Un Meccanismo unico di sostegno all’economia, spiegato per bene

scritto da il 31 Marzo 2020

Una fallacia frequente in tema di policy o più in generale nell’ambito del problem solving consiste nel suggerire soluzioni semplici a problemi complessi. Con riferimento ai necessari meccanismi di stimolo all’economia in fase di emergenza, è tuttavia plausibile che si indulga nell’eccesso opposto, ossia che vengano proposte soluzioni complesse e inutilmente articolate ad una questione più semplice di quanto si possa credere. Come illustrato in modo cristallino dall’ex presidente della BCE Mario Draghi, per evitare danni permanenti alla capacità produttiva e ai livelli occupazionali dei paesi europei è necessario un intervento rapido a supporto di famiglie e imprese, non condizionato dai criteri ordinari di erogazione, né limitato dalle normali possibilità di indebitamento dei governi. Inoltre, occorre evitare complicazioni e passaggi burocratici che rischiano di far arrivare l’aiuto quando è ormai troppo tardi.

Di seguito si propone un Meccanismo Unico di Sostegno all’Economia (MUSE), che durante il periodo dell’emergenza sostituisca tutte le altre misure di sostegno all’economia (dalla Cassa Integrazione al reddito di cittadinanza) ed operi attraverso il sistema bancario sotto forma di finanziamento garantito dallo stato che può essere convertito in sussidio.

Questo approccio consentirebbe di

  • Rilasciare in modo semplice e veloce le risorse perché non è previsto alcun tipo di istruttoria, ma solo la mera conferma da parte dell’INPS dello status del soggetto ricevente in termini di occupazione e fatturato recente
  • Semplificare in modo rilevante il sistema evitando ridondanze, duplicazioni o sovrapposizioni tra le diverse misure che rischiano di disorientare cittadini e le imprese
  • Circoscrivere in modo trasparente il perimetro dell’intervento eccezionale in modo da quantificarne l’entità in modo puntuale al termine dell’emergenza
  • Evitare disparità di trattamento tra diverse tipologie di operatori (piccoli vs grandi imprese, lavoratori indipendenti vs dipendenti etc)
  • Raggiungere ogni segmento del sistema economico in modo che nessuno sia lasciato indietro

La struttura del provvedimento

Si suggerisce la creazione di un Meccanismo Unico di Sostegno all’Economia (MUSE) mediante il quale è consentita a tutti gli intermediari vigilati da banca d’Italia la possibilità di concedere finanziamenti con garanzia statale alle famiglie e imprese italiane con le seguenti caratteristiche:

  • Tasso zero e rimborso dilazionato nel tempo a partire dal 2021
  • Garanzia integrale da parte dello stato (se non ripaga il debitore, ripaga lo stato)
  • Entità del finanziamento determinata in base alle caratteristiche della famiglia o dell’impresa secondo uno schema predefinito dal governo (di seguito la proposta di schema)
  • Possibilità esplicita che alcuni di questi finanziamenti siano in tutto o in parte trasformati in sussidi mediante attivazione anticipata della garanzia statale (il debitore è immediatamente liberato e il suo debito finisce nel bilancio dello stato)

Durante il periodo in cui è in vigore il MUSE tutte le altre forme di sostegno agli individui (reddito di cittadinanza, indennità di disoccupazione etc) e alle imprese (cassa integrazione) sono sospesi e sostituiti dal meccanismo stesso. Nello stesso periodo ferme restanti le disposizioni in materia di sicurezza e sanità è consentita la massima flessibilità ad imprese ed individui nella modifica delle proprie attività (es ristoranti si possono trasformare in servizi di consegna a domicilio), delle modalità di svolgimento delle stesse (anche all’esterno della propria sede, anche in orari diversi e variabili o su appuntamento)

In particolare il meccanismo garantisce:

  • A tutte le imprese un finanziamento fino al 90% del fatturato medio degli ultimi 3 anni ripartito su base mensile o trimestrale
  • Ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato del settore privato la possibilità di non essere licenziati fino alla fine del programma (es 31 dicembre 2020) con la garanzia che il corretto pagamento dei propri stipendi sarà assicurato dalla possibilità dei propri datori di lavori di accedere al finanziamento straordinario
  • Ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore privato e pubblico la garanzia che i propri emolumenti saranno pagati grazie alla possibilità dei propri datori di lavoro di ottenere accesso al MUSE e, in caso di mancato rinnovo del contratto, un finanziamento mensile, successivamente trasformabile in sussidio, fino all’80% dell’ultima retribuzione con una soglia minima e massima (es minimo 500€ max 2000€)
  • Ai lavoratori indipendenti un finanziamento mensile fino all’80% del fatturato medio degli ultimi 3 anni con una soglia minima e massima (es minimo 500€ max 2000€) potenzialmente trasformabile in sussidio con modalità da verificarsi successivamente
  • A tutti gli altri individui sprovvisti di un lavoro un finanziamento in importo fisso mensile parametrato al comune/regione  di residenza e al numero di figli o altri  familiari non autosufficienti (prevedento esplicite sanzioni aggintive in caso di abusi o false dichiarazioni)

Stante la garanzia dello stato, gli intermediari possono finanziarsi sul mercato per raccogliere le risorse attraverso i canali ordinari e con emissioni specifiche da tenere segregate in bilancio. Lo stato riconosce agli intermediari finanziari un contributo pari al costo del finanziamento (atteso che il corrispondente impiego avrà rendimento zero).

Il finanziamento è erogato previa certificazione dell’Inps che in alcuni casi può essere sostituito da autocertificazione.

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Considerazioni Conclusive

La ratio principale di questa proposta risiede nel trasmettere un messaggio di fiducia all’economia basato sulla possibilità offerta alle imprese in difficoltà di ottenere risorse immediate e sulla prospettiva per i lavoratori di mantenere il proprio impiego.

La scelta di erogare le risorse come finanziamento consente di lasciare aperta la possibilità, per i soggetti che avranno la disponibilità sufficienti per farlo, di rimborsare in tutto in parte quanto ricevuto, una volta che l’emergenza sarà passata. Va tuttavia evidenziato in modo chiaro che, in linea con quanto suggerito da Mario  Draghi il messaggio di fondo deve essere di massima apertura da parte del governo a farsi carico dei debiti contratti dal settore privato al fine di preservare la capacità produttiva del paese.

Un passaggio controverso riguarda sicuramente l’estensione dei benefici anche a soggetti “sconosciuti al fisco”, che potenzialmente potrebbero vivere ai margini della legalità, anche in un’ottica di giustizia sociale rispetto ai contribuenti onesti. A ben guardare le circostanze di eccezionalità che rendono necessario un provvedimento di questo genere dovrebbero far propendere per un estensione veramente universale delle misure di supporto, che in ogni caso rimangono circoscritte ad un intervallo di tempo limitato. In considerazione anche delle misure di solidarietà alle quali si assiste in questi giorni è lecito assumere che questo approccio incontri il consenso della maggioranza della popolazione.

Il carattere facoltativo della misura e l’abbinamento con misure di flessibilità se da un lato prestano il fianco a comportamenti potenzialmente opportunistici (che in ogni caso potrebbero venire sanzionati ex post), dall’altro offrono l’opportunità di reagire al momento critico anche con soluzioni creative, riconvertendo attività tradizionali e gettando le basi per trasformazioni che potrebbero diventare permanenti una volta passata l’emergenza sanitaria.

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