Paolo Manasse

Professore di macroeconomia e di politica economica all’università di Bologna. Ph.D alla London School of Economics, è stato consulente dell’Ocse, della Banca Mondiale, dell’Inter-American Development Bank e del Fondo monetario internazionale. Ha pubblicato su numerose riviste scientifiche fra cui l’American Economic Review, la European Economic Review, e il Journal of International Economics.Principali interessi di ricerca: macroeconomia internazionale, politica monetaria e fiscale in unioni monetarie, federalismo fiscale, crisi bancarie e di debito.
27 Marzo 2018

Lavoro, perché le riforme è meglio farle quando l'economia cresce

Dopo il 2008, i mercati del lavoro nell'area dell'euro hanno risposto in modo diverso alla recessione e alle successive riforme. Questo articolo, scritto con l'economista Tolga Aksoy e pubblicato su Voxeu.org, utilizza dati dei 19 paesi della zona Euro per dimostrare che le riforme del mercato del lavoro e dei beni hanno accelerato l’uscita dalla recessione, ma hanno anche accresciuto l’impatto degli shock recessivi sull'occupazione. Poiché questo secondo effetto si verifica prima, riforme del mercato del lavoro condotte durante fasi recessive rischiano di dissipare il sostegno pubblico alle riforme. La crisi globale iniziata nel...

20 Marzo 2018

Un'agenda delle riforme per il nuovo governo? Eccola (ma parliamone)

L'espressione anglosassone “Agenda-setting power” indica la capacità di un soggetto di determinare l’ordine del giorno, e cioè di identificare i temi al centro della riflessione comune, sia politica che economica. Credo che  M5S e Lega abbiano vinto le elezioni anche perché sono riusciti ad imporre la loro agenda: lotta ai privilegi dei politici, all’immigrazione, all’Europa “dei banchieri”, introduzione del reddito di cittadinanza, meno tasse e più semplici (flat tax), abolizione della legge Fornero. È certamente utile che gli economisti (quelli che professionalmente si occupano di ricerca economica, intendo)...

02 Febbraio 2018

Riforme strutturali nell'Europa meridionale: cosa abbiamo imparato dalla crisi

Coautore di questo post, apparso su voxeu.org, è Dimitris Katsikas, Lecturer di Political Economy Europea , National and Kapodistrian University of Athens; e Head, Crisis Observatory, ELIAMEP - Gli ingredienti di base delle prescrizioni di politica economica in risposta alla crisi del debito dell'area dell’Euro sono state abbastanza simili in tutta l'Europa meridionale. Questo articolo esplora i fattori economici, politici e istituzionali che hanno influenzato in modo diverso i risultati di queste prescrizioni da un paese all'altro. I tempi e l’ordine temporale delle politiche economiche, l'equilibrio tra consolidamento fiscale e...

11 Marzo 2017

È vero o falso che le tariffe dei taxi italiani si spiegano con i maggiori costi?

Finalmente l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato una sollecitazione alle Camere perché provvedano a rimuovere i più evidenti  ostacoli alla concorrenza del settore dei taxi. È almeno dal lontano 2006, quando le dure proteste dei tassisti  romani contro il sindaco Veltroni bloccarono i timidi tentativi di liberalizzare i trasporti locali dei governi di centro-sinistra, che le vicende dei taxi costituiscono  la cartina tornasole di governi  deboli e ostaggio degli interessi particolari. Allora toccò al professor Giavazzi della Università Bocconi  venire additato come il nemico pubblico numero...

23 Febbraio 2017

Cari taxi di Roma e Milano (ritorno sul luogo del delitto)

Com’era prevedibile, il mio articolo sulle tariffe dei taxi in Italia non ha incontrato il favore della categoria. Alcuni osservatori, diciamo così, hanno sollevato obiezioni, più o meno ragionevoli. Cito le più frequenti. 1) i dati provengono da una Banca svizzera (UBS) e dunque non sono affidabili (presumibilmente perché parte di un complotto pluto-giudaico-massonico a danno dei tassisti italiani). Sarebbero invece affidabili quelli fatti circolare su twitter in una tabellina prodotta da un’associazione di tassisti, che, al contrario di UBS è parte in causa, e di cui non si conosce né la fonte, né l’anno di riferimento,...

