13 Aprile 2020

Il petrolio è la linfa vitale dell'economia, se c'è crisi si nota anche di più

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Notevoli progressi sono stati fatti dal lato dell'offerta di petrolio con un nuovo recente accordo sui tagli. Dinamiche molto fluide che cambiano in continuazione. I segnali erano nell'aria. Vediamone alcuni. La pipeline Keystone XL si farà. L’annuncio arriva dopo 11 anni dalla prima proposta. Una manna dal cielo per l’industria petrolifera canadese. Il greggio canadese pesante è sceso intorno ai 4 dollari al barile a fine marzo a causa del collasso globale causato dalla pandemia di coronavirus e dalla guerra dei prezzi tra sauditi e russi. La pipeline costerà circa 8 miliardi di dollari, inizierà da Hardisty in Alberta...

07 Aprile 2020

Lo strano effetto del Covid-19 sul gradimento dei leader

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Tutto sembra andare per il peggio di questi tempi. La pandemia non si arresta, i mercati vacillano, le nostre sicurezze fanno altrettanto, e le persone si domandano quando avranno indietro la loro libertà. Uno scenario apocalittico insomma, che ha trovato il mondo intero impreparato. Come mai allora gli indici di gradimento dei leader politici di molti Paesi si sono impennati nell’ultimo mese? È aumentata notevolmente la fiducia nei confronti di Angela Merkel ad esempio. Sono forse il suo passato da scienziata e una longeva carriera politica, in cui di crisi ne ha sicuramente vista più di una, a renderla adatta a gestire...

17 Marzo 2020

Taiwan e il tiro alla fune high-tech tra Cina e Stati Uniti

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“Decoupling” è il termine utilizzato da Rana Foroohar, curatrice della rubrica sul commercio globale del Financial Times, per descrivere il 2019. Significa ‘separazione’, e descrive il processo di sdoppiamento del sistema economico mondiale previsto per gli anni a venire. Mentre gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dalla globalizzazione e da un aumento dell’integrazione tra le economie avanzate, le prospettive future sembrano riservare uno scenario completamente diverso. La guerra dei dazi è solo la manifestazione più evidente di una disgregazione delle relazioni economiche tra Stati Uniti e Cina destinata ad...

04 Febbraio 2020

I costi e i non detti della violenza. Ma Usa e Ue sono proprio aree di pace?

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Nel 2018, la violenza è costata al mondo 14,1 trilioni di dollari, che equivalgono all’11,2% del PIL globale. L’impatto maggiore s’è avuto in Siria, Afghanistan e Repubblica Centrafricana, dove conflitti e disagi hanno eroso, rispettivamente, il 67%, il 47% e il 42% del prodotto interno. La situazione si fa allarmante nello Yemen, dove 24 milioni di persone, cioè l’80% della popolazione ha urgente bisogno di protezione e assistenza. In sostanza, secondo il Global Peace Index 2019, un report prodotto dall’Institute for Economics & Peace, negli ultimi dieci anni, il livello medio di pace nel mondo è peggiorato del 3,78%....

07 Febbraio 2019

La capanna dello Zio Sam: l'immobiliare USA e le riflessioni per l’Italia

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Vi starete chiedendo cosa c’entra il debito americano con il mercato immobiliare italiano… I tassi di interesse della Federal Reserve e il whatever it takes di Draghi vi dicono qualcosa? Se ancora non ci siamo, mettiamola così: crisi finanziaria 2008, la Federal Reserve compra debito e abbassa i tassi di interesse. La gente non tiene i soldi in banca (bassi tassi) ma li usa. I soldi girano, l’economia si muove dopo la crisi. L’Europa ci mette qualche anno, poi decide di lanciare il quantitative easing. Mario Draghi tira fuori il bazooka (siamo nel 2015) e insegue la Federal Reserve. Anni di vacche grasse, i tassi sono bassi,...

09 Giugno 2017

E adesso è l'Eurozona il Grande Creditore

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Un'interessante rilevazione contenuta nella Relazione annuale della Banca d’Italia, mette a fuoco un'evidenza solitamente poco osservata quando si discorre dell'andamento degli squilibri globali nelle bilance dei pagamenti: l'Eurozona di fatto è diventata il creditore internazionale più rilevante al termine del 2016, proseguendo una tendenza iniziata dal 2013 e divenuta evidente già dal 2015, come si può osservare nel grafico in basso. Il surplus della zona euro, infatti, “grazie soprattutto a quello tedesco” è nuovamente salito, nota via Nazionale, portandosi al 3,4% del Pil dell’area. Sorte analoga ha avuto il Giappone...

15 Aprile 2017

Il clamoroso autogol protezionista di Trump

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Pubblichiamo due interventi a firma Lorena Vincenzi e Michele Burattoni, economisti del think tank Prometeia Associazione e autori sul blog L'Atlante IMPOSTA SULLE IMPORTAZIONI USA: CHI PERDEREBBE DI PIU'? di Lorena Vincenzi Un aspetto della riforma fiscale per le imprese di cui si sta discutendo al Congresso riguarda il Tax Border Adjustment che prevedere agevolazioni fiscali per le esportazioni e l’introduzione di un’imposta sui beni importati, siano essi prodotti finiti o beni intermedi. Secondo i proponenti, l’introduzione di un’imposta sulle importazioni ha il duplice scopo di coprire il minor gettito legato alla...

14 Marzo 2017

La crisi del 2008 più costosa del New Deal?

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Si è detto e scritto tante volte che la crisi del 2008 è stata la peggiore dal 1929. Anzi è nata un’ampia letteratura che paragona gli esiti della crisi iniziata nel ’29 – i disastrosi anni ’30 – ai giorni nostri e in effetti ci sono tante verosimiglianze, a cominciare dal ritorno in voga della teoria della stagnazione secolare, elaborata in quegli anni, fino alla voglia di protezionismo che all’epoca contagiò tutta l’economia globale. Al di là di ciò esiste un’altra controprova per asseverare la verosimiglianza delle due crisi. Ossia la quantità di risorse che il governo Usa ha dovuto mettere in campo per far...

06 Marzo 2017

Il muro d'acciaio fra Trump e la Cina

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Molto si è scritto del discorso di Donald J. Trump a camere unificate, ma poco si è letto di un tweet rilasciato dall’account ufficiale del presidente, nel quale l'ospite della Casa Bianca sottolineava di aver emesso una nuova direttiva in virtù della quale le pipeline statunitensi, quindi gli oleodotti, “devono essere fatti con acciaio americano”. Nulla che stupisca l’osservatore, ormai avveduto circa il vezzo nazionalistico del nuovo presidente. Né bisogna sorprendersi dei numerosi commenti ironici che ha provocato sulla rete, il più benevolo dei quali era sull'origine dell'acciaio che regge le fondamenta della Trump...

25 Novembre 2016

Gli americani stanno meglio o peggio di dieci o venti anni fa?

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Pubblichiamo un post di Ben Bernanke e Peter Olson apparso in versione originale sul sito del think tank Brookings Institution - Economicamente parlando, stiamo meglio oggi rispetto a dieci o vent’anni fa? Di fronte a questa domanda gli americani sembrano indecisi, quasi schizofrenici: un’ampia maggioranza afferma che il Paese sta andando “nella direzione sbagliata” ma al tempo stesso riferisce ai sondaggisti di essere ottimista sulle proprie finanze personali e sulle prospettive economiche di medio termine. A caccia di conferme su questo, i commentatori si sono appropriati di un recente rapporto dell’Istituto di...