo l’unico. Al contrario, la tematica è talmente sensibile che la Bce ha ritenuto opportuno farne oggetto di un approfondimento nella sua ultima financial stability review. Non è...

23 Novembre 2016

Se i dollari fossero carri armati non saremmo solo circondati

scritto da

Occhi curiosi, a volte timorosi, guardano al mercato valutario con rinnovata attenzione da quando l’America si è data un nuovo presidente che promette di farla tornare grande. E sarà il tono, sarà il tipo, ma da quando Trump è stato eletto il biglietto verde sembra avviato a rafforzarsi. Il combinato disposto fra le decisioni di politica monetaria della Fed, che dovrebbe alzare nuovamente i tassi a fine anno, e le promesse di Trump disegna uno scenario rialzista per il biglietto verde. E non è affatto detto che ciò che va bene per il dollaro, incidentalmente la moneta internazionale di fatto se non di diritto, vada bene per il...

30 Settembre 2016

Un'altra divergenza fra Usa e Ue: quella del mercato del lavoro

scritto da

Sempre più avviate su strade economiche diverse, viene da chiedersi se le numerose divergenze che si stanno sviluppando fra Usa e Ue non finiscano con l'alimentare le pulsioni de-globalizzanti che ormai attraversano i due continenti e che si manifestano in tanti modi, ad esempio col notevole rallentamento del commercio internazionale. Una globalizzazione che crea economie divergenti, insomma, nega in qualche modo se stessa. E i politici, prima o poi, dovranno tenerne conto. I fatti per ora ci dicono che alla crescente divergenza monetaria fra Usa e Ue, che in qualche modo ne ha generata un'altra nei settori bancari delle due aree,...

16 Settembre 2016

La ripresa anemica e l'accerchiamento europeo della cassaforte tedesca

scritto da

Pochi giorni prima che Mario Draghi esortasse i paesi con spazio fiscale - e segnatamente la Germania - a farsi carico di politiche espansive, la Commissione europea ha pubblicato un paper molto eloquente già dal titolo: “Public Investment Stimulus in Surplus Countries and their Euro Area Spillovers“. Per carità: è soltanto un esercizio teorico, ma a ben vedere sembra un modo politically correct per parlare a suocera affinché nuora intenda. I tecnici della Commissione, in pratica, danno sostanza teorica alla vulgata ormai assai diffusa che la ripresa dell'economia anemica dell'eurozona passi per la cassaforte tedesca, della...

30 Giugno 2016

Perché Brexit non si farà (e come dovrebbe muoversi l'Europa)

scritto da

All’indomani del referendum, quando David Cameron ha annunciato le sue dimissioni e la decisione di passare al prossimo governo britannico il compito di notificare al Consiglio europeo la volontà del Regno Unito di uscire dall’Ue - in linea con l’articolo 50 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea - quasi nessuno ne ha intuito l’importanza per il futuro della Brexit. Ogni giorno che passa, tuttavia, quella decisione assume un’importanza sempre più grande e potrebbe fornire uno strumento politico e legale unico per ribaltare il verdetto del 23 giugno. La mossa di Cameron La posizione prudente di un brexiter...