Maurizio Sgroi

Giornalista socioeconomico ed esperto di comunicazione. Ha lavorato per un numero imprecisato di giornali, sviluppato progetti editoriali, scritto libri. Tre anni fa ha fondato il blog TheWalkingDebt.org, diventato rapidamente un punto di riferimento per appassionati di storie economiche, segnalandosi per uno stile che predilige la narrazione, la divulgazione e il rigore informativo. Fra le altre cose coltiva una passione, non ricambiata, per l’economia internazionale.
16 Gennaio 2020

Perché la guerra commerciale ha fatto arricchire la Cina

La firma dell’accordo iniziale fra Usa e Cina, che sostanzialmente impegna gli Usa a ridurre i dazi e i cinesi a comprare più merci americane – e in particolare più risorse energetiche e beni primari – oltre che ad adottare pratiche più amichevoli nei confronti delle imprese americane, raffredda la tensione commerciale fra i due paesi che ha avuto conseguenze notevoli sui flussi commerciali globali, con risultati per certi versi sorprendenti. I dati diffusi dal governo cinese sul commercio estero nel 2019, infatti, mostrano che malgrado la dura tenzone commerciale con gli Usa, in sostanza il mercato principale dei...

07 Gennaio 2020

Il renminbi, la moneta cinese, piace più alle banche centrali che agli hedge

L’ultima Quarterly review della Bis contiene un box molto interessante che ci consente di fare il punto sull’andamento della moneta cinese, osservata speciale da quando Pechino ha deciso di internazionalizzare la sua valuta pur senza delineare un orizzonte chiaro sulla sua definitiva convertibilità. La strategia cinese si è basata su una sorta di doppio forno, articolato sulla base di due monete uguali e diverse il renminbi (RMB) offshore (CNH) contrattato su alcune piazze finanziarie come Hong Kong e Macao, e il renminbi onshore (CNY), che è quello che si scambia sulla Mainland cinese. Il primo è relativamente “libero”:...

09 Dicembre 2019

Petrolio, l'America Saudita potrebbe strangolare l'Asia non l'Europa

L’ultimo World Energy Outlook diffuso dall’IEA è un’ottima occasione per provare a indovinare come le vicissitudini del mercato energetico, come sempre complesse e decisamente sistemiche, siano capaci di modificare la fisionomia del mondo come lo conosciamo. Si può tentare, ad esempio, di immaginare come sarà il mondo di domani – quello che vedremo fra un decennio – con l’America sempre più impegnata nell’interpretare un ruolo estremamente significativo: quello di primo paese produttore di petrolio e gas. All’ascesa produttiva statunitense i produttori internazionali, l’Opec e la Russia, perdono spazi di...

25 Novembre 2019

Oro sempre più di moda, la passione ritrovata per ragioni geopolitiche

Parlare di oro, il “barbaric relic” di keynesiana memoria, nell’epoca delle valute digitali e dello zero lower bound  - ossia le politiche monetarie a tassi negativi - è come discorrere di vinili nel mondo di Spotify. E tuttavia, proprio come accade per i vecchi dischi, anche i lingotti son diventati – o sarebbe meglio dire che sono tornati – esemplari assai richiesti da svariate tipologie di compratori. Questa evidenza sarebbe una semplice curiosità se non fosse parte di un più vasto movimento economico che coinvolge le autorità ufficiali dei diversi paesi, con le loro banche centrali a guidare il gioco, che potremmo...

08 Novembre 2019

Le auto non sono un incidente della storia. Potremo mai farne a meno?

Si trascura spesso di sottolineare l’importanza dell’industria automobilistica nelle nostre società. Ormai le auto fanno parte del paesaggio urbano ed extraurbano, come gli alberi e le abitazioni, per cui si tende a dare per scontata la loro esistenza. Le auto sono diventate nostre protesi ideali. L’auto è come un abito, diceva qualcuno. Questo spiega anche perché dal tempo della vecchia Ford T nera, uguale per tutti, si sia evoluto un mercato con vari segmenti di produzione, dalle low cost al lusso estremo. L’industria automobilistica fu una delle grandi protagoniste degli anni Venti del secolo scorso negli Usa,...

