Alessandro Magnoli Bocchi

Alessandro Magnoli Bocchi è fondatore e CEO di Foresight Advisors. È anche Economic Advisor di Burgan Bank, Kuwait. Nel corso degli ultimi 25 anni, ha lavorato nel campo dell’analisi economica, della gestione aziendale e dell’asset management in Europa, Stati Uniti, Asia, Medio Oriente, America Latina e Africa. Prima di creare Foresight Advisors, il Dr. Magnoli Bocchi è stato Chief Economist, membro del management team e dell’ Investment Committee presso la Kuwait China Investment Company (KCIC). Prima di entrare in KCIC nel 2008, è stato senior economist alla Banca mondiale (reclutato attraverso lo Young Professionals Program nel 2000). In precedenza, ha ricoperto il ruolo di Ricercatore Associato ad Harvard University e di economista presso la Inter-American Development Bank. Dottore commercialista, ha pubblicato numerosi articoli e libri. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Management Sciences all’ESADE; un MBA/MIM CEMS (Bocconi/ESADE); e una laurea in Business Administration presso l'Università Bocconi. Sta completando una laurea in diritto internazionale presso l'Università di Parma.
06 Gennaio 2020

Un auspicio per il prossimo decennio: l' Italia si trovi un terapeuta. Bravo

Anche se voi vi credete assolti Siete lo stesso coinvolti … Fabrizio De André, Storia di un impiegato, 1973 Fabrizio De André[/caption]     Figura 1. 16 maggio 1991, edicola della stazione FS di Cremona Fonte: Archivio Corriere della Sera I primi dubbi. Giovedì 16 maggio 1991 il giornale costava 1.200 lire e sporcava le mani d’inchiostro. Entrando in stazione scoprii che l’Italia era diventata la quarta potenza mondiale (Figura 1)[i]. A occhio sembrava una bizzarria statistica, ma Andreotti (presidente del Consiglio) e De Michelis (ministro degli Esteri) parevano convinti. Sul treno per Milano iniziai a...

25 Dicembre 2019

Pmi orfane di manager tosti e l'Italia arranca. Ecco i perché

Co-autore di questo post è Beniamino Piccone, contributor di Econopoly, private banker e docente di Sistema finanziario all'Università Carlo Cattaneo di Castellanza - Guardiamo in faccia la realtà. L’Italia non cresce. Con un ruolo così sistemico, la loro incapacità di crescere è diventata un enorme freno per il Paese. Da decenni, le PMI: a) sopravvivono in qualità di terzisti; b) si servono di pratiche gestionali ‘artigianali e inefficienti’; c) pagano salari bassi; e d) sfuggono a regole e tasse. Preoccupa anche l’‘anzianità’ di queste imprese (nel senso che sono attive da molti anni): è proprio quando le PMI...

05 Agosto 2019

La svolta delle banche centrali. Addio, Newton! Benvenuta, Lagarde!

La complessità è in aumento. Le banche centrali devono ripensare il loro approccio ... Ogni giorno, 1) ‘sistemi semplici’ diventano complessi: ad esempio, un villaggio diventa parte di una città; e 2) ‘sistemi complessi’ diventano più complessi: ad esempio, i mercati finanziari adottano l’apprendimento automatico (machine learning). Spesso, un aumento della complessità porta a conseguenze indesiderate (unintended consequences). Dopo la crisi del 2008, l’ ‘allentamento monetario non-convenzionale’ (unconventional easing) messo in atto dalle principali banche centrali[i] ha stabilizzato l’economia globale - ma ha...

21 Febbraio 2019

Quanti rischi nel 2019. Ecco 10 ragioni per mettere al sicuro i nostri soldi

L’anno in corso è di difficile previsione. Nel 2019, nel mondo: 1) i fondamentali macroeconomici rimarranno deboli. Per i mercati, i rischi sono più alti che nel 2018. I fattori di rischio più importanti - che potrebbero creare dislocazioni di mercato, quali una correzione, un ribasso (“bear market”), o addirittura un crollo (“market crash”)[iv] - sono: 1) il combinato congiunto di: i) una decelerazione della crescita (e di conseguenza, del fatturato e degli utili societari); accompagnata da: ii) una riduzione di liquidità netta (liquidity withdrawal) delle Bc, pur a ritmi meno sostenuti di quanto inizialmente...

