Rosamaria Bitetti

Rosamaria Bitetti è ricercatrice in Analisi delle Politiche Pubbliche alla LUISS Guido Carli, ed economista presso l'OCSE. Ha lavorato per diversi think tank e centri di ricerca, fra cui la World Bank, l'Atlas Economic Research Foundation, l'Istituto Italiano per le Relazioni internazionali e l'IGIDR Mumbai. È fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Fra i suoi interessi, l'innovazione, la cultura economica, l'imprenditorialità e come queste formino le istituzioni formali ed informali che portano ad una società prospera.
04 Agosto 2017

Politica nelle banche, un indice racconta l'effetto sui bilanci. Con sorpresa

Co-autrice del post è Ornella Darova, Research Intern per la Stockholm University e master student in Economic and Social Sciences all'Università Bocconi; ha studiato Economia e Statistica (B.A. Hons) all'Università di Torino e al Collegio Carlo Alberto; ha collaborato con Luiss Laps e Istituto Bruno Leoni - Periodicamente, in Italia, scoppia uno scandalo bancario, con annesso salvataggio a spese dei contribuenti. Di recente è toccato alle venete, prima a Banca Etruria, prima ancora a Monte dei Paschi di Siena. Al di là della questione di moral hazard che questi ripetuti salvataggi creano, è palese che nel nostro paese ci sia un...

24 Settembre 2016

Olimpiadi, i numeri (tanti) dicono che è una vittoria da lasciar perdere

In questi giorni la politica e i cittadini si dividono sulle motivazioni per cui sarebbe o non sarebbe stato giusto rinunciare alla candidatura olimpica. Andando al di là delle considerazioni e dei teatrini politici che hanno circondato questo evento, e della fallacia logica dei progetti-vetrina che “fanno bene al paese”, (quando fanno bene solo a qualcuno, nel paese, a spese di tutti), proviamo a vedere cosa dice la letteratura economica in merito. Nel breve periodo le Olimpiadi sono spesso in perdita, ma questo non scoraggia chi le desidera, additando spesso benefici di lungo periodo “inquantificabili”. Per quanto le...

26 Maggio 2016

Il Sud e la follia di fallire ancora

La definizione di follia, secondo un noto adagio, è ripetere la stessa azione ancora e ancora, e aspettarsi risultati diversi. Eppure, ancora oggi, la soluzione più mainstream è chiedere, ancora una volta, più politiche per il Sud, più investimenti pubblici, più interventi dall’alto. La storia dell’Italia meridionale è una storia di azioni simili con risultati simili. È una storia di aiuti, di regole imposte, di piani intervento. È una storia di politicizzazione della crescita, incentrata sull’idea che questa possa avvenire attraverso la redistribuzione, e non dal territorio. Non sono solo i keynesiani a essere...

26 Novembre 2015

No, non è per disperazione e povertà. L'analisi quantitativa applicata al terrorismo

Gli attentati di Parigi hanno dato un po' a tutti l’occasione di esprimere il proprio giudizio, non sempre ragionato, sul terrorismo, e talvolta la scusa per spiegare questo problema secondo la propria chiave di lettura del mondo: la religione, la globalizzazione, la povertà. Piketty su Le Monde spiega il terrorismo, ad esempio, con il suo cavallo di battaglia, la disuguaglianza. Il Papa a Nairobi dichiara che "la violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione". Siccome Econopoly nasce con l’idea di spiegare i problemi con i fatti e...

15 Maggio 2015

Perché non fermeranno Uber

Come molti venerdì romani anche questo è stato caratterizzato dallo sciopero dei mezzi Atac. Alla stazione Termini chi doveva recarsi al lavoro si è trovato davanti a questa situazione quando ha cercato di prendere la metropolitana... o gli autobus... e non diversamente per i taxi, su cui si era concentrata tutta la domanda di coloro che potevano utilizzare un mezzo privato per raggiungere la loro destinazione. Da qualche giorno c'è attesa anche per la pronuncia del tribunale di Milano sul fatto che il servizio offerto da Uber costituisca o meno concorrenza sleale nei confronti dei tassisti e radiotaxi. Diverse...

09 Maggio 2015

Expo, Sindone, Mondiali: i progetti-vetrina e il paradosso del "fa bene al Paese"

Una politica pubblica è una scelta collettiva concernente l'impiego di risorse appartenenti alla collettività. È il risultato di un’aggregazione di preferenze, e in ciò è implicito che non tutte le preferenze  vengano soddisfatte: potrò non andare a visitare la Sindone o l’Expo, ma parte delle mie tasse contribuiranno comunque alla realizzazione di questi eventi.  Il calcolo costi-benefici, che è decentralizzato nel mercato al livello del singolo consumatore - il quale decide per sé se un cellulare nuovo vale più del suo prezzo - nelle scelte collettive viene sostituito da un processo politico centralizzato. Ed è qui...