Francesco Mercadante

Analista del linguaggio e analista economico-finanziario. È stato consulente del Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Sicilia e docente di Analisi dei Testi presso l'Università degli Studi di Palermo. È autore di saggi su Linguaggio ed Economia
13 Marzo 2019

Bce e TLtro, che cosa sono e gli errori (forse, troppi) di chi ne parla

“Esiste una corrispondenza tra parole e cose, tra parole e grandezze; e tale corrispondenza è una funzione della pratica umana” H. Putnam, Mente, linguaggio e realtà Forward Policy Guidance: se volessimo tentare una traduzione che eccellesse per pertinenza e congruenza, molto probabilmente ci imbatteremmo in un nodo gordiano; e – si badi bene! – ciò accadrebbe non perché quest’inglese sia intraducibile, ma perché il suo significato, guida alle politiche d’avanzamento o qualcosa di simile, non è un modo come un altro per servirsi del ‘macrocodice’ economico-finanziario. È invece un’espressione che rappresenta...

28 Febbraio 2019

Quanti problemi, ancora, per le banche. È giusto che gli italiani le temano?

Esattamente un anno fa, il titolo di UniCredit si attestava intorno ai 17 euro; oggi, supera di poco gli 11 euro, ma il muro ribassista dei 10 euro è stato abbattuto in più circostanze. In sostanza, l’istituto di Piazza Gae Aulenti ha ceduto più del 35% al mercato. Non è andata molto meglio per Intesa Sanpaolo, il cui titolo è passato da circa 3 euro a più o meno 2 euro, facendo registrare – anch’esso – una perdita di oltre 35 punti percentuali. Con Mps, invece, arriviamo addirittura a un calo di valore del 60%. E non si può fare un discorso diverso per Bpm, che ha lasciato sul terreno degli scambi il 40%, o per Credem e...

20 Febbraio 2019

Italiani sempre a dieta, salutisti a parole. Ma non sanno cos'è il biologico

Il salutismo c’è, domina i desideri alimentari degli italiani e, con forza spettrale e incontrastabile, li guida verso il rigore. In linea di massima, è così: ci si reca al supermercato, si riempie la borsa di tofu, seitan e prodotti a base di soia oppure si tenta ostinatamente la sortita del cosiddetto biologico e si torna a casa ritemprati e con la coscienza a posto, come si suol dire. La locuzione “in linea di massima”, tuttavia, non è da considerarsi casuale; essa, al contrario, dà il vero senso al rapporto che abbiamo instaurato col cibo negli ultimi dieci anni. Un’immagine suggestiva e anche piuttosto pertinente...

07 Febbraio 2019

Istruzione, settima tra le voci della spesa. La distanza tra fatti e parole

Il dato linguistico e antropologico è perfettamente racchiuso in una sequenza di cinque frammenti estratta da un discorso del Presidente del Consiglio. Conte 1: Mi aspetto una riduzione del PIL nel IV trimestre Conte 2: Il dato positivo è che non dipende da noi Conte 3: Nei primi sei mesi di quest’anno stenteremo Conte 4: Ci sono tutti gli elementi per sperare in un riscatto Conte 5: Abbiamo elaborato una manovra che ci ha spinto in una zona molta rischiosa (ANSA, Assolombarda, 30 gennaio 2019) Vien fatto di pensare che, ancora una volta, la cantilena possa essere "Recessione sì-Recessione no", allo stesso modo...

23 Gennaio 2019

Banche centrali, meglio se indipendenti. Ma il linguaggio dell’economia va rinnovato

L’indipendenza delle banche centrali, oltre a essere una forma di tutela della democrazia, serve a proteggerci dagli aumenti spropositati dell’inflazione. Anzi, è stato dimostrato che tanto più una banca centrale è indipendente, quanto più l’inflazione è adeguatamente contenuta. Non si tratta di un’opinione personale o politica, ma di uno studio pubblicato nel 1993 sul Journal of Money, Credit and Banking e intitolato Central Bank Indipendence and Macroeconomic Performance: Some Comparative Evidence. Gli autori, Alberto Alesina e Lawrence H. Summers, in pratica, ‘hanno messo sotto osservazione’ un periodo di trentatré...

