Mobilità del futuro e auto senza autista, qualcuno ci sta pensando?

scritto da il 27 Dicembre 2018

Quale mobilità per il futuro?

Tra pochi anni arriveranno le auto senza autista e con esse cambierà in modo radicale tutta la mobilità. Una domanda che mi sembra la politica non si stia facendo è: come modificare prima di questo cambiamento le politiche di mobilità?

Quello che già sappiamo è che le auto senza autista porteranno a una diminuzione drastica delle auto di proprietà, a una diminuzione drastica del costo dei taxi, alla possibilità di avere taxi ovunque sul territorio, alla possibilità di avere una sorta di trasporto pubblico punto a punto. Il sistema andrà dall’auto per una persona al bus per 100 persone, con quindi ulteriori risparmi grazie al car pooling. Non sappiamo esattamente quando tutto questo arriverà ma sappiamo che nelle prossime decine di anni arriverà.

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Nel frattempo sono arrivate la bici a pedalata assistita. Hanno già cambiato (nei paesi del Nord Europa soprattutto) l’uso che gli over-65 e le persone meno atletiche fanno della bici. È una tecnologia destinata a cambiare in modo radicale il turismo e l’attività fisica all’aria aperta. Le curve di penetrazione di questa tecnologia sono forti (+18% e-bike vendute in Europa nel 2016-2017).

Tutto questo in un clima culturale in cui – nel mondo sviluppato – è sempre più chiaro che camminare e andare in bici è molto importante per la salute ed è diffusa la consapevolezza che la vita sedentaria non va bene.

schermata-2018-12-27-alle-11-00-33La terza ondata tecnologica che ormai è già una presenza per molte persone è la possibilità di esercitare il proprio lavoro in remoto rispetto ad un luogo fisico. Gli smartphone e internet ovunque permettono di lavorare a casa, come in un bar, come a Bangkok (dove infatti lavorano già oggi molti free-lance). Questo significa che la mobilità per motivi lavorativi diminuirà.

Quindi sappiamo che le nostre città saranno piene di taxi senza autista, bici, e-bike e pedoni. E che le case delle persone saranno sempre più anche i loro uffici. E che i bar potranno diventare nuovi luoghi di socialità e sharing.

Questo significa che la struttura urbanistica, i trasporti pubblici attuali (metro, metrotranvia, bus) e le abitudini delle persone dovranno cambiare.

Sarà fondamentale il modo in cui le istituzioni pubbliche accompagneranno, con le proprie regolamentazioni, questi cambiamenti. Possono agire in difesa e in ritardo, oppure creare tutte le condizioni per accelerare questi cambiamenti. Alcune politiche possibili per accelerare questo processo sono ormai sperimentate in molte città del mondo. Ne elenco alcune, a titolo di esempio:

1- Tassazione pesante sulle auto di proprietà e sulla benzina

2- Diminuzione drastica dei parcheggi

3- Gratuità del trasporto pubblico locale

4- Allargamento costante dello spazio urbano per pedoni e bici mangiando strada usata oggi dalle auto

5- Creazione di parcheggi bici coperti, belli e comodi davanti a tutti i luoghi pubblici rilevanti

6- Costruzione di mobility-management per zone industriali o di servizi per organizzare la mobilità dei dipendenti che lavorano in quella zona

7- Creazione di piazze coperte per aumentare la socialità pubblica al riparo dalle intemperie

8- Eliminazione della segnaletica orizzontale e verticale, con dominio di pedoni e ciclisti sulle auto in ogni momento

Tutte politiche fattibili e che racconterebbero di un Paese che sa dove vuole andare.

Qualcuno ci sta pensando?

Twitter @lforesti