Eleonora Maglia

Eleonora Maglia, Master in IT e PhD in Economics, Giornalista iscritta all'Ordine della Lombardia. Per il Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi di Torino è firma di NUOVO MONDO ECONOMICO e data journalist di QUADRANTE FUTURO. Ha collaborato alle testate edite da IRS-Istituto di ricerca sociale di Milano; Fondazione Giacomo Brodolini di Roma; BeLab-UniChieti e SRM-Centro studi e ricerche sul Mezzogiorno di Napoli. I suoi articoli sono pubblicati anche in riviste scientifiche cartacee (Ps/sp, PSS e WO) e on-line (Lavoce.info, Neodemos, Eep e E&M+), in volumi collettanei (Pellegrino e Massari, 2021; Deandreis, 2020; Zucca et al., 2019; De Aglio e Vernoni, 2018; Crespi, 2018; Musella e Capasso, 2017) e monografie (AICCON) e presentati nel corso di Convegni accademici nazionali (tra cui ESPANET e SISP). E' membro dello spin-off per Nuove forme di impresa di CSV Insubria, dove ha ideato e diretto l'Osservatorio per l'analisi del gender gap nelle professioni. In occasione del Jobless Society Forum-JSF18 è stata componente del Tavolo tematico sull'Occupazione giovanile.
09 Settembre 2021

La parità retributiva è una (prossima) conquista di civiltà?

Il 97 per cento degli italiani ritiene che la parità di genere non migliorerà nei prossimi anni (dati Ipsos, 2021, si veda grafico in basso) e, per l'80 per cento dei giovani, si tratta di un traguardo ancora molto lontano (dati OneDay, 2020). Le aspettattive poco ottimistiche dipendono certamente dallo storico protrarsi delle situazioni di disparità in diversi ambiti (sia professionali che personali) e dal loro aggravio causato dagli effetti pandemici (a riguardo, l'infografica del Parlamento Europeo), ma non attribuiscono il giusto peso agli avanzamenti ottenuti nel tempo (in proposito, uno studio di Our World in Data) e ad i...

31 Agosto 2021

Startup innovative vincenti: istruzione al top e un buon mix di squadra

In un prececedente post pubblicato su Econopoly, a partire da un'analisi realizzata da Sifted su base europea, abbiamo introdotto l'esistenza di una correlazione positiva tra l'Ateneo frequentato e la successiva probabilità di fondare una startup innovativa di successo (o il mitico unicorno nel mondo della finanza). Anche alcune rilevazioni nazionali confermano che, tra i fondatori di startup, uno dei fattori chiave per la riuscita dell'impresa è proprio la qualità dell’istruzione universitaria ottenuta e, più in generale, della propria formazione. Una ricognizione realizzata dall'Istat sul livello di istruzione degli...

18 Agosto 2021

Quali sono (e perché) i migliori posti di lavoro per i Millennials?

Great place to work, a partire da un'indagine su 57.975 dipendenti, ha individuato le 15 aziende italiane in cui i Milennials (o generazione Y, composta dalle persone nate tra il 1982 e il 1996) considerano auspicabile poter lavorare. Si tratta soprattutto di imprese attive nell'Information technology e nei servizi professionali e, su un ideale podio, si collocano Bending Spoons S.p.A., CASAVO e R-Everse. Secondo il Trust Index utilizzato da Great place to work, un clima lavorativo ottimo si ottiene investendo in 5 direzioni (credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione) che sono sostanzialmente sintentizzabili nella fiducia...

11 Agosto 2021

Le 10 università unicorno: dove laurearsi per sfondare (e cosa fare dopo)

Gli unicorni in finanza sono aziende private che hanno raggiunto una valutazione di mercato superiore al miliardo di dollari (in proposito l'analisi di Accademia Politica pubblicata su Econopoly). Il nome utilizzato per definirle conferma l'eccezionalità dell'impresa: a fronte di un guadagno medio di 276.000 dollari per il founder (dati Crunchbase), una startup ha solo lo 0,000006 per cento delle possibiltà di aggiudicarsi questo mitico status (Adonopoulos, 2021). In Italia, secondo il report MISE, Unioncamere e InfoCamere, le startup innovative sono in diminuzione (-1,4 per cento rispetto al trimestre precedente), il loro...

