Maurizio Sgroi

Giornalista socioeconomico ed esperto di comunicazione. Ha lavorato per un numero imprecisato di giornali, sviluppato progetti editoriali, scritto libri. Tre anni fa ha fondato il blog TheWalkingDebt.org, diventato rapidamente un punto di riferimento per appassionati di storie economiche, segnalandosi per uno stile che predilige la narrazione, la divulgazione e il rigore informativo. Fra le altre cose coltiva una passione, non ricambiata, per l’economia internazionale.
07 Agosto 2018

Cina al Pireo: attenta, Olanda, le rotte commerciali non sono scritte sulla pietra

Per valutare una possibile concreta di collaborazione commerciale fra Europa e Cina, prima ancora che le petizioni di principio, bisognerà osservare in che misura la Ue consentirà investimenti cinesi strategici sul proprio territorio, a cominciare dalle infrastrutture sensibili come quelle portuali e ferroviari. Il tema è oggetto di un approfondimento pubblicato da Brugel, che svolge una ricognizione molto interessante sullo stato degli investimenti portuali in Ue, che come è noto è impegnata nella definizione di una cornice legislativa proprio per regolamentare l’afflusso di investimenti diretti sul proprio territorio....

27 Luglio 2018

Così le cattive multinazionali e la Ue spingono occupazione e produttività in UK

Due interessanti ricognizioni svolte dall’istituto britannico di statistica (Ons) ci consentono di apprezzare la notevole importanza relativa che ha la globalizzazione nell’economia del Regno Unito (UK), per gli effetti che genera nell’occupazione e nella creazione di valore. La prima analisi proposta è la Business survey nel settore delle imprese non finanziarie con proprietà estera. Nel 2016 in UK erano registrate 2,5 milioni di imprese non finanziarie delle quali poco meno di 25 mila, quindi circa l’1% risultava a controllo estero. Nonostante questa piccola proporzione, questi business hanno contribuito per 324,3...

20 Luglio 2018

La guerra commerciale è o no un attacco alla globalizzazione?

La guerra commerciale che incombe sull'economia internazionale dopo l'accelerazione impressa dall'amministrazione Usa all'imposizione di dazi minaccia seriamente di sabotare lo strumento principale della globalizzazione, ossia gli investimenti diretti esteri (IDE) che i paesi fanno l’uno l’altro per una pluralità di ragioni, che riepiloga bene la Bce nel suo ultimo bollettino. Gli IDE sono tali quando “un’impresa possiede almeno il 10 per cento di una società situata in un altro paese”. Generalmente “questi investimenti sono condotti da multinazionali che investono all’estero mediante impieghi in nuovi progetti...

02 Luglio 2018

Bitcoin e le altre criptovalute hanno già il fiatone. Ecco cosa ne resterà

Chi avesse ancora voglia di cimentarsi con i misteri di bitcoin, può togliersi la voglia scorrendo l’ottimo approfondimento che la Bis ha dedicato alle criptovalute nel suo ultimo rapporto annuale. Una ventina di pagine dove si spiega con grande chiarezza perché le valute come bitcoin non si possano considerare moneta e perché in generale questa tecnologia generi più problemi che opportunità. La circostanza che alcuni usino bitcoin non sembra possa impedire che il posto più naturale al quale sembrano destinate queste valute virtuali sia quello del cimitero delle monete che già vari musei, come il British museum, amano esporre...

28 Giugno 2018

Ma quale Brexit, ecco come una frenata cinese rischia di far male al Pil inglese

Chi teme gli esiti della Brexit sull’economia britannica, si stupirà osservando quanto potrebbe nuocere a Londra uno slump di quella cinese, peraltro ormai quotidianamente bersagliata da Trump, che con ogni probabilità neanche sospetta che rischia di danneggiare il Regno Unito (UK) con le sue politiche anti cinesi. I pericoli di contagio che l'economia britannica può subire da quella cinese  sono bene illustrati nell’ultimo bollettino trimestrale della Bank of England dove si osserva che la Cina è stata protagonista di un boom creditizio che si è connotato per essere uno dei “più ampi e duraturi mai osservati”....

