Econopoly

08 Febbraio 2017

Il futuro del welfare aziendale è già nel 2017

Pubblichiamo un contributo di Federico Isenburg, fondatore e CEO di Easy Welfare - Fino ad oggi si è sempre parlato di welfare aziendale come uno strumento a supporto del lavoratore: un di più, un aiuto, un sostegno. Ma se non fosse solo questo? Nel Regno Unito, per esempio, i benefit hanno un peso considerevole nella scelta di un lavoratore di firmare un contratto per un’azienda… o per un’altra. Chi di noi davanti ad una scelta non ha mai fatto la lista dei pro e dei contro? Tutti. E se i benefit, in campo lavorativo, diventassero il vero ago della bilancia? E se fosse già così ma il mondo delle risorse umane ancora non se ne...

30 Gennaio 2017

Qual è il vero rischio dell’automazione del lavoro?

Pubblichiamo un post di Giovanni Caccavello, research fellow in European Policy presso EPICenter ed Institute of Economic Affairs. Master (MSc) in economia dello sviluppo presso la University of Glasgow – Come ho avuto modo di scrivere nel mio primo post su Econopoly, nel corso di questi ultimi anni molti economisti, accademici, ricercatori e commentatori hanno nuovamente portato alla ribalta la storica “lump-of-labour fallacy”, ovvero l’idea (storicamente erronea) che la quantità di posti di lavori sia fissa. Secondo tutti questi studiosi, un altissimo numero di lavoratori sarebbe oggi a rischio disoccupazione. Stando alla...

25 Gennaio 2017

Investire in azioni. Ma quanto è lungo… il lungo periodo?

Pubblichiamo un post di Riccardo Tedeschi, senior specialist di Prometeia e professore a contratto presso l’Università di Bologna. L'articolo è stato pubblicato anche su L'Atlante, il blog di Prometeia – “Someone is sitting in the shade today because someone planted a tree a long time ago”. “Se oggi qualcuno siede all’ombra è perché qualcuno ha piantato un albero tanto tempo fa”. Warren Buffett La politica di allentamento monetario della BCE e i tassi mai così bassi, in certi casi perfino negativi, hanno reso per nulla conveniente investire in obbligazioni, anche se da alcune settimane l’effetto Trump sembra avere...

24 Gennaio 2017

I prezzi delle case scendono solo in Italia ma è meglio usare che possedere

Pubblichiamo un post di Andrea Guarise, fondatore di Algebria Capital - La scorsa settimana sono usciti i dati di Eurostat con la fotografia dell’andamento dei prezzi immobiliari in tutta Europa: nel terzo trimestre 2016 i valori registrati nella zona euro sono aumentati del 3,4% (nell’intera UE del 4,3%) rispetto al terzo trimestre 2015. Ci sono solo due Paesi con il segno meno: Cipro (-3,3%) e Italia con un meno 0,9%. In cima alla classifica ci sono i Paesi dell’Est Europa, con Ungheria (+11,6%), Lettonia (+10,8%) e Bulgaria (+8,8%) sul podio. L’unico commento al dato italiano, è quello ormai classico e puntuale di...

30 Dicembre 2016

La politica monetaria, i tassi di interesse e i tassi di cambio. Che 2017 sarà

Pubblichiamo un post di Lorena Vincenzi, responsabile del modello per l'economia mondiale di Prometeia e Lorenzo Prosperi, economista della stessa organizzazione. L'articolo è stato pubblicato sul Rapporto di Previsione Prometeia di dicembre - La Fed si muove. Come atteso la Fed nel meeting di dicembre ha rialzato il tasso sui Fed Funds di 25 punti base (pb) portandolo nell’intervallo 0.5%-0.75% e ha aumentato di 25pb anche il tasso di sconto ora all’1.25%. Le attese si erano consolidate negli ultimi mesi grazie al progresso delle condizioni del mercato del lavoro: i nuovi occupati continuano a crescere in modo stabile e il tasso di...

