14 Marzo 2017

La crisi del 2008 più costosa del New Deal?

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Si è detto e scritto tante volte che la crisi del 2008 è stata la peggiore dal 1929. Anzi è nata un’ampia letteratura che paragona gli esiti della crisi iniziata nel ’29 – i disastrosi anni ’30 – ai giorni nostri e in effetti ci sono tante verosimiglianze, a cominciare dal ritorno in voga della teoria della stagnazione secolare, elaborata in quegli anni, fino alla voglia di protezionismo che all’epoca contagiò tutta l’economia globale. Al di là di ciò esiste un’altra controprova per asseverare la verosimiglianza delle due crisi. Ossia la quantità di risorse che il governo Usa ha dovuto mettere in campo per far...

06 Marzo 2017

Il muro d'acciaio fra Trump e la Cina

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Molto si è scritto del discorso di Donald J. Trump a camere unificate, ma poco si è letto di un tweet rilasciato dall’account ufficiale del presidente, nel quale l'ospite della Casa Bianca sottolineava di aver emesso una nuova direttiva in virtù della quale le pipeline statunitensi, quindi gli oleodotti, “devono essere fatti con acciaio americano”. Nulla che stupisca l’osservatore, ormai avveduto circa il vezzo nazionalistico del nuovo presidente. Né bisogna sorprendersi dei numerosi commenti ironici che ha provocato sulla rete, il più benevolo dei quali era sull'origine dell'acciaio che regge le fondamenta della Trump...

25 Novembre 2016

Gli americani stanno meglio o peggio di dieci o venti anni fa?

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Pubblichiamo un post di Ben Bernanke e Peter Olson apparso in versione originale sul sito del think tank Brookings Institution - Economicamente parlando, stiamo meglio oggi rispetto a dieci o vent’anni fa? Di fronte a questa domanda gli americani sembrano indecisi, quasi schizofrenici: un’ampia maggioranza afferma che il Paese sta andando “nella direzione sbagliata” ma al tempo stesso riferisce ai sondaggisti di essere ottimista sulle proprie finanze personali e sulle prospettive economiche di medio termine. A caccia di conferme su questo, i commentatori si sono appropriati di un recente rapporto dell’Istituto di...

15 Novembre 2016

Ue e Cina si preparano alla resa dei conti dell'11 dicembre

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Il prossimo 11 dicembre si celebra il quindicesimo anniversario della firma del protocollo che celebrò l'ingresso della Cina nella WTO, l'organizzazione del commercio internazionale, sulla quale tanti fiumi d'inchiostro sono stati versati prima e dopo la crisi. La ricorrenza non meriterebbe attenzione se non fosse per un dettaglio parecchio rilevante, come ci ricorda uno studio del Parlamento europeo diffuso un anno fa. "La sezione 15 del protocollo prevedeva che la Cina potesse essere tratta come una non market economy (NME) nei procedimenti anti dumping se le aziende cinesi non fossero state in grado di provare che operano in...

08 Novembre 2016

Commercio estero, ci rimettiamo di più con la Clinton o con Trump?

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Cosa può cambiare per l'Italia se vince Trump? E se invece toccasse a Hillary Clinton? Sarebbe semplice dire “vabbè, son affari degli americani”. È però cosa nota che la politica estera americana, sia in materia di difesa che di commercio, ha delle ripercussioni dirette e indirette sulle posizioni europee e, per estensione, italiane. Ho pensato quindi di spulciare un po' le agende della signora Hillary e di mister Donald (diciamo le loro promesse elettorali) in fatto di politica estera e difesa e capire, posto che mantengano le promesse, chi può fare più danno agli interessi italiani (più precisamente, al nostro...

30 Settembre 2016

Un'altra divergenza fra Usa e Ue: quella del mercato del lavoro

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Sempre più avviate su strade economiche diverse, viene da chiedersi se le numerose divergenze che si stanno sviluppando fra Usa e Ue non finiscano con l'alimentare le pulsioni de-globalizzanti che ormai attraversano i due continenti e che si manifestano in tanti modi, ad esempio col notevole rallentamento del commercio internazionale. Una globalizzazione che crea economie divergenti, insomma, nega in qualche modo se stessa. E i politici, prima o poi, dovranno tenerne conto. I fatti per ora ci dicono che alla crescente divergenza monetaria fra Usa e Ue, che in qualche modo ne ha generata un'altra nei settori bancari delle due aree,...

21 Luglio 2016

Vincitori e vinti nella guerra dello shale oil

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In tempi di Brexit, banche sofferenti e altre catastrofi è finita in un cono d'ombra una delle rivoluzioni più notevoli dell’ultimo lustro, le cui conseguenze geopolitiche, e quindi implicitamente economiche, solo di tanto in tanto riemergono dalle cronache: quella dello shale oil. Il capitolo più aggiornato l'ho trovato nello staff report del Fmi dedicato agli Usa, in una paginetta appena, titolata “Us shale oil and global spillover”. Ci si potrebbe chiedere perché mai la rivoluzione Usa dello shale dovrebbe generare effetti a livello globale. E per una volta la risposta è semplice: si tratta di una tecnologia che ha...

06 Luglio 2016

Fisco e multinazionali: il duello Ue-Usa tra aiuti di Stato e autolesionismo

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Difficile dire se si tratti di incapacità comunicativa dell’Unione Europea o di disattenzione dei media, ma stanno passando in sordina (salvo eccezioni) alcune battaglie di Bruxelles che – secondo i canoni di giudizio più diffusi nel nostro Paese – dovrebbero essere molto popolari. Mentre in passato le sanzioni della Commissione inflitte ad esempio a Microsoft ebbero una certa risonanza, la strategia attuale volta a combattere le evasioni/elusioni delle grandi multinazionali non sta riscuotendo lo stesso successo mediatico. Eppure l’argomento è molto importante, tanto da interessare i complessi rapporti strategici tra Usa e...

04 Giugno 2016

I debiti trilionari delle famiglie americane tornano al livello del 2008

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L’ultimo quarterly report rilasciato dalla Fed, che monitora l’andamento dei debiti delle famiglie americane riporta un dato interessante: il debito aggregato è cresciuto ancora nel primo quarto del 2016, raggiungendo la rispettabile cifra di 12,25 trilioni di dollari, l’1,1% in più dell’ultima quarto 2015. Siamo ancora sotto il picco del 2008 (12,68 trilioni), ossia dell’epoca che ha preceduto la crisi, ma appena di un misero 3,3%: nulla che non si possa recuperare entro un paio di trimestri. Il QE, se questo era uno dei suoi scopi, ha funzionato esemplarmente. Oltre all’andamento crescente dell’indebitamento delle...

26 Maggio 2016

I (troppi) risparmi europei emigrano negli Usa e fuggono dagli Emergenti

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La buona notizia è che il risparmio nell’eurozona continua a crescere, del 6,5% a fine 2015 rispetto al +5,3% di fine 2014. Quella meno buona è che non trovando evidentemente impieghi migliori in casa, finisce sempre più all’estero, e in particolare nei paesi avanzati, Stati Uniti in testa, mentre continuano a fuggire dai paesi emergenti. L’ultimo aggiornamento della Bce sull’analisi dei saldi settoriali dell’area conferma una tendenza che avevamo già osservato un paio di mesi fa, che si caratterizza per la sostanziale scomparsa degli investimenti pubblici e una costante eccedenza di risparmio rispetto agli investimenti,...