Maurizio Sgroi

Giornalista socioeconomico ed esperto di comunicazione. Ha lavorato per un numero imprecisato di giornali, sviluppato progetti editoriali, scritto libri. Tre anni fa ha fondato il blog TheWalkingDebt.org, diventato rapidamente un punto di riferimento per appassionati di storie economiche, segnalandosi per uno stile che predilige la narrazione, la divulgazione e il rigore informativo. Fra le altre cose coltiva una passione, non ricambiata, per l’economia internazionale.
08 Febbraio 2019

Il prossimo passo anti-crisi? L'eliminazione del contante

La crisi prima o poi arriverà, nota il Fmi in un interessante approfondimento dedicato a uno studio dal sapore vagamente eretico. Come altro definire l’idea di “separare” in due la moneta di un paese, distinguendo il contante dalla moneta elettronica? Agli amanti della storia del pensiero economico torneranno in mente le trovate di Silvius Gesell ricordato anche da Keynes, nel cui pensiero economico trovano un posto speciale il tasso di interesse e la propensione alla liquidità, giudicati entrambi – se elevati – come fattori di disturbo per lo sviluppo della domanda aggregata e quindi dell’occupazione. Dovremmo...

25 Gennaio 2019

Perché il deficit Usa non diminuisce malgrado la guerra commerciale

La Cina di recente ha postato l’ennesimo record di attivi commerciali negli confronti degli Stati Uniti, superando i 323 miliardi. Questi attivi si sono cumulati nel corso di un anno sottotono per il surplus cinese, arrivato a 351 miliardi, il livello più basso da anni. In piena controtendenza, gli attivi verso gli Usa sono cresciuti rispetto al 2017 del 17,2%. E questo è accaduto mentre infuriava la guerra dei dazi, che pure se ancora ha un peso specifico relativamente basso sul totale del commercio sino-americano, è di sicuro un elemento perturbatore. Tale politica tuttavia sembra finora sia servita a poco. E questo probabilmente...

15 Gennaio 2019

Mercato del lavoro, come è cambiato e chi può trovare un buon posto

C’è un prima e c’è un dopo, nel mercato del lavoro dell’eurozona, con il 2008 a far da spartiacque per la semplice ragione che in quel momento si è verificata una crisi internazionale. Un utile pretesto, a ben vedere. Il prima e dopo, nella nostra storia, dipende infatti, almeno altrettanto, dal tempo che è trascorso fra il 1999 e il 2008, ossia il prima, e il 2013 e il 2018, che rappresenta il dopo. Un arco di vent’anni nei quali si è verificato un sostanziale invecchiamento della popolazione, ossia della forza lavoro. Questo prima e dopo non riguarda ovviamente solo la componente demografica, ma anche quella settoriale...

10 Gennaio 2019

Può bastare un Robin Hood a fare partire l'ascensore sociale in Italia?

In un contesto economico che assegna alle eredità un ruolo crescente nella formazione della ricchezza, diventa sempre più importante sapere se e come funziona l’ascensore sociale all’interno di un paese. Ossia di quei meccanismi che, per chi ereditiere non è, rappresentano l’unico modo per migliorare la propria situazione. In sostanza si tratta di capire se le opportunità che si offrono riescono a bilanciare una condizione di partenza svantaggiata, visto che è difficile ci possa essere una reale eguaglianza delle opportunità. Nella migliore delle ipotesi possiamo ambire a costruire una società che premi, offrendo le...

26 Dicembre 2018

Lavoro, uno non vale uno: la crescita zero delle retribuzioni nei servizi

C’è molto da imparare leggendo l’ultimo rapporto sul mercato del lavoro pubblicato da Istat. In particolare osservando un breve approfondimento che propone una visione decennale di alcuni indicatori macro. Qualche premessa di metodo aiuta a leggere il grafico. La variabile oggetto di analisi è quella delle retribuzioni di fatto reali, ossia deflazionate con l’indice armonizzato dei prezzi al consumo, uno dei tanti indicatori che misurano l’inflazione. Tecnicamente le retribuzioni di fatto corrispondono alle retribuzioni medie erogate dalle imprese ai lavoratori seguendo il criterio di cassa e al lordo delle trattenute...

