Franco Becchis

Economista e scrittore, è direttore scientifico della Fondazione per l’Ambiente, della Turin School of Regulation e di Di.Re (Observatory on Digital Markets and Platform Regulation). Ha insegnato come adjunct professor Environmental economics, finance e public economics in diverse Università italiane e straniere. Autore per lavoce.info. Ha tenuto su Avvenire la rubrica “Persone&Mercati”. Ha tenuto la rubrica L'economista di strada, Fahreneit/RaiRadio3. Ultimi libri: Bestiario di Finanza, Castelvecchi 2016, L’Incarico, Castelvecchi 2018.
04 Luglio 2021

Le tasse di Amazon, Google e Facebook: davvero è l'ultima campanella?

L’elusione fiscale, i paradisi fiscali e il fiscal dumping, tutti terreni preferiti dalle multinazionali, digitali e non, sottraggono ai contribuenti nel mondo 500 miliardi di dollari all’anno, secondo stime. Con circa 750 miliardi di euro di debito per il Recovery Plan la UE cerca nuove fonti fiscali: le multinazionali, e fra queste le Big Tech (che godono di favori fiscali più alti rispetto alle big non digitali) sono naturali obiettivi. Con le tasse sul lavoro vicine al 35% nell’area Ocse (46% on Italia) e quasi zero per i profitti delle big tech riformare la corporate tax e al suo interno la digital tax è ineludibile. Amazon

28 Maggio 2021

Nella savana della finanza è sempre il momento degli spazzini

Se la finanza è come una savana, gli animali spazzini che ripuliscono questo spazio dai soggetti deboli o malati hanno una loro utilità. Uscendo dalla metafora possiamo chiederci se è socialmente utile o riprovevole puntare imprese gravemente in difficoltà o che truccano i conti per ricavare un profitto. Le due tipologie di prede sono diverse, e diversi i meccanismi finanziari che permettono di lucrare sullla loro distruzione. Cominciamo con le imprese in crisi. Se i fondi di private equity le hanno lasciate sul terreno giudicandole non interessanti, iene e avvoltoi che stanno ai margini del grande banchetto finanziario si gettano...

18 Maggio 2021

Le onde della finanza speculativa inondano il debito pubblico europeo

La finanza internazionale ha raggiunto dimensioni che mettono a rischio la stabilità del sistema finanziario, come enormi bacini di acqua che incombono sui villaggi a valle e li allagano al minimo movimento. Secondo stime della Banca Centrale Europea la ricchezza finanziaria oggi si aggira attorno ai 300mila miliardi di dollari, più di tre volte il PIL mondiale, senza contare la finanza derivata (tra 700mila miliardi e un milione di miliardi di dollari, secondo stime), che tuttavia per il principio delle pere e delle mele non può essere sommata alla prima. Una parte (circa 4mila miliardi) della finanza primaria come è noto sta in...

02 Maggio 2021

La finanza ha due speranze, i malati di Alzheimer una. Per motivi diversi

La finanza spera in plusvalenze miliardarie, i familiari dei malati in una cura. Alzheimer Disease International stima in 40 milioni i malati di Alzheimer e prevede un raddoppio entro il 2040. Per questa condizione oggi non esiste una cura consolidata ma tre aziende farmaceutiche, Eli Lilly, Roche e Biogen da tempo stanno studiando un farmaco e conducendo esperimenti clinici: l'approdo a un mercato che nei soli Stati Uniti è stimato in 50 miliardi di dollari all'anno darebbe frutti enormi in termini di profitti. L'intreccio fra finanza e salute, denaro e speranze, brevetti e terapie è in questo caso più forte che mai. Prendiamo...

15 Aprile 2021

Perché con i Family Office la finanza può insidiare la democrazia

Il fallimento di Archegos ha avuto il merito di gettare un po’ di luce su un angolo nascosto ed elusivo della finanza, in cui opera un animale finanziario particolare: il family office. Per capire la natura di questo animale, che possiamo tranquillamente inserire nella categoria dei predatori (si veda Bestiario di Finanza, Castelvecchi 2016) bisogna considerare che nel mondo vi sono migliaia di famiglie che hanno patrimoni prevalentemente finanziari di miliardi di euro. Queste famiglie sono riluttanti ad affidarsi alla gestione di investitori esterni che chiederebbero commissioni rilevanti, preferiscono assumere dei gestori propri e...

02 Aprile 2021

Anche i ricchi piangono: Archegos e la finanza sintetica

Un funzionario della Hertz, il gigante del noleggio auto messo inginocchio dalla pandemia, ha detto una volta a un giudice: “Ci sono delle forze in gioco che noi, gente che non appartiene alla finanza, possiamo solo osservare”. Il funzionario era cosciente che la finanza, grande da 5 a 10 volte il PIL mondiale, è una entità misteriosa, potente e pericolosa, e lo dimostra continuamente quando esce dall’anonimato per i danni che può provocare, purtroppo oltre che se stessa anche agli altri, come quelli provocati da Archegos in questi giorni. Archegos è un family office finanziario, gestisce il patrimonio di Bill Hwang, un...

17 Marzo 2021

Greensill, torna la finanza delle polpette avvelenate

In finanza i vecchi vizi non muoiono mai: più di 10 anni fa miliardi di dollari di mutui concessi a persone che non potevano permetterseli furono impacchettati, mescolati come salsicce e rivenduti in forma di mortgage bond a tutto il mondo, non solo fondi ma anche anziani con pochi risparmi. Si chiama securitization, un nome ingannevole perché richiama la sicurezza ma è esattamente il contrario, significa fare delle polpette di cui il pubblico non conosce il contenuto per poter vendere ciò che singolarmente, se non fosse nascosto dalla poltiglia, non riusciresti mai a piazzare sul mercato. A distanza di anni la pratica continua.

05 Marzo 2021

Google, Facebook, Amazon, Apple: con le nuove regole si cambia musica?

Negli ultimi 20 anni le piattaforme digitali sono diventate giganti di mercato grazie agli effetti alchemici della loro microeconomia: economie di scala e di rete (più sei grande e più iscritti hai più è facile ingrandirsi e acquisire nuovi utenti), e il possesso di dati personali che fungono da barriera all’entrata li hanno traghettati da nani a giganti. Amazon è passata da un valore di borsa di 4 miliardi di dollari nel 2001 a 1.500 miliardi nel 2020. Facebook che vent’anni fa non esisteva ne vale oggi circa 800, più o meno come Alibaba. I player digitali hanno invaso settori tradizionali come l’accoglienza, la mobilità, il...

23 Febbraio 2021

Gamestop, né buoni né cattivi. Ma la democratizzazione è un'altra cosa

Negli anni sessanta, prima della diffusione di massa del telefono, per fare un contratto bisognava uscire di casa, prendere l’auto o la bici, incontrare la persona: il tutto poteva richiedere ore. Il telefono ha ridotto completamente questi costi di transazione, che oggi con gli smartphone sono uguali a zero. Nella finanza il processo è stato un po’ più lento, bisogna aspettare l’arrivo del digitale per vedere i costi di transazione annullarsi: prima ci si recava in banca, si faceva la coda, si discuteva e si firmava; oggi chiunque con un click sullo smartphone, seduto sul divano, può comprare e vendere prodotti finanziari anche...