Maurizio Sgroi

Giornalista socioeconomico ed esperto di comunicazione. Ha lavorato per un numero imprecisato di giornali, sviluppato progetti editoriali, scritto libri. Tre anni fa ha fondato il blog TheWalkingDebt.org, diventato rapidamente un punto di riferimento per appassionati di storie economiche, segnalandosi per uno stile che predilige la narrazione, la divulgazione e il rigore informativo. Fra le altre cose coltiva una passione, non ricambiata, per l’economia internazionale.
20 Gennaio 2018

Ci risiamo: è boom dei subprime, a 4 ruote

È alquanto sorprendente tornare negli Usa, da dove la Grande Recessione si è originata, e trovare di nuovo parole dimenticate dalle cronache, come subprime, cartolarizzazioni, ABS, e tutto l'arsenale che informò le cronache di allora. Il fatto è che si tende a dimenticare che i meccanismi lungo i quali la rinascita dell’economia si è articolata dopo la crisi sono simili a quelli che l'hanno provocata. Questo spiega perché la ripresa celi ampie zone zeppe di rischi, che crescono all’ombra della disattenzione dell’opinione pubblica. Ne abbiamo già osservata una, adesso scrutiamone un’altra: il boom dei debitori subprime nel...

13 Gennaio 2018

Il boom dei lavoratori inattivi in America è siesta forever o un grosso problema?

C'è molto da imparare osservando la curiosa evoluzione del mercato del lavoro statunitense ed è una buona prassi seguirne le vicissitudini, innanzitutto perché l’andamento dell’occupazione è uno dei punti di riferimento della Fed. I dati sul lavoro contribuiscono a definire la politica monetaria Usa che, ci piaccia o meno, ha effetti globali. Ma non è l'unico motivo per cui è opportuno ragionarci sopra. Gli andamenti che vediamo all’opera in questo paese somigliano notevolmente a quelli osservati in altre economie avanzate, a tal punto che non è esagerato chiedersi se gli Usa non siano semplicemente gli apripista di...

10 Gennaio 2018

La zombie economics secondo Borio (e c'è l'Italia in pole position)

Il grande problema della produttività debole che affligge molte economie avanzate spiega perché gli esperti ne discorrano sempre più spesso andando a guardare anche laddove prima si trascurava di vedere, come è accaduto in occasione di un conferenza che si è tenuta a Parigi fra il 10 e l'11 gennaio. L'incontro aveva infatti come tema la domanda se la scarsa produttività delle nostre economie possa dipendere anche da questioni finanziarie. Questione che sembra astrusa ma che invece ha importanti implicazioni in termini di policy. Non a caso fra gli ospiti del primo panel c'era Claudio Borio, capo del dipartimento economico e...

26 Dicembre 2017

Con lo shale oil niente sarà più come prima. Lo ha capito anche la Bce

Nessuno fino a pochi anni fa ci avrebbe scommesso, ma la rivoluzione dello shale oil ha finito con trasformare gli Usa in un player dei mercati dell'energia capace di spiazzare i produttori tradizionali, quindi l'Opec innanzitutto, ma anche la Russia. Il grafico qui sotto è più che sufficiente a dare un'idea di quello che è successo in questi ultimi dieci anni. E serve anche a capire perché la Bce abbia deciso di dedicare alla rivoluzione dello shale made in Usa un approfondimento nel suo ultimo bollettino economico. Il prezzo del petrolio, infatti, è una delle componenti più volatili che influenza l'inflazione, ossia ciò di cui...

15 Dicembre 2017

L'UK si può permettere la Brexit? Sì, per il momento. Ecco perché

Ora che fischia sempre più forte il vento della Brexit, vale la pena spendere un po' di tempo a interrogarsi sui possibili sviluppi futuri dell'economia britannica, almeno in relazione ai suoi rapporti con l'estero, partendo da un dato che giustamente è stato messo in rilievo in una recente analisi pubblicata dagli economisti della Banca d'Inghilterra: il deficit del conto corrente UK. Ricordo che ogni paese, effettuando scambi col resto del mondo, genera attivi e passivi, sotto forma di crediti e debiti che possono riguardare merci, servizi o redditi. Questi flussi, sommandosi algebricamente, generano un saldo che può essere un...