18 Febbraio 2017

Taxi, Uber, Milleproroghe: due grafici che spiegano un po' di cose

Venerdì 17 febbraio ho fatto un breve intervento a RTL sulle lobby di taxisti anti-Uber e degli albergatori anti-Airbnb, sostenendo che non possiamo lasciar prevalere gli interessi particolari (la protesta di questi giorni è contro un emendamento al Milleproproghe, ndr) su quelli generali. Ho anche spiegato che la differenza tra i casi di Airbnb e Uber sta nel fatto che mentre nel primo caso sono decine di migliaia le famiglie che affittano una stanza o una seconda casa e quindi hanno interessi molto concreti a difesa dell’innovazione tecnologica, ciò non accade (per ora) per Uber, e questo spiega la forza dei tassisti (che bloccano...

24 Giugno 2016

Default sovrani, chi rischia di più con Brexit?

Dopo la vittoria del fronte pro Brexit nel referendum britannico uno degli spettri che in queste ore si aggira per l'Europa è che con l'ondata di incertezza sui mercati finanziari si verifichi una fuga dai debiti sovrani dei paesi più "fragili", i buoni vecchi PII(G)S. Nei giorni scorsi Mario Draghi e Janet Yellen sono intervenuti con toni rassicuranti. Il presidente della Bce si è dichiarato pronto, ancora una volta, a mettere in atto le misure necessarie per stabilizzare i mercati se dovessero essere necessari acquisti ancora più massicci degli attuali 80 miliardi mensili. Linea confermata dall'Eurotower a risultato...

19 Giugno 2016

Le ragioni economiche di chi tifa Brexit

Come ho scritto in un post sul mio blog, Back of the Envelope, i britannici favorevoli all'uscita dalla UE sono più numerosi tra coloro che appartengono alla working class, hanno istruzione medio bassa, età superiore ai 50 anni, sono uomini, votano UKIP e abitano in East e West Anglia. È possibile darne una spiegazione "economica"? Quasi tutti gli studi disponibili (HM Treasury, 2016; IFS, 2016; OECD, 2016; NIESR, 2016, The Guardian 28 May 2016) mostrano che l'uscita del Regno Unito provocherà danni sostanziali all'economia britannica nel suo insieme (in termini di salari reali, occupazione, crescita, prezzi delle case, borse, bilancio dello...

01 Maggio 2016

Sui rimborsi agli obbligazionisti "subordinati". Ecco come è andata a finire

Alla fine il governo ha deciso i criteri per il rimborso dei sottoscrittori delle obbligazioni subordinate. Si è giustamente abbandonata l’ipotesi di affidare la totalità dei ricorsi ad una valutazione “caso per caso” in procedura di arbitrato sotto l’autorità anti-corruzione dell’onnipresente Cantone. Vengono invece stabilite regole automatiche, uguali per tutti, che stabiliscono che: a) possono accedere ad un rimborso automatico le persone con un reddito lordo inferiore a 35mila euro e/o con patrimonio mobiliare di 100mila euro; b) che hanno sottoscritto le obbligazioni prima del 12 giugno 2014 12 giugno 2014, data...

26 Dicembre 2015

Condono, ristrutturazione o rifinanziamento? Il peccato originale nella crisi greca del debito

Spesso gli economisti, per risolvere analiticamente i loro modelli, partono dall’idea che si debba cominciare dal futuro per poi procedere a ritroso alla soluzione per il presente, ipotizzando che gli agenti economici siano in grado di anticipare correttamente le conseguenze di ciò che fanno oggi. Al contrario, i responsabili della politica economica, e purtroppo non solo loro, si trovano tipicamente a dover fare esattamente l’opposto: cercare di risolvere un problema presente che è frutto degli errori commessi in passato, errori le cui conseguenze erano state ignorate, spesso volutamente, quando le scelte erano state...