Maurizio Sgroi

Giornalista socioeconomico ed esperto di comunicazione. Ha lavorato per un numero imprecisato di giornali, sviluppato progetti editoriali, scritto libri. Tre anni fa ha fondato il blog TheWalkingDebt.org, diventato rapidamente un punto di riferimento per appassionati di storie economiche, segnalandosi per uno stile che predilige la narrazione, la divulgazione e il rigore informativo. Fra le altre cose coltiva una passione, non ricambiata, per l’economia internazionale.
21 Maggio 2020

Scricchiola un tabù: tassi negativi anche sui nostri conti correnti?

Un bell’articolo pubblicato sull’ultimo bollettino della Bce ci dice tutto quel che bisogna sapere sui moventi e gli esiti della politica di tassi di interesse negativi che la banca centrale porta avanti ormai da più di cinque anni. Un tempo lungo abbastanza da trasformare una pratica inaudita in una routine che, molto silenziosamente, ha cambiato la nostra costituzione economica, a cominciare dalla nostra psicologia. Oggi si giudica normale che i tassi di interesse siano negativi. E parliamo di tassi nominali, non reali. Questo new normal si è costruito passo dopo passo, spinto avanti dalla necessità di fare tutto il...

10 Maggio 2020

Smart working: occasione per molti o privilegio di classe?

Il dibattito sullo smart working, al di là di certe posizioni vagamente surreali – si pensi a chi chiede che ai lavoratori casalinghi sia ripagata anche la luce – merita sicuramente un approfondimento, visto che, a parte le circostanze pandemiche, ha elementi di sicuro interesse in un mondo afflitto da timori di riscaldamento globale e ricco abbastanza da questionare alcuni punti fissi dell’attuale organizzazione sociale. Fra i quali quello che la prestazione lavorativa si debba svolgere nel luogo deciso dal datore di lavoro. Sorvoliamo sui tanti lati positivi che porta con sé il lavorare da casa – uno per tutti: risparmio di...

21 Aprile 2020

Tra tassi bassi e tasse alte indovinate la scelta qual è

Sfogliare l’ultimo Fiscal monitor del Fmi è un esercizio interessante per il controllo del panico, visto che disegna scenari che esibiscono contabilità pubbliche praticamente fuori controllo a causa della pandemia. Anche se sarebbe più corretto dire che l’emergenza - l'ennesima - ha semplicemente fatto traboccare il calice dove il debito si cumulava da decenni. Il grafico sotto ci comunica alcune informazioni molto interessanti, e soprattutto illustra bene la ragione per la quale la crisi attuale non potrà che confermare e se possibile approfondire la caratteristica saliente del nostro tempo economico: ossia il livello dei...

13 Aprile 2020

Dicono che fare nuovo debito sia la soluzione, ma forse è il problema

C'è un ampio consenso sul fatto che sia assolutamente indispensabile far nuovi debiti per far fronte all’emergenza sanitaria. Senza entrare nel merito di questa convinzione, che peraltro si alimenta da decenni durante i quali non sono mancate le crisi, vale la pena ricordare che il totale dei debiti, pubblici e privati, ha già raggiunto a livello globale una quota mai vista in tempo di pace. E questo anche molto prima del Covid19. Nei calcoli dell’IIF, l'anno scorso questa montagna di debiti, che sono anche crediti, era già cresciuta di 10 trilioni di dollari, quindi 10.000 miliardi per tutti i settori, arrivando al 322% del...

06 Aprile 2020

Il QE di ieri della Bce ci dice cosa aspettarsi da quello di oggi

Poiché le banche centrali, volenti o nolenti, hanno riaperto senza risparmio i rubinetti, vale la pena leggere un contributo pubblicato dalla Banca dei regolamenti internazionali (acronimo inglese, Bis) di Basilea dove si illustrano con molti dettagli quali siano state, a partire dal 2012, le conseguenze delle politiche non convenzionali della Bce sui tassi dei prestiti e dei depositi bancari europei. Se non altro perché ci aiuta ad immaginare quali possano essere le conseguenze del nuovo round di politiche non convenzionali attivato da Francoforte. Sulle banche innanzitutto, che, come ha ricordato di recente il Fmi, sono al...

