Francesco Mercadante

Analista del linguaggio e analista economico-finanziario. È stato consulente del Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Sicilia e docente di Analisi dei Testi presso l'Università degli Studi di Palermo. È autore di saggi su Linguaggio ed Economia
12 Luglio 2018

Manager ed esperti di nulla. Così il web marketing può diventare un suicidio collettivo

La fantasmagoria del protagonismo digitale, della presenza ubiquitaria e della comunicazione integrale ha smaterializzato i ruoli economici o, per lo meno, ne ha distrutto molti, illudendo parecchi giovani disoccupati e inadeguatamente qualificati che la speranza dell’esserci e del fare fosse già sufficiente ad assicurare un progetto di vita. Di conseguenza, sapere usare uno smartphone e un pc agganciati continuamente alla rete è parso ai più una competenza curriculare incontestabile e vincente. Oltre la percezione, una questione di primaria importanza: girando a zonzo per il web e curiosando, anche senza impegno, tra i profili di...

06 Luglio 2018

L'arretramento linguistico dei social su economia e finanza: il caso del nemico Boeri

L’occasione è ghiotta, di quelle che non capitano tutti i giorni. Ha appena parlato Tito Boeri, che, in qualità di economista e presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps), ha presentato al paese la relazione annuale sul welfare. I temi sono numerosi e ricchi, ma la deriva sociolinguistica e la rappresaglia sui social network non tardano ad arrivare. Il documento è ampiamente corredato di grafici, cifre e report scientifici di pertinenza. Insomma, com’è giusto, ciascun lettore potrebbe studiarne i dati, farne un’analisi comparata, verificarne l’attendibilità, eppure accade qualcosa che ormai da tempo...

27 Giugno 2018

Derivati = il male? Ecco come il linguaggio sfrutta ignoranza e carenze di identità

Dire che i derivati sono il male della finanza equivale a dire che la frutta fa bene ed è gustosa, ma la macedonia è dannosa e disgustosa. Non a caso, s’è diffusa presto la notizia secondo cui il loro valore in circolazione supererebbe abbondantemente i 500 trilioni di dollari. Il modo in cui si ‘si dice’ qualcosa determina sia il gradimento sociale della sortita linguistica sia il successo di chi parla o scrive o fa ciecamente e biecamente propaganda. Non a caso, se consultiamo la Banca dei Regolamenti Internazionali, ci rendiamo conto che l’esame della realtà cambia significativamente. La cifra di 500 trilioni che abbiamo...

22 Giugno 2018

È ora di trattare la mafia come un’impresa a tutti gli effetti. Ecco perché

Ben vengano gli arresti e le condanne, le onorificenze e i cortei di piazza, le fiaccolate e le grida di scandalo, ma non si pensi che siano soluzioni! La criminalità organizzata resiste a tutto questo perché non è semplicemente un difetto della società civile; essa, diversamente, ne è parte attiva, come fosse un suo elemento, una sua componente antropologica ed economica. Già Falcone, non a caso, esortava spesso i propri interlocutori a prenderne in considerazione gli interessi economici quali punti nevralgici da colpire, evitando il giustizialismo spettacolare e, di fatto, improduttivo. A ventisei anni dalla sua morte, sembra...

14 Giugno 2018

Immigrati? Li abbiamo creati noi. Si chiudono i porti e si trascura la storia

Come spesso accade, il dibattito su temi d’attualità appare del tutto slegato dalla storia, dalla conoscenza e – mi sia concesso! – dall’esperienza fatta sui banchi di scuola. Si parla della questione ‘migranti’ e del caso Aquarius, ma nessuno sembra ricordare il colonialismo moderno e contemporaneo, neppure i più colti tra i salviniani. Il continente africano è stato colonizzato per quasi un millennio, il suo territorio è stato oggetto di continue e sanguinose spartizioni, le sue risorse sono state sfruttate fino al saccheggio, la sua popolazione schiavizzata. La Francia ne è stata protagonista indiscussa, ma Paesi...

07 Giugno 2018

Manipolazione informativa e utilità del debito: salvi grazie alla BCE

Dai due euro di Palermo o Napoli ai cinque euro di Milano: poco più o poco meno, è la cifra che dobbiamo sborsare per acquistare un chilo di pane in Italia. Non è così dappertutto, per carità, ma l’approssimazione, in questo caso, ci serve per introdurre un aspetto importante della nostra esistenza economica. L’acquisto di un bene primario o di un servizio ordinario, per lo più, è un gesto quasi meccanico, incondizionato e neutrale. Più correttamente: siamo convinti che sia neutrale, anche quando non lo è. In pratica, siamo quasi certi che una banconota da cinque euro possa consentirci di mangiare qualcosa e non ci curiamo...