08 Febbraio 2019

Il prossimo passo anti-crisi? L'eliminazione del contante

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La crisi prima o poi arriverà, nota il Fmi in un interessante approfondimento dedicato a uno studio dal sapore vagamente eretico. Come altro definire l’idea di “separare” in due la moneta di un paese, distinguendo il contante dalla moneta elettronica? Agli amanti della storia del pensiero economico torneranno in mente le trovate di Silvius Gesell ricordato anche da Keynes, nel cui pensiero economico trovano un posto speciale il tasso di interesse e la propensione alla liquidità, giudicati entrambi – se elevati – come fattori di disturbo per lo sviluppo della domanda aggregata e quindi dell’occupazione. Dovremmo...

07 Febbraio 2019

La capanna dello Zio Sam: l'immobiliare USA e le riflessioni per l’Italia

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Vi starete chiedendo cosa c’entra il debito americano con il mercato immobiliare italiano… I tassi di interesse della Federal Reserve e il whatever it takes di Draghi vi dicono qualcosa? Se ancora non ci siamo, mettiamola così: crisi finanziaria 2008, la Federal Reserve compra debito e abbassa i tassi di interesse. La gente non tiene i soldi in banca (bassi tassi) ma li usa. I soldi girano, l’economia si muove dopo la crisi. L’Europa ci mette qualche anno, poi decide di lanciare il quantitative easing. Mario Draghi tira fuori il bazooka (siamo nel 2015) e insegue la Federal Reserve. Anni di vacche grasse, i tassi sono bassi,...

29 Gennaio 2019

Quali rischi per i nostri soldi? Ecco i 10 fattori da temere nei prossimi mesi

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Come ogni nuovo anno, l’appuntamento di Davos organizzato dal World Economic Forum (WEF) rappresenta l’occasione per fare una riflessione sull’attuale situazione socio-economica ma, soprattutto, su quali obiettivi prefiggerci per il 2019 e quali strategie perseguire. Non importa sotto quale cappello ragioniamo: che siamo investitori, policy-maker o imprenditori dobbiamo confrontarci con il mercato. E il mercato è determinato dalle dinamiche delle economie che lo compongono. Questo significa porci di fronte a delle scelte che rappresentano, in generale, rischi ed opportunità. Ecco che diventa quantomai strategica la gestione...

15 Gennaio 2019

Mercato del lavoro, come è cambiato e chi può trovare un buon posto

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C’è un prima e c’è un dopo, nel mercato del lavoro dell’eurozona, con il 2008 a far da spartiacque per la semplice ragione che in quel momento si è verificata una crisi internazionale. Un utile pretesto, a ben vedere. Il prima e dopo, nella nostra storia, dipende infatti, almeno altrettanto, dal tempo che è trascorso fra il 1999 e il 2008, ossia il prima, e il 2013 e il 2018, che rappresenta il dopo. Un arco di vent’anni nei quali si è verificato un sostanziale invecchiamento della popolazione, ossia della forza lavoro. Questo prima e dopo non riguarda ovviamente solo la componente demografica, ma anche quella settoriale...

10 Gennaio 2019

Può bastare un Robin Hood a fare partire l'ascensore sociale in Italia?

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In un contesto economico che assegna alle eredità un ruolo crescente nella formazione della ricchezza, diventa sempre più importante sapere se e come funziona l’ascensore sociale all’interno di un paese. Ossia di quei meccanismi che, per chi ereditiere non è, rappresentano l’unico modo per migliorare la propria situazione. In sostanza si tratta di capire se le opportunità che si offrono riescono a bilanciare una condizione di partenza svantaggiata, visto che è difficile ci possa essere una reale eguaglianza delle opportunità. Nella migliore delle ipotesi possiamo ambire a costruire una società che premi, offrendo le...

26 Dicembre 2018

Lavoro, uno non vale uno: la crescita zero delle retribuzioni nei servizi

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C’è molto da imparare leggendo l’ultimo rapporto sul mercato del lavoro pubblicato da Istat. In particolare osservando un breve approfondimento che propone una visione decennale di alcuni indicatori macro. Qualche premessa di metodo aiuta a leggere il grafico. La variabile oggetto di analisi è quella delle retribuzioni di fatto reali, ossia deflazionate con l’indice armonizzato dei prezzi al consumo, uno dei tanti indicatori che misurano l’inflazione. Tecnicamente le retribuzioni di fatto corrispondono alle retribuzioni medie erogate dalle imprese ai lavoratori seguendo il criterio di cassa e al lordo delle trattenute...

18 Dicembre 2018

Patrimoniale, tassa odiosa ma utile: istruzioni pratiche per l’uso

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In due articoli recentemente pubblicati su Econopoly ci siamo interrogati sul tema dell’imposizione patrimoniale. Nel primo abbiamo sostenuto che una ristrutturazione delle imposte sul patrimonio sarebbe utile per riattivare la mobilità sociale in Italia, oggi bloccata, e creare un contesto caratterizzato da minori disuguaglianze. Il gettito proveniente da un incremento della tassazione patrimoniale dovrebbe essere utilizzato per ridurre il carico fiscale o sui redditi medio-bassi o sul costo del lavoro. Nel secondo articolo invece abbiamo raccolto qualche definizione e alcuni dati per capire cosa si intende esattamente quando si...

11 Dicembre 2018

Diseguaglianza, perché serve più crescita per farla diminuire

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Chi osserva la diseguaglianza, sulla quale in questi anni sono state scritte autentiche enciclopedie, dovrebbe leggere l’ultima release Istat sulle condizioni di vita delle famiglie italiane. Tratta un’evidenza spesso trascurata. Ossia che probabilmente la strada maestra per  diminuire la diseguaglianza sia l’aumento della ricchezza più che l'intervento pubblico. Se i governi favorissero la crescita migliorando le regole del gioco e facendole rispettare, per esempio con un sistema fiscale efficiente, la diseguaglianza diminuirebbe. Non sarebbe necessario preoccuparsi di come redistribuire il reddito. I dati pubblicati si...

04 Dicembre 2018

Imprese e famiglie italiane nuotano in un mare di liquidità

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Seppure purgata dal caro-spread “la situazione finanziaria delle famiglie italiane rimane solida”, scrive Bankitalia nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria. Via Nazionale stima che il calo dei prezzi degli attivi finanziari, conseguenza dell’aumento dei differenziali sul bund, abbia provocato una diminuzione della ricchezza finanziaria delle famiglie di circa 85 miliardi, quindi un 2% del totale della ricchezza stimata. A ciò bisognerebbe aggiungere un altro 1,5% determinato dai cali azionari e obbligazionari che “sono elevati” per le famiglie con redditi superiori alla mediana, mentre incidono marginalmente per le...

03 Dicembre 2018

Aumenti fino al 200%, tutta colpa dell’euro? E che dovrebbe fare la Bce?

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Nel 2001, poco prima dell’ingresso nell’euro, un cono gelato costava 1.500 lire, una penna a sfera 500 lire, un tramezzino 1.500 lire, una pizza margherita 6.500 lire, mentre, oggi, costano, rispettivamente, 3 euro, 1 euro, 2 euro e 7 euro. Il loro incremento, quindi, è stato pari a oltre il 200%, poco meno del 190%, poco più del 110% e quasi il 100%. Per giocare al massacro occorre conoscere tre semplici regolette: 1) stilare degli elenchi di prezzo pre-euro; 2) stilare elenchi di prezzo post-euro; 3) fare il confronto. Potremmo anche aggiungerne una quarta: proclamarsi economisti no-euro e farsi invitare in tv tra consenso e...