25 Giugno 2018

Dieci anni dopo la crisi del debito i debiti sono aumentati

Dieci anni sono passati da quel drammatico 2008 che segnò la fine di un’epoca e proiettò sul mondo l’ombra inquietante di una seconda Grande Depressione peggiore persino della prima. Abbiamo avuto in cambio una Grande Crisi Finanziaria (GCF), come ci ricorda la Banca dei regolamenti internazionali di Basilea (Bri o BIS) nella sua ultima relazione annuale. E dobbiamo pure farcela piacere, consolandoci con l’idea che avremmo potuto uscirne assai più malconci, e senza badare al conto, che è stato salatissimo. Perché l’esito più eclatante della GCF, nata e cresciuta e poi esplosa a causa del livello elevato dei debiti (privati),...

18 Giugno 2018

Casa, Italia unico Paese avanzato in cui i prezzi calano. Intanto in Germania e Cina...

Le ultime statistiche rilasciate dalla Bis, la Banca dei regolamenti internazionali con sede a Basilea, relative all’evoluzione dei prezzi reali delle abitazioni confermano la sostanziale eccezionalità del caso italiano, fra le poche grandi economie dove i prezzi del mattone continuano a decelerare. Il nostro paese non è riuscito ad agganciare la ripresa internazionale dei prezzi – a  fine 2017 erano cresciuti globalmente del 2% rispetto a fine 2016 – e varie ragioni, demografiche e reddituali, lasciano ipotizzare che anche nei prossimi anni il nostro mercato farà fatica a riprendersi. Se guardiamo al campione ristretto...

13 Giugno 2018

La recente riscossa dell'export italiano è dipesa dalla qualità più che dal prezzo

Fra le tante narrazioni che pullulano nel nostro discorso economico, una delle più diffuse è quella che riduce le decisioni nel commercio alla semplice convenienza economica, trascurando la circostanza che l’economia non è soltanto quantità, e quindi prezzo, ma è anche (e forse soprattutto) qualità. Il prezzo ha notevole importanza nelle decisioni deglil operatori, ma non da solo. E questa tendenza emerge con chiarezza osservando la storia recente del nostro export, durante i quali il nostro settore esportatore ha corretto sostanzialmente una caratteristica che molto ci ha fatto soffrire all’inizio del nuovo secolo, ossia il...

09 Giugno 2018

Rieccoli, i famigerati Cds. Dobbiamo ancora averne paura?

C’erano una volta i cattivissimi Cds, aggeggi finanziari sconosciuti al grande pubblico finché, nella baraonda del 2008 non portarono al naufragio di Aig, colosso americano delle assicurazioni. E dopo allora quest’acronimo, che sta per credit default swap, finì all’indice e insieme assurse alla celebrità. Discettare di Cds divenne la normalità nel clou della crisi dell’euro del 2011-12, ma poi l’attenzione su questi strumenti è scemata. Ciò non vuol dire che siano spariti. Semmai sono stati ricondotti nell’alveo della normalità, seppure esotica, dei mercati finanziari dopo aver vissuto per un lungo ed eccitante periodo...

04 Giugno 2018

La stupefacente cavalcata dello shadow banking nell'eurozona (con i soldi di chi?)

Banche o non banche? L'eurozona si trova di fronte al problema di dover fare i conti con un ruolo crescente del sistema degli intermediari non bancari, il cosiddetto shadow banking, che ormai ha superato per valore degli asset quello del sistema bancario tradizionale, proseguendo una lunga corsa iniziata all’indomani della crisi, quando i rischi di collasso del sistema bancario aprirono una prateria di opportunità a questi soggetti. Alla fine dell’anno scorso, come illustra la Bce nel suo ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria, queste entità, avevano cumulato asset per un valore di 43 trilioni, che equivaleva al 56% del...