19 Luglio 2021

Neet ventenni e trentenni: occorrono politiche diversificate per età

Secondo la XXIII Indagine AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, ad un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è mediamente inferiore al 70 per cento e, a cinque anni, le percentuali salgono oltre l’80 per cento, per quanto un’analisi sulla qualità del lavoro mostri percentuali elevate alla voce “contratti non standard” e “lavoro autonomo”, ovvero principalmente collaborazioni occasionali (nelle figure seguenti il dettaglio storico per tipologia di laurea conseguita).

Fonte: AlmaLaurea, 2021[/caption] Fonte: AlmaLaurea, 2021[/caption] Fonte: AlmaLaurea, 2021[/caption]

NEET:...

07 Luglio 2021

Crowdfunding +75%: un'opportunità per le imprese (femminili e culturali)

Con il crowdfunding, tramite piattaforme Internet abilitate, singole persone aderiscono ad un appello finalizzato alla raccolta di risorse per un progetto. Il termine richiama la saggezza delle folle teorizzata da Galton (secondo cui le valutazioni collettive convergono verso quantificazioni esatte) e lo strumento in sé poggia su alcune peculiarità, come la stimolazione di meccanismi sociali grazie all’omologazione positiva e alle cascate informative rese possibili con la rete (Pais, 2018). Cosa è avvenuto del crowdfunding con la pandemia, che ha stravolto tanto il quotidiano ma anche la prospettiva del futuro di ciascuno? E vi...

30 Giugno 2021

Cervelli in fuga e laureati in calo: come fermare l'emorragia di talenti?

I cervelli italiani fuggono sempre di più all’estero, dal 2013 sono aumentati del 41,8 per cento. È quanto ha concluso la Corte dei Conti nel Referto sul sistema universitario 2021, identificando la tra le cause “le persistenti difficoltà di entrata nel mercato del lavoro” e “il fatto che il possesso della laurea non offre [..] possibilità di impiego maggiori rispetto a quelle di chi ha un livello di istruzione inferiore”, oltre a “le limitate prospettive occupazionali con adeguata remunerazione” Trovare talenti nazionali impegnati con successo in altri Paesi non costituisce una grande novità (anche se il tasso...

23 Giugno 2021

Alzheimer: una nuova cura, i costi per le famiglie e la lezione del Covid-19

L’Agenzia americana del farmaco ha approvato per il trattamento della malattia dell’Alzheimer (AD) l’Aducanumab. Si tratta di un anticorpo monoclonale in grado di agire sulle cause molecolari della malattia, rimuovendo la proteina beta-amiloide depositata a livello del tessuto cerebrale e tossica, preservando così il mantenimento della memoria e dell’autonomia (nell’immagine l’evoluzione dei sintomi della demenza).

Dopo 18 anni, è la prima nuova cura autorizzata e la sola in grado di agire sui meccanismi alla base dello sviluppo della malattia. Si aprono quindi grandi prospettive, anche se sono necessari ancora...

10 Giugno 2021

Sconforta l'alfabetizzazione assicurativa, ma non tutto è perduto

Gli indici sintetici sulle competenze in ambito assicurativo degli italiani sono piuttosto sconfortanti. È quanto risulta dai dati elaborati da IVASS-Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e pubblicati in maggio, a partire dall’analisi “Conoscenze e comportamenti assicurativi degli italiani” che ha analizzato il comportamento assicurativo di 2.053 intervistati per ottenere una rappresentazione della conoscenza assicurativa e dell’alfabetizzazione al rischio. Su una scala 0-100, infatti l’indice di conoscenza assicurativa è pari a 30,4, un valore contenuto soprattutto per l’influenza di bassi livelli nelle...

27 Maggio 2021

Il paradosso: si muore per troppo lavoro ma i disoccupati aumentano

Nel mondo 745mila individui muoiono a causa del troppo lavoro, ovvero lo svolgimento dell’attività professionale per un numero di ore tanto elevato da risultare nocivo. È quanto ha concluso l’Organizzazione Mondiale della Sanità sintetizzando i dati di 37 studi sulle malattie cardiache ischemiche che mappano oltre 768mila partecipanti e i dati di 22 studi sull'ictus che interessano oltre 839mila persone. Lo studio, pubblicato su Environment International e basato sui dati di oltre 2mila indagini raccolte in 154 paesi dal 1970 al 2018, mostra che, a causa dell’aumento del tempo dedicato al lavoro anche fino a 55 ore...