11 Dicembre 2018

Diseguaglianza, perché serve più crescita per farla diminuire

Chi osserva la diseguaglianza, sulla quale in questi anni sono state scritte autentiche enciclopedie, dovrebbe leggere l’ultima release Istat sulle condizioni di vita delle famiglie italiane. Tratta un’evidenza spesso trascurata. Ossia che probabilmente la strada maestra per  diminuire la diseguaglianza sia l’aumento della ricchezza più che l'intervento pubblico. Se i governi favorissero la crescita migliorando le regole del gioco e facendole rispettare, per esempio con un sistema fiscale efficiente, la diseguaglianza diminuirebbe. Non sarebbe necessario preoccuparsi di come redistribuire il reddito. I dati pubblicati si...

04 Dicembre 2018

Imprese e famiglie italiane nuotano in un mare di liquidità

Seppure purgata dal caro-spread “la situazione finanziaria delle famiglie italiane rimane solida”, scrive Bankitalia nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria. Via Nazionale stima che il calo dei prezzi degli attivi finanziari, conseguenza dell’aumento dei differenziali sul bund, abbia provocato una diminuzione della ricchezza finanziaria delle famiglie di circa 85 miliardi, quindi un 2% del totale della ricchezza stimata. A ciò bisognerebbe aggiungere un altro 1,5% determinato dai cali azionari e obbligazionari che “sono elevati” per le famiglie con redditi superiori alla mediana, mentre incidono marginalmente per le...

22 Novembre 2018

L'inverno si avvicina e il boom immobiliare fa tremare la Germania

L’inverno sta arrivando, viene da pensare leggendo l’intervento di Claudia Buch, che ha presentato l’ultima Financial stability review della Bundesbank. “L’estate è stata inusualmente lunga e calda – dice la vice presidente – ma adesso è arrivata alla fine".  Anche la Germania paga dazio all’inesorabilità del ciclo economico, insomma, che facilmente diventa avverso dopo aver arriso benigno per tanto tempo. Se n’è avuto un avviso con la crescita negativa dell’ultimo trimestre, frutto di tante contingenze fra le quali l’incattivirsi del commercio internazionale, la vicenda Brexit, ancora di là da essere risolta,...

16 Novembre 2018

La ripresa europea del mattone è matura e l'Italia ha perso il treno (un altro)

Per capire perché da noi il mercato immobiliare stia vivendo una fase di sostanziale stagnazione, a fronte di una ripresa che nell’Eurozona (EZ) va avanti da quattro anni può essere utile leggere l'ultimo bollettino economico della Bce che fra le altre cose propone una sintesi molto efficace lo stato dell'arte. Il grafico serve a dare un’idea del livello dei prezzi e degli investimenti residenziali nei vari paesi dell’area fra il 2007 e il 2018, considerando come spartiacque il primo trimestre 2014 quando finalmente il mercato immobiliare dell'EZ ha iniziato a dare segnali di miglioramento che però non sono arrivati da...

08 Novembre 2018

La crisi ha aggiustato un po' l'economia italiana. Ma attenti, si può anche fare peggio

Qualcuno sarà rimasto sorpreso leggendo le misure di produttività diffuse dall'Istat di recente, dove si legge che negli ultimi 22 anni la crescita della produttività totale dei fattori nel nostro paese è stata nulla. Zero. È bene intendersi sul significato del dato prima di inerpicarsi in qualunque interpretazione. A tal fine è sufficiente leggere come Istat definisca questo indicatore. Dopodiché sarà interessante provare a "leggere" il dato andando a vedere i principali andamenti macroeconomici del nostro paese, utilizzando un utilissimo strumento messo a disposizione dal governo che riepiloga i principali indicatori in...