Gianluca De Stefano

Ha esperienze in M&A, finanza strutturata, special situations e angel investing maturate tra Londra e New York. Ha lavorato per una investment bank Americana e per tre multinazionali supportando diversi amministratori delegati. Co-founder di InvestirecomeiMigliori.com, dove semplifichiamo la finanza per tutti i risparmiatori.
21 Agosto 2020

Pro e contro il Venture Capital (in un mondo di tassi negativi)

Dal 2008 ad oggi abbiamo visto la crescita economica mondiale nei paesi dell’ovest in netto calo. Di conseguenza, le banche centrali, dalla Federal Reserve Americana alla Banca Centrale Europea hanno effettuato politiche monetarie espansive abbassando i tassi d’interesse fino ai minimi storici nella speranza di riattivare la crescita e l’inflazione tramite il credito facile.

Settori sensibili ai tassi d’interesse hanno sofferto. E qui parliamo di banche, assicurazioni, fondi pensione e del risparmiatore medio. Al contrario, grazie alla leva a prezzi bassissimi, settori come private equity e venture capital hanno beneficiato...

16 Giugno 2020

Perché il nostro portafoglio ha bisogno di una buona dose di volatilità?

Dal primo crollo di marzo, sono passati tre mesi. Se guardiamo al grafico in basso della S&P500 possiamo vedere che a febbraio l’indice aveva toccato i massimi storici prima di un pull back. La vera bastonata è arrivata con il COVID19. Non si era mai visto un crollo del genere nemmeno durante la Grande Depressione. Da allora sono cominciate le bancarotte specialmente nei settori ciclici come il turismo, settori che storicamente vengono impattati di più in una recessione perché non offrono beni necessari. L’economia reale ha visto un aumento della disoccupazione senza precedenti, dovuta soprattutto al lockdown. Da...

03 Giugno 2020

Troppi rischi in Borsa? Ecco come prendere rifugio nelle obbligazioni

Sono oramai più di due mesi che non metto piede nel nostro ufficio di Midtown. Mi manca la frenesia di una giornata della settimana qualunque quando i newyorkesi invadono  la city come tante piccole formiche in mezzo alle macchioline gialle degli yellow cabs. Mi manca il trading floor, Bloomberg e i meetings che non servono a nulla ma che durano in eterno. Mi mancano persino i reports della CNBC sulle cantonate di Elon Musk, uno che insieme a Trump ha l'abilità di muovere i mercati quasi come Mosè muoveva le acque del mar Rosso. Credevo che il 2008 sarebbe stato l’anno più raccapricciante della mia carriera finanziaria, poi è...

12 Maggio 2020

Bitcoin, i rischi e l'evoluzione del sistema di pagamento globale

Cominciai la mia carriera lavorativa in una banca americana. Nonostante in alcuni casi abbiano dimostrato un’eccessiva propensione al rischio, basti ricordare il 2008. Quando entri in banca ti inculcano un’attitudine al rischio molto prudente. Lasciai la banca dopo due anni per una trading house svizzera, dove il concetto di rischio era molto meno prudente. Il trasporto di diesel da una raffineria nel mezzo della Siberia al Mar Baltico, fu la prima transazione che dovetti strutturare. La seconda fu il finanziamento di uno stoccaggio in Mozambico. Fino ad allora, la mia comprensione del rischio, il mio risk box, era limitato alle...

22 Aprile 2020

Il Bitcoin dalla crisi finanziaria ad oggi e perché non è un investimento

Non sono mai stato un vero amante della speculazione. A casa le vigilie di Natale si passavano a giocare a poker fino a notte fonda. A me più che il poker, piaceva passare il tempo in famiglia, anche perché a fine partita tornavo sempre a casa a mani vuote. Lo stesso vale per come investo. Non metto mai un centesimo in un investimento che non capisco. Se guardo ad un’azienda, mi soffermo sui bilanci. Cerco di capire quanto cash generi, e se i numeri supportano una valutazione di mercato e la storia che il management sta raccontando. Se credo che il prezzo sia troppo alto, aspetto che scenda (perché scende sempre) e poi compro. Voglio...