29 Dicembre 2016

La quarta rivoluzione industriale e le conseguenze sul lavoro

Pubblichiamo un post di Giovanni Caccavello, research fellow in European Policy presso EPICenter ed Institute of Economic Affairs. Master (MSc) in economia dello sviluppo presso la University of Glasgow - Nel lontano 1821, al culmine della Prima Rivoluzione Industriale, David Ricardo, uno dei più influenti economisti classici di fine ‘700 ed inizio ‘800, pubblicava la terza ed ultima versione della sua opera più importante: “Principi di economia politica e dell’imposta”. Rispetto alle due edizioni precedenti (la prima pubblicata nel 1817), il contenuto del libro era rimasto pressoché inalterato. Nella versione del 1821,...

22 Dicembre 2016

La flessibilità che serve al lavoro e qual è il vero difetto del Jobs Act

Pubblichiamo un post di Thomas Manfredi, economista dell'OCSE (social policy). Lavora nella divisione di analisi del mercato e delle politiche del lavoro, dove si occupa di analisi econometriche per l’Employment Outlook - In un post del 19 dicembre su questo blog, Emiliano Brancaccio, Nadia Garbellini e Raffaele Giammetti hanno sostenuto che più flessibilità del lavoro non crea occupazione, citando a conforto della loro tesi un lavoro empirico dell'Ocse del 1999, secondo gli autori replicato in ulteriori studi empirici, che mostrerebbe l'assenza di ogni correlazione fra tassi di disoccupazione e protezione all'impiego, fra paesi...

19 Dicembre 2016

Più flessibilità del lavoro crea davvero più occupazione? Ecco una lettura dei dati

Pubblichiamo un post di Emiliano Brancaccio, Nadia Garbellini e Raffaele Giammetti* - La libertà di licenziamento e le altre forme di deregolamentazione del lavoro favoriscono le assunzioni? Svariati esponenti di governo e del mondo dei media hanno sostenuto che l’aumento dell’occupazione che si è registrato negli ultimi mesi in Italia sarebbe frutto della ulteriore flessibilità dei contratti sancita dal Jobs Act. Questa tesi, come vedremo, non trova riscontri nella ricerca prevalente in materia. Un primo dubbio sulla supposta relazione tra riforma del lavoro e occupazione sorge mettendo semplicemente a confronto i dati ufficiali...

16 Dicembre 2016

Perché non conviene a nessuno fare la guerra a Tabbid, il social dei lavoretti

Pubblichiamo un post di Ilaria Orfino, consulente di comunicazione di startup e aziende del settore tecnologico - L’ultimo report del McKinsey Global Institute parla molto chiaramente: la gig economy, che oramai – almeno in USA e Europa – ha raggiunto una quota che oscilla tra il 25% e il 30% della popolazione in età lavorativa, sta cambiando, con prepotenza, il mercato del lavoro. A giovarsi del boom di questo fenomeno, alimentato dalla diffusione capillare di piattaforme digitali che facilitano il match tra domanda e offerta di “lavoretti”, sarebbe proprio la fascia di popolazione attiva ma disoccupata. Per quanto riguarda...

08 Dicembre 2016

Globalizzazione, lavoro e diseguaglianze: alle radici del neoprotezionismo

Pubblichiamo un post di Andrea Festa*, dottore di ricerca in economia e funzionario pubblico, autore di pubblicazioni su tematiche di economia e politica fiscale. Collabora con lavoce.info e nelmerito - Una chiave di lettura delle elezioni americane è quella che le considera un segnale di discontinuità nei confronti di un’epoca di crescita economica con profonde diseguaglianze nella sua distribuzione e che ha visto la progressiva sostituzione del lavoro tradizionale – a tempo indeterminato e relativamente stabile – con moderne forme di lavoro a tempo determinato, parziale, autonomo o instabile. Secondo l’OCSE, infatti, nei...