20 Marzo 2020

Globalizzazione malata di pandemia, la catastrofe vale un trilione

Se l’economia globale fosse un essere vivente, le rotte commerciali con le loro infrastrutture, sia fisiche che virtuali, sarebbero l’equivalente del sistema circolatorio, conducendo lungo tutto il corpo quei flussi di beni, servizi e denaro che sono vitali per ogni parte dell’organismo. Nell’attuale conformazione dell’economia internazionale queste rotte commerciali attraversano gli oceani, lungo i quali transita circa il 90% del traffico merci, e trovano nei porti i punti di snodo di un sofisticatissimo sistema logistico del quale si fatica a comprendere l’importanza finché non inizia a venir meno. Che è proprio quello...

13 Marzo 2020

La Bce delude con Lagarde e lascia a terra (per ora) i soldi dall'elicottero

L’esordio poco felice della nuova presidente della Bce Christine Lagarde alla sua prima prova davanti a una crisi seria potrebbe essere per la banca centrale il viatico per innovazioni ben superiori a quelle che per il momento sembrano ricalcare, seppure ampliandone la portata, i sentieri già tracciati nel passato, che ormai non vengono più percepiti funzionali. E per i mercati la percezione viene assai prima della comprensione, specie quando c’è paura nell’aria. Le innovazioni non arriveranno subito magari. Ma se le turbolenze peggioreranno quest’esito sarà difficilmente eludibile. L’infortunio della Bce, tuttavia, è...

04 Marzo 2020

Covid-19 vs Sars: quale delle due epidemie ha fatto più danni alle borse?

Una recente analisi pubblicata dalla Bis, la Banca dei regolamenti internazionali, nella sua ultima rassegna trimestrale traccia un parallelo interessante fra la reazione dei mercati borsistici del 2003, quando dall'Oriente arrivò la Sars, con quella iniziata alla metà del gennaio scorso, quando la paura del Covid-19 iniziò a far sentire i suoi morsi, innanzitutto in Asia. Il grafico paragona gli andamenti delle borse tenendo, per i diversi paesi, sull’asse delle ascisse i giorni dal momento in cui si è sparsa la notizia del contagio, e sulle ordinate un indice aggregato dei valori. Interessante osservare che in Cina, a...

25 Febbraio 2020

La classe media non sta in paradiso, ma neanche all'inferno

Poiché è buona norma igienica dare ogni tanto una spolverata ai luoghi comuni, vale la pena riportare per grandi linee un bell’approfondimento pubblicato dalla Fed di Cleveland che ci aiuta a far luce su una delle convinzioni più persistenti – e strumentalizzate – del dibattito pubblico: la scomparsa della classe media. Parliamo degli Usa, ovviamente. E sarebbe sbagliato estendere per analogia ciò che accade laggiù al resto del mondo, o almeno a quello avanzato. E tuttavia vale la pena leggere l’analisi degli economisti americani perché anche da laggiù arrivano assai spesso allarmi sul tramonto della classe media,...

17 Febbraio 2020

Un futuro da inquilini per gli anziani britannici di domani

Un bell’articolo pubblicato dall’istituto britannico di statistica, dedicato all’evoluzione del mercato immobiliare in un contesto di invecchiamento della popolazione, ci racconta una storia molto istruttiva. Lassù, come da noi, c’è una quota crescente di anziani che si trova proprietaria della casa in cui vive, a fronte di una quota altrettanto crescente di giovani che non è in condizione di poter comprare casa. Ciò che solleva parecchi dubbi sulla robustezza economica degli anziani di domani, che si teme staranno peggio di quelli di oggi. Timore che molte altre economie avanzate, a cominciare proprio dalla nostra, covano...