11 Dicembre 2017

La fuga dei giovani dall’ospizio Italia. Come dargli torto?

Trentottomila mila giovani adulti, il 28,5% dei quali laureati, nel 2016 hanno abbandonato l’Italia secondo quanto ci racconta Istat. Questo dato, che fa riferimento alla classe d’età dei 25-39enni, è solo la punta di un iceberg sul quale la nostra già periclitante demografia rischia di andare a sbattere, affrettando quella trasformazione dell’Italia in un gigantesco ospizio a cielo aperto, visto che sempre nel 2016 i dati Istat ci dicono che sono nati circa 12 mila bambini in meno. Non riesco a dar torto a questi emigranti italiani per la semplice ragione che molto probabilmente là fuori troveranno quello che qui non...

24 Novembre 2017

I prezzi del mattone recuperano il livello pre crisi. Ci dobbiamo preoccupare?

Le ultime statistiche immobiliari pubblicate dalla Banca dei regolamenti internazionali, la "banca delle banche centrali" con sede a Basilea, ci comunicano un’informazione rilevante: nei paesi avanzati i prezzi reali del mattone, ossia deflazionati per l’indice dei prezzi al consumo, dopo esser cresciuti in media del 4% nel secondo trimestre 2017 su base annua hanno ormai praticamente raggiunto il livello pre crisi. In sostanza, ci sono voluti nove anni per recuperare il punto di partenza che, è bene ricordarlo, molti sospettavano nascondesse pericolose esagerazioni. In particolare, nei paesi avanzati i prezzi sono cresciuti...

19 Novembre 2017

Quanta febbre ci può provocare un raffreddore cinese?

Parrà a molti un paradosso osservare che la gran parte delle imprese zombie cinesi, ossia soggetti che con i profitti non riescono neanche a ripagare gli interessi sui debiti, si concentri nel settore manifatturiero, ossia quello che ha consentito alla Cina di trasformarsi nel Grande Produttore globale a basso costo dell’ultimo quindicennio. Eppure è del tutto logico. Altrettanto la circostanza che il secondo classificato, in questa poco onorevole classifica preparata dalla Bce nel suo ultimo bollettino sia il settore immobiliare, dove da anni viene covata (e coccolata col credito) una bolla alquanto minacciosa. I problemi...

10 Novembre 2017

Gli Ogm non ci piacciono, però ne importiamo (e mangiamo) un bel po'

Un interessante rapporto sull’uso delle biotecnologie agricole in Italia rileva una curiosa caratteristica del nostro paese, che così tanto fieramente avversa l’introduzione di coltivazioni Ogm. Ossia la circostanza che importiamo significative quantità di commodity biotech, per lo più soia, sotto forma di mangimi per animali visto che non riusciamo a produrne abbastanza. Ciò malgrado, “l’attitudine generale verso le coltivazioni Ogm rimane ostile”, come nota l'autrice del report. I finanziamenti, pubblici e privati, a queste ricerche si sono sostanzialmente azzerati, mentre al contempo l’aumento del costo dei mangimi...

27 Ottobre 2017

Quanto darwinianamente bene ha fatto la crisi alle imprese di casa nostra

Gli ultimi dati di Bankitalia sull’andamento dei nostri conti con l’estero confermano il buon andamento del nostro saldo corrente, che ormai trova alimento anche nei redditi primari, ma soprattutto confermano il ruolo rilevante che il commercio internazionale ha avuto nella ripresa dell’economia italiana. Le merci, che erano diventate fonte di deficit, sono diventate di fatto il nostro salvagente dalla metà del 2012 e gradualmente si sono trasformate in un agile vascello che ci ha condotto fuori dai marosi della crisi. Certo grazie anche a una congiuntura particolarmente favorevole – si pensi ai costi declinanti dell’energia...