08 Aprile 2020

Contango trade non è un ballo. Cosa succede quando il petrolio crolla

Ho cominciato a lavorare nel settore delle materie prime quasi per caso. Una sera, ricevetti una chiamata dalle Risorse Umane di una delle più grandi trading house al mondo (forse la più grande). M’invitarono per un colloquio, poi due, poi tre e dopo aver conosciuto quasi tutto l’ufficio di Mayfair a Londra ricevetti un’offerta. Quelli erano gli anni dei trading houses. Diventavano sempre più influenti nel mondo delle materie prime e si andava a creare quello che poi sarebbe stato rinominato the Trading Houses Shadow banking. In effetti, le trading houses rimpiazzavano le banche, che pesantemente regolamentate non potevano più...

26 Marzo 2020

Il coronavirus è stato soltanto lo spillo che ha bucato la grande bolla

Il COVID-19 ha un merito, non discrimina, tocca ricchi, poveri e persino i potenti. Di recente è atterrato negli States (più probabilmente era già qui). Non ha risparmiato nessuno. Nemmeno i mercati che sono ormai in panic mode e risk off (risk on= appetito per investire, risk off= il contrario). Gli avvoltoi girano sulle carcasse dei mercati, i Bears che aspettavano questo crollo hanno iniziato le loro short positions (quando compri FIAT perché credi che il prezzo salga, vai long. Quando vendi perché credi che scenda vai short). Ecco il grafico della S&P500, indice che segue le aziende più capitalizzate d’America. Hedge...

19 Marzo 2020

E se l'Italia uscisse meglio e prima degli altri dalla crisi perfetta?

Sono un millennial nato all’inizio degli anni Ottanta. La mia prima crisi finanziaria è stata quella del 2008, la Grande Crisi Finanziaria. Ero appena entrato in una banca d’investimento londinese, quando il settore finanziario fece un tonfo. Ero giovane, alle prime armi, ma vissi in prima persona quello che porta una crisi. Molti persero il lavoro, la liquidità nel sistema si esaurì e le borse caddero in picchiata. Banche storiche come Lehman Brothers scomparvero e altre furono assorbite dopo essere diventate insolventi. Il risparmiatore comune, vide il valore dei propri asset dimezzarsi in poche settimane. Fu una delle crisi più...

26 Febbraio 2020

Che cosa c'entra il coronavirus con l' inflazione e i rischi per i nostri soldi

Quando ero piccolo, spesso mio nonno mi mandava a comprare le sigarette al bar. Mi chiedeva sempre le Philip Morris Multiflter Rosse. A quei tempi quel pacchetto di sigarette costava circa 500 delle vecchie lire, circa 26 centesimi di Euro. Si lamentava sempre che il prezzo delle sigarette era vergognoso. Negli Stati Uniti, oggi, lo stesso pacchetto costa circa 14 dollari. Il nonno li avrebbe denunciati tutti. Da sempre i miei genitori si lamentano di come sia diminuito il loro potere d’acquisto al supermercato. Mia madre spesso esclama: “Con 50 mila lire riempivamo il carrello”. Oggi 50 mila lire sono circa 25 Euro, sappiamo...

20 Dicembre 2019

Millennials senza scelta: devono essere portfolio manager di loro stessi

Il 15 settembre 2008, era un giorno come tanti e mi accingevo ad arrivare a Canary Wharf, il centro finanziario di Londra. Ero stato assunto da poco da una banca d’investimento americana come analista. Quel giorno l'atmosfera era diversa. Girava un’aria pesante. Essendo un novello nel mondo della finanza non potevo immaginare cosa stesse accadendo. Come avrei potuto, nemmeno gli esperti potevano prevedere quello che sarebbe successo. All’uscita dalla metro, notai una confusione insolita, molte troupe televisive. Molti dipendenti di una banca concorrente lasciavano i propri uffici con i loro effetti personali negli scatoloni. Quelle...