Maurizio Sgroi

Giornalista socioeconomico ed esperto di comunicazione. Ha lavorato per un numero imprecisato di giornali, sviluppato progetti editoriali, scritto libri. Tre anni fa ha fondato il blog TheWalkingDebt.org, diventato rapidamente un punto di riferimento per appassionati di storie economiche, segnalandosi per uno stile che predilige la narrazione, la divulgazione e il rigore informativo. Fra le altre cose coltiva una passione, non ricambiata, per l’economia internazionale.
29 Marzo 2017

L'ora della Brexit è scoccata. Ma non parlate a Theresa May dell'export

Mi capita fra le mani una pregevole ricognizione prodotta dall’Ons, l’istituto di statistica britannico, in occasione dell’attivazione da parte del governo inglese della procedura di uscita dall’Ue, la famosa Brexit. Scelta ovviamente non occasionale, nel momento in cui bisognerà reinventare in chiave bilaterale una mole di relazioni che prima andavano di pari passo con quelle tessute all’interno delle regole Ue e che adesso dovranno essere concordate e riscritte. Ci vorrà tempo. Intanto è utile sapere alcune cose "very interesting" sull’economia britannica e su quanto per essa sia importante quella dell’Unione...

21 Marzo 2017

L'Italia e gli investitori esteri: venduto il 4% del Pil in obbligazioni. Ecco i dati Bce

L'ultimo bollettino economico della Bce contiene un'interessante ricognizione sullo stato dei conti esteri dell’eurozona e soprattutto sulla loro evoluzione, la più sorprendente delle quali è senza dubbio quella che ha condotto questo pezzo d’Europa a essere uno dei principali creditori internazionali, in ragione del fatto che ogni anno produce un sostanzioso surplus delle partite correnti. In sostanza, incassa più risorse dall’estero di quante ne spenda. E poiché questa eccedenza non viene impiegata interamente all’interno dell’area – e questo malgrado ci sia ancora un notevole gap di investimenti – ciò ha come...

14 Marzo 2017

La crisi del 2008 più costosa del New Deal?

Si è detto e scritto tante volte che la crisi del 2008 è stata la peggiore dal 1929. Anzi è nata un’ampia letteratura che paragona gli esiti della crisi iniziata nel ’29 – i disastrosi anni ’30 – ai giorni nostri e in effetti ci sono tante verosimiglianze, a cominciare dal ritorno in voga della teoria della stagnazione secolare, elaborata in quegli anni, fino alla voglia di protezionismo che all’epoca contagiò tutta l’economia globale. Al di là di ciò esiste un’altra controprova per asseverare la verosimiglianza delle due crisi. Ossia la quantità di risorse che il governo Usa ha dovuto mettere in campo per far...

06 Marzo 2017

Il muro d'acciaio fra Trump e la Cina

Molto si è scritto del discorso di Donald J. Trump a camere unificate, ma poco si è letto di un tweet rilasciato dall’account ufficiale del presidente, nel quale l'ospite della Casa Bianca sottolineava di aver emesso una nuova direttiva in virtù della quale le pipeline statunitensi, quindi gli oleodotti, “devono essere fatti con acciaio americano”. Nulla che stupisca l’osservatore, ormai avveduto circa il vezzo nazionalistico del nuovo presidente. Né bisogna sorprendersi dei numerosi commenti ironici che ha provocato sulla rete, il più benevolo dei quali era sull'origine dell'acciaio che regge le fondamenta della Trump...

24 Febbraio 2017

L'Italia è la patria dei contratti collettivi di lavoro. E non è detto che sia un bene

Poiché rimane il lavoro il tema principale della riflessione economica contemporanea, è buona prassi dedicare un po’ di tempo a sfogliare la letteratura di genere per individuare elementi che consentano di vedere con maggior chiarezza quanto ci sia di vero nelle allocuzioni di chi predica maggiore flessibilità in cambio di più lavoro o in quelle contrarie, più o meno nostalgiche dei tempi del salario come variabile indipendente. Alcune informazioni interessanti le ricavo dal bollettino economico pubblicato a gennaio dalla Bce, che ospita un approfondimento dedicato alla questione “Adeguamenti salariali e occupazione in...

