Maurizio Sgroi

Giornalista socioeconomico ed esperto di comunicazione. Ha lavorato per un numero imprecisato di giornali, sviluppato progetti editoriali, scritto libri. Tre anni fa ha fondato il blog TheWalkingDebt.org, diventato rapidamente un punto di riferimento per appassionati di storie economiche, segnalandosi per uno stile che predilige la narrazione, la divulgazione e il rigore informativo. Fra le altre cose coltiva una passione, non ricambiata, per l’economia internazionale.
13 Giugno 2019

Pensioni, sussidi, emigrazione: qual è il futuro del lavoro in Italia?

L’ultima relazione annuale di Bankitalia ci consente di raccogliere parecchie informazioni su una delle due gambe che consentono al mercato del lavoro di camminare, ossia l’offerta di lavoro. Quindi la quantità (e la qualità) dei lavoratori che offrono i propri servizi nella speranza di incontrare una domanda da parte delle imprese. È evidente che un’offerta carente è problematica quanto una domanda carente. Perciò è importante che un’economia disponga di un’offerta di lavoro adeguata, oltre ad essere in grado di occuparla per limitare la disoccupazione. In statistica queste grandezze vengono misurate dal tasso...

08 Giugno 2019

Non basta essere povero per avere il reddito di cittadinanza

L’ultima relazione annuale di Bankitalia contiene un breve approfondimento che ci consente di fare le prime osservazioni sugli esiti concreti, molto istruttivi, del reddito di cittadinanza. La banca ha svolto un parallelo fra l’istituto dei reddito di inclusione (ReI) e il reddito di cittadinanza (RdC) che ci consente di osservare diverse peculiarità del nuovo strumento di contrasto alla povertà, uno dei quali è particolarmente interessante. Per dirla con le parole di Bankitalia “la platea dei potenziali aventi diritto all’RdC coincide solo in parte con quella degli individui classificabili come poveri assoluti”. Come dire:...

31 Maggio 2019

La Fed ha un problema da 1.600 miliardi di dollari (in contanti)

Un economista della Fed di St. Louis ci fa osservare una singolarità che vale la pena riportare perché ci fa capire quanto profonda sia la differenza fra ciò che le politiche monetarie dicono e quello che poi davvero riescono a fare. Lezione istruttiva perché conferma, aldilà delle petizioni di principio, che i mercati non sono così semplici da interpretare (o da imbrigliare) come alcune pratiche pare vogliano suggerire. Di recente il Federal Open Market Committee (FOMC) della Fed ha detto che si prenderà un po’ più di tempo per far dimagrire il bilancio della banca centrale americana, che dal 2008 ha più che quadruplicato...

24 Maggio 2019

La sfida cinese agli Usa passa anche dal sistema dei pagamenti

Qualunque sarà l’esito delle tensioni crescenti che ormai attraversano l’intera filigrana dell’economia internazionale una cosa possiamo già osservarla: il silenzioso progredire di contromisure che finiscono col generare ecosistemi alternativi a quelli che finora hanno accompagnato la crescita delle relazioni economiche globali. Accade per i dazi - che infatti generano reazioni quasi immediate. Potrebbe accedere con l'hi tech, dopo il caso Google-Huawei, ma succede ma anche per i circuiti complessi e invisibili come ad esempio i sistemi dei pagamenti. L’infittirsi delle sanzioni economiche, ad esempio, ha finito col...

08 Maggio 2019

I miliardi che ci costano il caro spread e i dibattiti no euro

Fra le tante informazioni contenute nell’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, vale la pena spendere qualche minuto per approfondire gli annessi e i connessi del caro spread che ancora ci affligge. Il costo, vale a dire, misurato col differenziale fra Btp e Bund tedesco, che gli investitori ci chiedono per comprare i nostri titoli di stato e che inevitabilmente si trasmette a tutto il sistema Italia lungo la curva dei tassi di interesse. Un costo che è cresciuto notevolmente nell’ultimo anno. Ma prima di osservarne quantità ed esiti, vale la pena guardare alle cause. Nella prima metà dell’anno il nostro...

24 Aprile 2019

La classe media declina ma non in Italia, nuova mecca del populismo

Un interessante rapporto Ocse “Under pressure: the squeezed middle class” ci consente di approfondire con qualche dato concreto uno degli argomenti più gettonati del nostro dibattito pubblico: il declino della classe media, per molti all'origine del populismo contemporaneo. Prima di vedere quanto sia fondata questa convinzione, però è necessario intendersi sul significato dei termini, cominciando proprio da quello di ceto medio, che rischia di generare molta confusione. Ocse classifica come appartenente al ceto medio una famiglia che abbia un reddito compreso fra il 75% e il 200% del reddito mediano del paese di riferimento....

08 Aprile 2019

Ecco perché un lavoratore italiano su tre è a rischio povertà

La lettura dell'ultima survey che Ocse ha dedicato al nostro paese ci ricorda una caratteristica della nostra economia che la descrive meglio di ogni altra: la quota crescente di lavoratori a rischio povertà. Vale la pena approfondire perché il rapporto ci aiuta a individuare alcune delle cause di questa singolarità. La situazione è rappresentata dal grafico sotto. In sostanza quasi un lavoratore su tre in Italia è a rischio di povertà o di esclusione sociale. Pure ammettendo che tali rilevazioni siano discutibili, rimane il fatto che nel confronto internazionale l'Italia viene dopo Turchia e Grecia per la quantità di lavoratori -...

28 Marzo 2019

Il debito pubblico non è un problema, ma solo per chi se lo può permettere

L'ultimo Bollettino economico della Bce pubblica un approfondimento dedicato al paper di cui avevamo discusso nei giorni passati, nel quale l'autore, Oliver Blanchard, arguiva che il debito pubblico non è fonte di problemi per un'economia a patto di avere un tasso di crescita sempre maggiore rispetto al costo complessivo del debito. L'articolo della Bce è un'ottima occasione per fare un passo in avanti e guardare anche altri aspetti del problema, con particolare riferimento al caso europeo, visto che lo studio era riferito agli Stati Uniti. La premessa è che le analisi di sostenibilità del debito pubblico guardano al differenziale...

19 Marzo 2019

Ultime notizie dall'accademia: il debito pubblico non è più un problema

Un bel paper pubblicato dal NBER ("Public debt and low interest rates") e firmato dall'ex capo economista del Fondo monetario internazionale, Olivier J. Blanchard, prova a rispondere a una domanda che ha molto senso porsi nel momento in cui il debito globale tocca nuovi record: ma siamo proprio sicuri che il debito pubblico sia un problema? La risposta, al netto delle prudenze dell'autore, dissimulate dai presupposti teorici, è sostanzialmente più negativa che positiva. Il debito del governo non è un problema. Addirittura in certe condizioni è persino auspicabile. Ovviamente questa è una semplificazione, ma non si va molto lontano...

05 Marzo 2019

Redditi più bassi che nel 2000 e gli italiani emigrano come negli anni '70

Dovremmo rifuggire la nostalgia dei bei tempi andati, specie quando non li abbiamo vissuti. Perché certe memorie, che talvolta riecheggiano nel nostro dibattito pubblico, ricordano circostanze amarissime del presente. Chi evoca le meraviglie del passato – suonerà strano ma succede – dovrebbe ricordare che gli italiani scappavano dall’Italia, non più tardi di mezzo secolo fa. Il promemoria arriva dal Fondo monetario internazionale (Fmi), nell’ultimo staff report dedicato all’Italia. Il report ospita alcuni grafici che dovremmo tenere a mente quando discorriamo del presente, proprio perché riguardano un passato che...