09 Giugno 2017

E adesso è l'Eurozona il Grande Creditore

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Un'interessante rilevazione contenuta nella Relazione annuale della Banca d’Italia, mette a fuoco un'evidenza solitamente poco osservata quando si discorre dell'andamento degli squilibri globali nelle bilance dei pagamenti: l'Eurozona di fatto è diventata il creditore internazionale più rilevante al termine del 2016, proseguendo una tendenza iniziata dal 2013 e divenuta evidente già dal 2015, come si può osservare nel grafico in basso. Il surplus della zona euro, infatti, “grazie soprattutto a quello tedesco” è nuovamente salito, nota via Nazionale, portandosi al 3,4% del Pil dell’area. Sorte analoga ha avuto il Giappone...

07 Giugno 2017

In Italia quella dei migranti ormai è un'industria. E vale oltre 4 miliardi

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Chi è troppo sensibile è pregato di non leggere oltre. Non è mia intenzione discutere aspetti sociali o umani. Ho voluto mappare lo scenario migranti da un punto di vista esclusivamente economico. Cifre che dipingono una situazione in cui, a mio modesto avviso, non si parla più di un'emergenza, ma di un settore nascente dell’economia che può tranquillamente definire un nuovo tipo di industria: l’industria dei migranti. Definizione di industria (dalla Garzanti): attività umana diretta alla produzione di beni e servizi, anche nelle sue forme più semplici e non organizzate. Ora, partiamo dai tipi di migranti. Tipo di...

06 Giugno 2017

Decentralizzare può risollevare la competitività delle imprese italiane?

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Abbiamo parlato precedentemente della tensione fra il grado di centralizzazione della contrattazione e la disoccupazione, con un parallelo tra Francia e Italia, innescando qualche polemica. Ma qual è precisamente il legame tra la contrattazione, il costo del lavoro e la competitività delle aziende? Proviamo a chiarire il punto di una proposta, la decentralizzazione della contrattazione, che può avere una relativa importanza. Produttività, costo del lavoro e competitività L’eccessivo costo del lavoro e la scarsa produttività sono spesso additati come le cause fondamentali della mancanza di competitività di paesi come...

13 Maggio 2017

Verità scomoda: l'Italia non riparte. Tre scenari per i prossimi dieci anni

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L’andamento dell’economia italiana sembra non cambiare mai. Purtroppo per il lettore (ma anche per chi scrive), articoli come questo sembrano ripetersi uguali, ad infinitum. Gli ultimi dati confermano una sostanziale stagnazione. La recessione è ormai alle spalle, ma l’economia non tira. Tra dicembre 2016 e febbraio 2017 la produzione industriale è cresciuta solo dello 0,7 per cento rispetto al trimestre precedente; il commercio estero - aiutato dal miglioramento della congiuntura internazionale - ha dimostrato maggiore dinamicità: le esportazioni, spinte dalla domanda dei paesi extra-europei, sono cresciute del 3,7 per cento,...

26 Aprile 2017

La distanza da Barcellona e Madrid: quanto trainano le nostre locomotive?

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Post di Livia Simongini, specialist/manager di Prometeia* - Con tassi di crescita prossimi al 3% medio annuo la performance della Spagna ha spiccato nel panorama europeo nel triennio 2013-2016. All’estremo opposto l’economia italiana, pur tornata a crescere, ha registrato un andamento più debole. Il divario persiste se ci si sposta sul piano regionale: il Pil della Catalogna e della regione di Madrid, che hanno offerto il contributo maggiore alla crescita spagnola, è aumentato del 3% in media l’anno rispetto agli incrementi vicini all’1% di Lombardia ed Emilia Romagna, che hanno svolto il medesimo ruolo per...

19 Aprile 2017

Francia al voto, così Pil e prezzi potrebbero finire sull'ottovolante

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La corsa a cinque delle elezioni francesi sta per scattare, il verdetto è questione di poco, più giorni che settimane, ormai. È un passaggio cruciale per le sorti dell'Europa: la vittoria dell'istanza antieuropeista di cui è portavoce soprattutto Marine Le Pen (leggetevi l'imperdibile reportage di Attilio Geroni sul Sole 24 Ore per capire meglio le ragioni dell'avanzata della destra in Francia) segnerebbe le sorti dell'Unione e potrebbe scatenare una tempesta perfetta sui mercati finanziari. Société Générale (SG) ha prodotto uno studio sulla tornata elettorale transalpina nel quale salta subito all'occhio questo...

08 Aprile 2017

Sei comuni errori dei giornalisti sul bitcoin

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Bitcoin. Un tema affascinante per molti giornalisti, la maggioranza dei quali, purtroppo, sembra però non conoscerne gli aspetti fondamentali per poterlo trattare senza scrivere castronerie o peggio fake news. Questo post esplora sei comuni errori che i lettori incontrano nei post ed articoli che trattano l’argomento. 1) "Bitcoin no, ma blockchain si." La cosa interessante sarebbe solo la underlying technology. In realtà, senza un incentivo economico non esiste consenso open/permissionless sulla blockchain. E senza necessità di creare uno scenario di consensus open/permissionless non serve a nulla blockchain. É un po'...

29 Marzo 2017

La piccola impresa deve fare di tutto per diventare media. Il caso Spontini

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Dal “piccolo è bello” degli anni Settanta/Ottanta si è passati con fatica al mantra “piccolo è brutto”. Mentre il mondo correva, miliardi di persone entravano sul mercato – del lavoro e dei consumi – l’evoluzione tecnologica impazzava, solo pochi illuminati imprenditori hanno capito che era tempo di cambiare. Come ha scritto Pierluigi Ciocca – una carriera in Banca d’Italia fino al direttorio –, citando Marcello De Cecco, “i capitalisti italiani non 'sposano' indissolubilmente l’impresa, spesso piccolissima. Pensano prima o poi di venderla. Diventano rentier. Come i “cafoni” del Sud – che tuttavia...

21 Marzo 2017

L'Italia e gli investitori esteri: venduto il 4% del Pil in obbligazioni. Ecco i dati Bce

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L'ultimo bollettino economico della Bce contiene un'interessante ricognizione sullo stato dei conti esteri dell’eurozona e soprattutto sulla loro evoluzione, la più sorprendente delle quali è senza dubbio quella che ha condotto questo pezzo d’Europa a essere uno dei principali creditori internazionali, in ragione del fatto che ogni anno produce un sostanzioso surplus delle partite correnti. In sostanza, incassa più risorse dall’estero di quante ne spenda. E poiché questa eccedenza non viene impiegata interamente all’interno dell’area – e questo malgrado ci sia ancora un notevole gap di investimenti – ciò ha come...

14 Marzo 2017

La crisi del 2008 più costosa del New Deal?

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Si è detto e scritto tante volte che la crisi del 2008 è stata la peggiore dal 1929. Anzi è nata un’ampia letteratura che paragona gli esiti della crisi iniziata nel ’29 – i disastrosi anni ’30 – ai giorni nostri e in effetti ci sono tante verosimiglianze, a cominciare dal ritorno in voga della teoria della stagnazione secolare, elaborata in quegli anni, fino alla voglia di protezionismo che all’epoca contagiò tutta l’economia globale. Al di là di ciò esiste un’altra controprova per asseverare la verosimiglianza delle due crisi. Ossia la quantità di risorse che il governo Usa ha dovuto mettere in campo per far...