22 Febbraio 2017

Il problema dei tassisti non è Uber, ma Waymo

La cronaca ci riporta di nuovo delle agitazioni dei tassisti per vicende politiche legate a Uber, la piattaforma che i conducenti delle auto pubbliche hanno eletto a nemico pubblico numero uno. Su questa vicenda le opinioni sono le più disparate e difficilmente ognuno le cambierà. Quindi può essere interessante spostare il punto di vista, magari ampliandolo un po’. La rivoluzione di Uber, e in generale di tutta la sharing economy (altrimenti nota come on demand economy), deriva dal progresso tecnologico, quindi dallo sviluppo delle tecnologie di comunicazioni, delle reti e della potenza di calcolo delle macchine. Questa evoluzione...

09 Febbraio 2017

Otto lezioni, anzi nove, dalla crisi greca

Riavvolgendo il nastro della cronaca, d’improvviso il Fmi ci riporta all’estate del 2015, quando i prestiti in scadenza che la Grecia avrebbe dovuto in qualche modo onorare a pena di default, infiammarono di chiacchiere e manifestazioni le nostre giornate di allora. Quell’estate finì con il fondo Esm che accordava un finanziamento da 86 miliardi alla Grecia (l’89% del Pil) in cambio del quale il governo avrebbe dovuto fare alcune cose. Quasi due anni dopo, rieccoci, in un anno funestato da elezioni di sostanza come quelle francesi e quelle tedesche, e di nuovo prestiti greci in scadenza, che proprio come due anni fa,

06 Febbraio 2017

Trump, la Cina, i posti di lavoro distrutti. La rilettura che non ti aspetti

Ora che il protezionismo è tornato di moda, dibattendosi a lungo sui mali provocati dalla globalizzazione, e gli Usa hanno eletto un presidente che ha fatto dello stigma verso i suoi creditori commerciali – Cina in testa – la cifra del suo successo, vale la pena spendere qualche minuto per ascoltare, sul sito della Fed di S. Louis, il podcast con Max Dvornik, economista ricercatore della banca. Dvornik un paio di anni fa ha pubblicato, insieme con altri, un paper che si intitolava Trade and labor market dynamics, assai utile a ricordare che c’è sempre un rovescio della medaglia nelle storie che sono diventate popolari. Una...

27 Gennaio 2017

Uno sguardo al tesoretto estero degli italiani

I conti esteri italiani, riepilogati nell’ultimo bollettino economico diffuso da Bankitalia, raccontano una storia interessante che è bene tenere a mente, quando si parla dello stato di salute dell’economia del nostro paese. Un buon modo per iniziare è riportare la tabella che riepiloga la bilancia dei pagamenti fra il 2014 e i primi 11 mesi del 2016. Qui si osserva che il saldo dei redditi primari, che misura la differenza fra il ricavo dei nostri investimenti esteri e il costo degli investimenti dall’estero in Italia – quindi il pagamento degli interessi a questi investitori – nel 2016 è diventato positivo per circa 200...

18 Gennaio 2017

Il mondo paga il conto del crollo degli investimenti cinesi

Poco osservato nelle cronache quotidiane, ma non per questo meno interessante, il drastico calo degli investimenti cinesi sembra una di quelle informazioni che ci si può permettere di trascurare per la semplice ragione che non ci riguardano. Ma purtroppo non è così. La dimensione della Cina e la sua crescente influenza sistemica trasformano ogni avvenimento di una qualche importanza per questo paese in una cosa che ci riguarda tutti. Un po' come accade negli Stati Uniti. Specie quando si parla di investimenti, che è notorio siano stati ed tuttora sono la variabile di maggior peso sul prodotto interno lordo del paese asiatico. Il...