22 Aprile 2019

La genesi dell’italiano medio (c'entrano la televisione spazzatura e le elezioni)

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L'autore di questo post è Tammaro Terracciano, Ph.D. candidate presso lo Swiss Finance Institute di Ginevra. La sua maggiore area di interesse è la macroeconomia internazionale -  “Prima vedevo, ora ero cieco” - con queste parole l’italiano medio di Maccio Capatonda descrive la sua degenerazione da cittadino attento e interessato alla cosa pubblica a solito arrogante menefreghista. Nel trailer, questa sua metamorfosi kafkiana è dovuta all’assunzione della pillola dell’italiano medio che gli riduce l’utilizzo del cervello dal venti al due percento delle sue potenzialità, cambiando radicalmente la sua vita. In...

18 Aprile 2019

La crescita e la grande divergenza: come chiudere la forbice Nord-Sud

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In un articolo precedente, abbiamo documentato che la divergenza strutturale fra Nord e Sud Italia sta aumentando, secondo gli indicatori relativi alla salute, all’innovazione, all’educazione e al lavoro. Nel nostro paese, gli ingredienti fondamentali della crescita economica sono sempre più scarsi laddove l‘economia è stagnante e sempre più presenti nelle regioni più dinamiche e sviluppate: in questo modo, la convergenza economica fra regioni sembra impossibile. Ma l’Italia non è l’unica: diversi economisti hanno dimostrato come sia in atto un processo di divergenza economica fra aree geografiche nella maggioranza dei...

15 Aprile 2019

La spesa pubblica in Italia e in Germania: due traiettorie divergenti

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L'autore di questo post, Antonino Iero, oggi in pensione, è stato responsabile del Centro Studi e Ricerche Economiche e Finanziarie di UnipolSai -  In una moderna economia di mercato, la spesa pubblica gioca un ruolo importante sotto diversi profili. In essa confluiscono istanze di natura sociale (previdenza, sanità, istruzione, lotta alla povertà), così come spese legate a politiche di natura più discrezionale. Non ultimo, la spesa pubblica dovrebbe rappresentare un fattore di accelerazione della crescita economica, per esempio, grazie al sostegno mirato verso i settori industriali più dinamici o la ricerca scientifica....

15 Aprile 2019

Il DEF e i numeri (brutti) sul lavoro tra suggestioni e un invito a riflettere

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Il DEF, cioè il Documento di Economia e Finanza, è lo strumento mediante il quale il Governo comunica al Parlamento e, di conseguenza, al popolo ‘sovrano’ le proprie intenzioni in materia di politica economica per il triennio a venire. Entro il 30 aprile dovrà essere approvato e, successivamente, spedito a Bruxelles affinché l’Unione Europea ne verifichi la conformità al Patto di Stabilità e Crescita. Occorre precisare che il testo non costituisce un vincolo per l’esecutivo. Insomma, siamo ancora in tempo per confidare nel ‘cambiamento del governo del cambiamento’. Qui, infatti, finiscono le congruenze logiche e hanno...

07 Aprile 2019

Non basta chiamarlo "Decreto Crescita" per far ripartire il Pil

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Leggendo le anticipazioni del cosiddetto Decreto Crescita, mi è venuto in mente un principio ben noto nel mondo del diritto. Si tratta dell’irrilevanza del nomen juris, ossia, in parole semplici: non importa la qualificazione giuridica che le parti danno a un atto (ad esempio un contratto), perché il giudice potrà disattendere quel “titolo” per accertare la realtà sostanziale del rapporto. Parafrasando, non basta chiamare un provvedimento "Decreto Crescita" per dimostrare che al suo interno contenga misure per far crescere l'economia. Dalle anticipazioni, sembra materializzarsi un mix di piccoli e disorganici...

28 Marzo 2019

Il debito pubblico non è un problema, ma solo per chi se lo può permettere

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L'ultimo Bollettino economico della Bce pubblica un approfondimento dedicato al paper di cui avevamo discusso nei giorni passati, nel quale l'autore, Oliver Blanchard, arguiva che il debito pubblico non è fonte di problemi per un'economia a patto di avere un tasso di crescita sempre maggiore rispetto al costo complessivo del debito. L'articolo della Bce è un'ottima occasione per fare un passo in avanti e guardare anche altri aspetti del problema, con particolare riferimento al caso europeo, visto che lo studio era riferito agli Stati Uniti. La premessa è che le analisi di sostenibilità del debito pubblico guardano al differenziale...

17 Marzo 2019

17 marzo: l’unità nazionale ai tempi dell’autonomia differenziata

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L’Italia compie centocinquantotto anni, decorrenti da quel 17 marzo 1861 in cui il Parlamento nel neonato Stato si riunì per la prima volta. Un compleanno sempre controverso, tant'è che viene festeggiato -seriamente- solo ogni cinquant'anni. Nel corso della sua storia, ci sono stati dei momenti in cui l’unità è sembrata vacillare, senza mai traboccare. Dal 22 ottobre 2017, secondo alcuni, l’ultima minaccia all'unità deriverebbe dall'attuazione dell’autonomia differenziata, ai sensi dell’articolo 116, comma 3, della Costituzione (“Terzo Comma”). In quella data, si sono tenuti i due referendum consultivi per avviare...

14 Marzo 2019

Finanza e politica, quanto pesano le agenzie di rating nelle urne?

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L'autore di questo post è Tammaro Terracciano, Ph.D. candidate presso lo Swiss Finance Institute di Ginevra. La sua maggiore area di interesse è la macroeconomia internazionale -  Le agenzie di rating non godono di una buona nomea, anche perché sono prese in causa sempre in momenti difficili e delicati. Per di più, l’opinione pubblica ricorda chiaramente i loro grandi errori di valutazione sui mutui subprime, su Parmalat e Lehman Brothers. Ciononostante, il modello di business di un’agenzia di rating si basa proprio sulla sua reputazione e accuratezza, poiché la credibilità è un elemento chiave per l’intera...

11 Marzo 2019

Balletto TAV: come sempre, imprese alla mercé dello Stato

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Il balletto TAV continua. Eppure, altro non è che l’amplificazione di un modus operandi che colpisce ogni giorno migliaia di imprese. Giuseppe Conte ha inviato una lettera alla società TELT Sas. Un testo che rappresenta l’emblema di un atteggiamento padronale. Atteggiamento che il nostro Stato, ed in genere la pubblica amministrazione, sfoggia nei confronti delle imprese. Il presidente del Consiglio richiama il famigerato “contratto di governo”, come legittimazione politica del suo operato. Come se un documento preparato in segreto dopo le elezioni dovesse avere più importanza di quattro accordi internazionali. (e di...

04 Marzo 2019

Il diffuso vizio del presentismo nelle analisi sul declino italiano

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Spesso i commentatori di cose italiche tendono a concentrarsi troppo sul presente, sul governo giallo-verde, sulla congiuntura tedesca, sui rimbrotti della Commissione Europea, facendo perdere di vista i fattori di arretratezza storica, che rendono la crescita italiana anemica da almeno 25 anni. Contano i tempi lunghi, evocati da Luigi Einaudi. Perché si parla così poco di scuola? Perché è un investimento strutturale, che ha riflessi positivi nel lungo termine. La politica vive nel breve termine, ha orizzonti limitati, guarda alle prossime elezioni. Statisti che guardano alle prossime generazioni se ne vedono ben pochi. Come ha...