Dagli asili nido ai troppi avvocati, lettera speciale a Babbo Natale

scritto da il 24 Dicembre 2019

L’autore di questo post è Costantino Ferrara, vice presidente di sezione della Commissione tributaria di Frosinone, già giudice onorario del Tribunale di Latina, presidente Associazione magistrati tributari della Provincia di Frosinone –

Dicembre è il mese che porta con sé il Natale, per la felicità di tutti i bambini che attendono di ricevere i regali, nella magica notte in cui arriva quel misterioso uomo dai capelli bianchi e dal cappello rosso, sulla propria carrozza trainata da renne. Ma chi dice che siano solo i bambini a potersi rivolgere all’omone canuto che la classica letterina sia ad esclusivo loro appannaggio? Ed anzi, la lettera a Babbo Natale potrebbe essere l’occasione, per noi adulti, per acquisire qualche esempio dai nostri bambini e, magari, riavvicinarci alla loro purezza, bontà ed innocenza che pian piano, ahimè, col passare degli anni lascia il posto a sentimenti e caratteristiche assai meno nobili.

Che la lettera a Babbo Natale scritta da un adulto, dunque, possa essere l’occasione per guardare con occhi diversi ed approcciarsi con propositi migliori a quel mondo che ha circondato prima noi ed ora i nostri figli, e che toccherà prima o poi ai nostri nipoti, nell’incredibile ciclo della vita. Mi tornano in mente dei principi di un vecchio proverbio che diceva “Quello che tu sei, io ero. Quello che tu sarai, io sono”. Ognuno di noi dovrebbe contribuire, secondo le proprie capacità, e il proprio impegno e forza, a costruire un mondo migliore e, personalmente, ritengo che ciò si possa fare ripartendo proprio dai bambini, prendendo il loro esempio e prestando maggiore attenzione ai fatti che li riguardano.
Io parto da questa mia lettera.

Caro Babbo Natale, ti chiedo che nel nuovo anno non si debbano più apprendere notizie di asili nido e scuole materne dove le maestre maltrattano i bambini e, addirittura, storia fresca di questi giorni, dove può succedere che un’educatrice sia intenta a “consumare” con il proprio partner, durante la permanenza nel nido, con i piccoli abbandonati nella stanza affianco. Perciò, caro il mio Babbo, portaci una Legge che renda obbligatorio dotare tutte le scuole d’infanzia di telecamere.

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Caro Babbo Natale, facciamo un passetto oltre e concentriamoci, procedendo avanti con gli anni, sui ragazzi in età scolastica che, incredibilmente, che nei confronti degli altri coetanei europei, risultano essere i più ignoranti a scuola.

È già tanto che riescano a parlare e a scrivere correttamente la propria lingua madre, mentre in Europa si studiano tre lingue contemporaneamente sin dalle elementari. Ma come è possibile, mi chiedo, nel Paese della cultura, che succeda una cosa del genere? Personalmente, poi, ho anche sostenuto una battaglia per rimettere una materia fondamentale che era stata abolita, parlo dell’educazione civica. E vorrei che nelle scuole superiori vengano insegnate anche le scienze politiche, per rendere i cittadini più consapevoli di ciò che li governa e circonda e, magari, per preparare i giovani, affinché possano ambire a divenire, in futuro, una classe dirigente e politica migliore di quella attuale. Perciò Babbo Natale, magari portaci un ministro che sappia incidere positivamente sulla scuola e sull’istruzione, unico mezzo per costruire un futuro migliore.

Sempre rimanendo in ambito educativo e formativo, caro Babbo Natale, andrei ancora avanti di qualche anno e porterei la tua attenzione sulla formazione dei giovani per affrontare il mondo del lavoro. Ritengo che si debba fare uno studio accurato per capire da qui ai prossimi 15 anni di quali figure professionali abbia bisogno l’Italia. È inutile avere migliaia di avvocati che non servono, basti pensare che solo la Corte di Appello di Roma ha quasi più avvocati rispetto a quelli di tutta la Francia. Perciò, caro vecchio con la barba bianca, portaci una scuola superiore che sia in grado di individuare e proporre le figure professionali necessarie alla nazione, alleviando in gran parte il problema del lavoro che affligge i nostri giovani.

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Dopo i bambini, i giovani e gli adulti è doveroso pensare all’ultima fase del ciclo della vita: le persone anziane. Non è ammissibile, giustificabile ed umano considerare e trattare gli anziani come un peso morto, abbandonati dalle famiglie e relegati in strutture fatiscenti ed inadeguate (ogni tanto vengono alla luce del sole i cosiddetti lager). Così che una persona anziana, dopo tutto il lavoro, i sacrifici svolto in 60 anni per la famiglia (e per lo Stato stesso), non merita di essere abbandonato da quelle stesse istituzioni che ha contribuito ad alimentare. Gli anziani, di contro, possono essere una risorsa, se ben valorizzati, altro che un peso.

Perciò, Babbo Natale, in questo caso ti chiedo soltanto di portare in noi tutti un po’ di umanità, basterebbe quella per migliorare la condizione di chi si è preso cura degli altri, quando era in forze, e merita altrettanto, per una dignitosa e serena conclusione di questo percorso terreno.

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In ultimo, caro Babbo Natale, visto che abbiamo parlato di umanità, è obbligatorio fare un cenno alla violenza nelle sue articolate e infinite declinazioni, che sia sessuale, psichica, fisica, a danno di bambini, disabili o anziani, donne o uomini, indistintamente. Non è ammessa una differenziazione di sesso o anagrafica. La violenza è un atto vergognoso, è una barbarie che va perseguita ad ogni livello con pene più severe di quelle attuali. Ti chiedo, pertanto, di portarci anche questo, Caro Babbo Natale.

Adesso ti lascio, caro vecchio, avrai sicuramente moltissimo da fare in questi giorni e non voglio appesantire la tua lettura.

Con questa mia, in fondo, mi auguro di poter sensibilizzare ognuno di noi, me compreso, a porre più attenzione alle cose veramente importanti, a leggere nei nostri cuori ed a trasfonderne i principi nelle nostre menti. Che ognuno di noi, quindi, possa adoperarsi, attraverso la propria lettera di speranza, di promesse, ma anche di impegno personale, a rendere migliore l’anno che viene, prendendo spunto dagli esseri più puri e migliori di questo mondo, e facendo esattamente ciò che fanno loro in questi giorni: rivolgersi al vecchio, canuto, misterioso, di rosso vestito ed immortale Babbo Natale. Ma senza buonismi.

Tanti auguri.