19 Gennaio 2019

La democrazia è malata. Ecco una cura per evitare la deriva autoritaria

Ce ne si accorga o no, è finita un’epoca. Sono cambiate le prospettive per chi nasce. Chi se ne è reso conto, si adatterà a fatica. Chi non se ne è accorto, navigherà nuovi mari con vecchie barche – a rischio costante di naufragio. Sono in atto cambiamenti epocali Forze profonde stanno cambiando il mondo. Il connubio tra democrazia e capitalismo - spina dorsale dell’Occidente da più di due secoli - ha perso smalto; la prima è in crisi, incapace di risolvere i problemi del secondo. Nell’economia globale, agricoltura e industria contano meno dei servizi, i flussi finanziari più dei flussi commerciali . Le...

29 Ottobre 2018

I cinque errori della democrazia e perché puntare sul merito vuol dire salvarla

La democrazia rischia di soccombere. L'idea che la  democrazia(1) sia l'unico sistema possibile (e l’autoritarismo superato) ha perso plausibilità. Anche le democrazie più consolidate - in affanno nel gestire globalizzazione(2), disuguaglianza e immigrazione - sono a rischio sopravvivenza. Il mondo è in “recessione democratica”. Ascesa e declino La democrazia, per cinquant’anni considerata punto di arrivo … Nel 1941, solo 11 paesi al mondo erano organizzati secondo principi democratici. Ritenuta il sistema di governo cui aspirare, dopo la seconda guerra mondiale si è diffusa velocemente. Nel 2000 ben 116 paesi (il 69...

27 Agosto 2018

I 9 mesi che aspettano l'Italia: tappe e scenari della crisi possibile

Tra settembre 2018 e maggio 2019 l’Italia se la gioca. Nei prossimi 9 mesi vari eventi possono innescare attacchi speculativi e provocare una correzione di mercato - o addirittura un “bear market” o un “market crash. Le banche centrali si apprestano a togliere liquidità ai mercati; la US Federal Reserve (Fed) ha già iniziato. I mercati emergenti (emerging markets – Em) sono in sofferenza - Turchia su tutti. Il contesto italiano: la ripresa di fine 2017-inizio 2018 si è esaurita Nel secondo trimestre del 2018 (Q2-2018), la crescita del prodotto interno lordo (Pil) è stata inferiore a quella dei 6 trimestri...

30 Maggio 2018

Battere la crisi: tre rischi e due mosse per chi vuole vedere più in là dell'estate

Scritto con Damiano Terziotti A prima vista, la crisi dell’Italia è politica - prima che istituzionale ed economica. La decisione del presidente della Repubblica di opporsi alla nomina a Ministro dell’Economia di Paolo Savona prefigura un periodo di tensione che finirà per dividere il Paese in “Élite” e “Popolo”, “Europeisti” e “Sovranisti”. Inevitabilmente, noi tutti ci troveremo costretti ad attribuirci una di queste soffocanti etichette, pur avvertendo di non appartenervi fino in fondo. Da un lato starà chi crede - con il presidente Mattarella -  nell’irreversibilità dell’euro e nel ruolo centrale...

15 Aprile 2018

Urge equilibrio tra “local” e “global”. Se no son dolori

Nel mondo, e in Italia, ci sono due tipi di elettori[i]: i “local” e i “global”. Ciò che li differenzia non è il reddito, né l’accesso ai diritti, né la classe sociale. È la Weltanschauung, la visione del mondo. Hanno valori e stili di vita diversi. I “local”, la maggioranza, hanno un livello educativo più basso e vivono radicati sul territorio: non amano allontanarsi da affetti, comunità e tradizione - mamma e squadra di calcio incluse. Il “global” è in minoranza (anche se fa finta di non accorgersene) e ha un livello educativo più alto. Non ama le frontiere: ha viaggiato - e spesso vissuto - in più...

01 Marzo 2018

Cinquant’anni senza un vero programma

Quest’anno compio 50 anni. Sarebbe potuta andare meglio, mi dico. Ma forse al paese è andata peggio. Negli ultimi 50 anni l’Italia si è incartata su se stessa. Da membro del G7 a periferia d’Europa. Da paese industriale a destinazione turistica di massa. Da leader a follower. L’opportunità storica dell’ingresso in Europa non è stata colta, decadi di crescita non hanno trasformato il tessuto sociale e politico. Per chi non fosse d’accordo, i dati sono nelle note a piè pagina[i]. Di chi è la responsabilità? Della classe dirigente. Destra-sinistra-centro, nessuno escluso. Mancanza di visione e incapacità...