30 Ottobre 2019

Le non banche, con i soldi delle banche, muovono la giostra del credito

Gli ultimi dati diffusi dalla Bis sulle statistiche bancarie, aggiornati al giugno scorso, segnalano un notevole aumento dei crediti transfrontalieri, cresciuti del 6% su base annua. Un livello che non si vedeva dai tempi antecedenti la grande crisi. Questa espansione di credito ha avuto come maggiore beneficiario il settore finanziario non bancario (Non bank financial institutions, NBFIs), quindi soggetti come hedge fund, fondi pensione, assicurazioni, agenzie di leasing, eccetera. I prestiti a queste entità sono aumentati addirittura del 13%. A livello geografico si registra una certa eterogeneità fra le regioni. I crediti...

10 Ottobre 2019

Pensioni, lavoro, Pil, demografia. L'Italia improbabile della Nadef

La pubblicazione della Nadef da parte del governo risulta sempre molto utile a chi voglia capire qualcosa di più sul nostro paese. Fra le righe si trovano molte informazioni utili, come ad esempio quelle relative alla nostra spesa pensionistica, i cui andamenti contribuiscono a formare il giudizio sulla sostenibilità del nostro debito pubblico. La spesa risulta leggermente in salita, dopo l'approvazione di quota 100. Ma non è tanto questo che serve sapere - essendo tra l'altro prevedibile - quanto conoscere i fondamenti che reggono le previsioni sulle dinamiche della spesa pensionistica. Per dirla con le parole della Nadef “le...

04 Ottobre 2019

Occupazione low cost in Europa: lavorare tutti ma crescere poco

L’ultimo bollettino della Bce tratteggia un’analisi molto interessante sull’evoluzione dell’occupazione nell’eurozona che ci consente di farci un’idea della possibile fisionomia futura del mercato del lavoro. L’osservazione è condotta su un periodo molto lungo, e quindi si rivela capace di sottolineare alcune tendenze di fondo che sembrano ormai incardinate stabilmente nella nostra economia. La prima di queste tendenze è quella degli andamenti dei redditi reali e della produttività. Come si può osservare, entrambe questa grandezze esibiscono tassi di crescita molto bassi. Vale la pena ricordare che i salari...

24 Settembre 2019

I danni della Brexit: prima, durante e dopo. Spiegati dai numeri

Nel susseguirsi degli allarmi che risuonano fra gli operatori economici preoccupati di una Brexit senza accordo - di recente è toccato all'industria europea automobilistica far sentire la sua voce spaventata - all'avvicinarsi del 31 ottobre, quando l'UK dovrebbe chiudere l'ormai annosa vicenda, si tendono a dimenticare i guasti che il referendum del giugno 2016 ha già provocato all'economia britannica. Vale la pena perciò scorrere un bel paper diffuso qualche tempo fa dal NBER (“The Impact of Brexit on UK Firms“), firmato da diversi economisti, che ci consente di osservare i danni già subiti dalle imprese britanniche....

04 Settembre 2019

Il renminbi, suo malgrado, è globale e Trump sega il ramo su cui siede

La forza del dollaro, al di là dei suoi fondamentali economici, è espressione della potenza politica statunitense, che a sua volta favorisce da decenni gli scambi internazionali, specie all'indomani della fine della guerra fredda. La pax americana è (stata) sostanzialmente la levatrice dei mercati globali. Senza, il mercato globale esploderebbe in una geografia di mercati regionali. Uno schema più volte osservato nella storia. Basta ricordare la pax romana di Augusto, o la (ri)nascita della via della seta ai tempi del potere mongolo del XIII secolo che rese celebri i commerci di Marco Polo. Ma il mercato non è soltanto la...