21 Gennaio 2020

Serve quasi mezzo milione di Pmi per fare i ricavi di Amazon

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Quattrocentotrentottomila. Tante sono le piccole e medie imprese (Pmi) italiane - categoria che conta per il 92% delle aziende del Belpaese - necessarie per pareggiare il conto con i ricavi annuali di Amazon. Quindi, 438.000 per toccare quota 265 miliardi (di ricavi, in dollari), il numero che definisce il fatturato del più grande negozio di e-commerce del mondo. Più di dieci volte la Svizzera, oltre il doppio della Germania: questa è la performance, poco invidiabile, del Belpaese. Ci possiamo consolare solo pensando che in Spagna stanno messi un po' peggio di noi, con 523.682 Pmi necessarie per pareggiare i conti con l'Everything...

15 Gennaio 2020

Inquinamento killer? Ne uccide di più la povertà. A mazzi

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L'autore di questo post è Jacopo Giliberto, giornalista dal 1982. Portavoce di due ministri dell'ambiente negli anni 2012 e 2013 - Gentile signor Econopoly, le racconto una storia. Il fatto è che ogni due o tre giorni leggo - sui social network, oppure come messaggini sul telefonino, o ancora in forma di articolo esteso - un allarme preoccupato su quante persone muoiono prematuramente per colpa dello smog e dell’aria sporca. Lo smog uccide. L’inquinamento fa strage. L’articolo o il post individua un luogo differente (cliccare l’area preferita: Pianura Padana, India, il centro città, Europa, Mondo, Padova, Italia,...

07 Gennaio 2020

Il renminbi, la moneta cinese, piace più alle banche centrali che agli hedge

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L’ultima Quarterly review della Bis contiene un box molto interessante che ci consente di fare il punto sull’andamento della moneta cinese, osservata speciale da quando Pechino ha deciso di internazionalizzare la sua valuta pur senza delineare un orizzonte chiaro sulla sua definitiva convertibilità. La strategia cinese si è basata su una sorta di doppio forno, articolato sulla base di due monete uguali e diverse il renminbi (RMB) offshore (CNH) contrattato su alcune piazze finanziarie come Hong Kong e Macao, e il renminbi onshore (CNY), che è quello che si scambia sulla Mainland cinese. Il primo è relativamente “libero”:...

24 Dicembre 2019

Perché le rivoluzioni sono social ma poi si fanno ancora nelle strade

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L’autrice di questo post è Maria Elena Viggiano. Giornalista, segue progetti di internazionalizzazione per le Pmi e di innovazione – I social occupano una parte preponderante della vita quotidiana e sono ormai diventati l’unico luogo di confronto o scontro tra le persone. Ma è proprio così? Vediamo cosa dicono i dati. Secondo il Global Digital Report 2019 di We Are Social e Hootsuite, ogni giorno la crescita digitale globale segna un milione di persone in più con una media di 11 nuovi iscritti al secondo. Gli utenti sono il 45% della popolazione mondiale, pari a 3,5 miliardi di persone e gli aspetti negativi quali la...

17 Dicembre 2019

Cina e capitali: tra benefici per l’economia e rischi per la sicurezza

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Post di Mario Angiolillo e Flavio Menghini. Angiolillo è direttore dell’Osservatorio Relazioni EU-UK-USA di The Smart Institute. Esperto di tematiche geopolitiche e di relazioni internazionali, svolge attività di advisory per diverse società con particolare riferimento agli impatti e alle opportunità offerte da Brexit. Menghini, esperto di commercio internazionale e foreign direct investment, si occupa in particolare di relazioni esterne dell’Unione Europea e sviluppo sostenibile -  L’Unione Europea si conferma ancora una volta un attore capace di affrontare in maniera efficace i rischi sottesi a un’economia globale. Non...

16 Dicembre 2019

Le ragioni di Greta e il green new deal: tutto passa per il capitale privato

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Fa discutere il fallimento dell’accordo alla conferenza COP25. Eppure il Green New Deal è una vera opportunità per tutti. Tuttavia la politica spesso non capisce o non vuole capire. Il recente dibattito sulla sugar/plastic tax ancora una volta testimonia la triste convinzione – almeno dei politici che animano i talk show – che si possa cambiare semplicemente per decreto. Insomma, non ci si rende conto che il punto fondamentale è che noi viviamo in un sistema economico complesso ma pur sempre mosso due principali e semplici leve: gli investimenti e la domanda dei consumatori. Ed in particolare, la prima trova la sua forza nel...

09 Dicembre 2019

Petrolio, l'America Saudita potrebbe strangolare l'Asia non l'Europa

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L’ultimo World Energy Outlook diffuso dall’IEA è un’ottima occasione per provare a indovinare come le vicissitudini del mercato energetico, come sempre complesse e decisamente sistemiche, siano capaci di modificare la fisionomia del mondo come lo conosciamo. Si può tentare, ad esempio, di immaginare come sarà il mondo di domani – quello che vedremo fra un decennio – con l’America sempre più impegnata nell’interpretare un ruolo estremamente significativo: quello di primo paese produttore di petrolio e gas. All’ascesa produttiva statunitense i produttori internazionali, l’Opec e la Russia, perdono spazi di...

02 Dicembre 2019

Povertà, diminuisce ma per la maggior parte è creata artificialmente

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Di anno in anno, la povertà nel mondo diminuisce sempre più marcatamente. Si calcola addirittura che, negli ultimi vent’anni, un miliardo di persone sia stato sottratto alla fame e, più in generale, allo stato di degrado. Report e dati forniti, in particolare, dalla Banca Mondiale sembrerebbero inequivocabili. Eppure, nonostante i ‘dichiarati’ successi globali, l’indigenza aumenta in modo preoccupante nell’Africa sub-sahariana, dove si ritiene che 400 milioni di persone vivano ancora con meno di due dollari al giorno: in pratica, più del 40% dei poveri del mondo si trova lì, mentre 3 miliardi di persone, nel mondo, sono...

25 Novembre 2019

Oro sempre più di moda, la passione ritrovata per ragioni geopolitiche

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Parlare di oro, il “barbaric relic” di keynesiana memoria, nell’epoca delle valute digitali e dello zero lower bound  - ossia le politiche monetarie a tassi negativi - è come discorrere di vinili nel mondo di Spotify. E tuttavia, proprio come accade per i vecchi dischi, anche i lingotti son diventati – o sarebbe meglio dire che sono tornati – esemplari assai richiesti da svariate tipologie di compratori. Questa evidenza sarebbe una semplice curiosità se non fosse parte di un più vasto movimento economico che coinvolge le autorità ufficiali dei diversi paesi, con le loro banche centrali a guidare il gioco, che potremmo...

21 Novembre 2019

Riassumendo, chiudere le industrie per fermare populismi e radicalismi?

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Ilva, Mose, cambiamenti climatici, muro di Berlino, progetto Nightingale di Google… immaginare un futuro alla Blade Runner made in Italy non viene difficile. 2040: siete seduti sul vostro divano, l’automazione ha liberato tanto lavoro e l’energia è gratis o quasi… anche voi (le vostre informazioni) siete gratis o quasi. Le industrie sono state delocalizzate/automatizzate. Fuori c’è aria rarefatta e pulita. Ma tutto ciò è reale? In questa dinamica di smaterializzazione industriale e “del lavoro”, è anche la politica a subire l’onda. Negli ultimi tempi non si parla d’altro che di avanzata populista ma in realtà...