13 Gennaio 2019

Boom economico e produzione industriale, l’inversione linguistica racconta un'altra Italia

“In che modo le parole hanno rapporto col mondo?” Se lo chiedeva nel 1969 John R. Searle in apertura del proprio saggio, Speech Acts: An Essay in the Philosophy of Language (1969); e, poco dopo, aggiungeva la seguente riflessione: se diciamo che “Tizio è venuto a casa”, intendiamo proprio dire che Tizio è in casa o qualcos'altro, qualcosa d’imperscrutabile? Il ricorso a questi interrogativi filosofici non deve spiazzarci o distrarci dal tema economico-sociale. Ogni tema economico sociale – non dimentichiamolo mai! – entra a far parte della nostra dimensione quotidiana perché qualcuno ce lo racconta, ce lo descrive e ce...

23 Dicembre 2018

Torniamo alla lira? Un gioco macroeconomico e le sue implicazioni

Torniamo alla lira, sì! Suvvia, cimentiamoci almeno in un’ipotesi da laboratorio! Che cosa ci costa? Anzitutto, è necessario fissare un tasso di cambio. Restiamo sempre una discreta economia aperta, non possiamo mica sottrarci alla legge dei mercati. Di conseguenza, siccome siamo audaci e baldanzosi e, nell’ambito delle fantasticherie, non esistono tabù, stabiliamo un cambio fisso alla pari: una lira vale un euro e viceversa. “Che stupidaggini!” qualcuno potrebbe dire. “Se una lira vale un euro, è evidente che un euro vale una lira”. Invece, il processo non è proprio così scontato. Il nostro nuovo conio, comunque,...

13 Dicembre 2018

Dalla flat tax alle pensioni l'inganno nasce nel linguaggio e diventa tragedia

Se per comprensione s’intende ciò che leggiamo sul Treccani online (“L’atto e la facoltà di comprendere con l’intelletto, di far propria una nozione”), allora, quando i membri del governo parlano, la gente non capisce del tutto il loro linguaggio, anzi, non li capisce affatto. Più che altro, avendoli votati, si sforza parecchio e finge di capirli. L’idea secondo cui il discorso di Di Maio, Salvini  & Co. è compreso adeguatamente da chi ci ascolta è piuttosto bislacca e, forse, anche illusoria; proviene, molto probabilmente, dalla storica presunzione del primato ‘scientifico’ della specie. Possedere tale primato...

07 Dicembre 2018

Un governo dell’ignoranza e della correzione? Forse ce lo meritiamo

L’attuale maggioranza di governo ha un che di epico: non lo si può negare. Le gesta dei suoi membri appartengono ormai a una narrazione fantastica che le generazioni future difficilmente sapranno spiegare e riferire. Paola Taverna esorta la gente a non vaccinarsi; Luigi Di Maio dichiara di potere abolire la povertà con una manovra; Danilo Toninelli è convinto che molti usino il tunnel del Brennero; Laura Castelli, dallo spread alle tessere, si mostra fiera della propria incultura e della propria disinformazione, riempiendo la tv di gaffe; Marco Bussetti, un ex professore di educazione fisica, fa fuori Roberto Battiston, un fisico...

03 Dicembre 2018

Aumenti fino al 200%, tutta colpa dell’euro? E che dovrebbe fare la Bce?

Nel 2001, poco prima dell’ingresso nell’euro, un cono gelato costava 1.500 lire, una penna a sfera 500 lire, un tramezzino 1.500 lire, una pizza margherita 6.500 lire, mentre, oggi, costano, rispettivamente, 3 euro, 1 euro, 2 euro e 7 euro. Il loro incremento, quindi, è stato pari a oltre il 200%, poco meno del 190%, poco più del 110% e quasi il 100%. Per giocare al massacro occorre conoscere tre semplici regolette: 1) stilare degli elenchi di prezzo pre-euro; 2) stilare elenchi di prezzo post-euro; 3) fare il confronto. Potremmo anche aggiungerne una quarta: proclamarsi economisti no-euro e farsi invitare in tv tra consenso e...