Il potere dei Virtual Influencer: quali vantaggi per i brand?

scritto da il 11 Ottobre 2023

Post di Nicolò Joswig, Msc Student in Marketing Management –

Non è un segreto che il marketing, dalla sua nascita ad oggi, sia notevolmente cambiato. E non lo è nemmeno il fatto che il suo focus, tradizionalmente ancorato al prodotto, si sia spostato verso il consumatore, o meglio alle esperienze e relazioni con lo stesso. Oggi, infatti, il consumatore non è più soggetto passivo nei processi di acquisto, ma anzi, soprattutto grazie ai vari ” Digital Channel”, si è evoluto in co-creatore della realtà.

L’Influencer Marketing ad oggi si è inserito alla perfezione in questo scenario, sfruttando la volontà dei consumatori di interagire e sentirsi parte del processo di scelta e acquisto, trovando un’appropriata connessione con le imprese e i concatenati brand. Esso nasce proprio come strategia di marketing che si avvale del così detto passa-parola, oggi veicolato da persone particolarmente influenti su un pubblico di riferimento ben definito, con lo scopo di promuovere un prodotto, un servizio, un’idea o qualsivoglia cosa a scopo promozionale.

Il fine principale dell’Influencer Marketing odierno è, infatti, proprio quello di mettere a profitto la “popolarità”, la considerazione, ma soprattutto la credibilità, degli influencer (sia umani che, oggi sempre più, virtuali) per aumentare la visibilità e la rinomanza di un brand e/o un’impresa, suscitando interesse (o ancor meglio coinvolgimento emotivo) e pertanto incrementando le vendite. Ed è uno strumento che si sta evolvendo insieme alla tecnologia a un ritmo assai più sostenuto dei brand, non sempre a conoscenza di tutte le novità in materia.

Influencer marketing, la presa di coscienza delle aziende

Nonostante ciò, nel corso degli ultimi anni, le imprese a livello globale si sono capacitate del fatto che questa strategia di comunicazione riveste un ruolo strategico nel percorso di sviluppo e crescita, specialmente per raggiungere target specifici (sia per età che per interessi) e per creare una relazione con i consumatori, con un logico aumento esponenziale degli investimenti in questo settore specifico.

In Italia, coerentemente con quanto appena detto, secondo quanto emerso da una survey condotta da UPA presso i propri associati, gli investimenti pubblicitari in Influencer Marketing sono aumentati nel 2022 dell’8% sul 2021, raggiungendo i 294 milioni di euro.

In aggiunta, in Italia, sempre secondo UPA, l’81% delle aziende farebbe ricorso a questa leva di marketing, con obiettivi differenti tra cui migliorare l’engagement, raggiungere nuovi segmenti di consumatori o accrescere la brand equity, a dimostrazione della diffusione di questa leva.

I Virtual Influencer: tra opportunità e gestione dei rischi

In questo panorama, il “così detto” influencer tradizionale, il personaggio di “successo” (riconosciuto dal suo pubblico di riferimento come tale), noto sui social network (con un seguito notevole) e molto seguito dai media, sia tradizionali che online, sembrerebbe il protagonista naturale.

Eppure, esistono altri personaggi, ancora sottovalutati soprattutto in Europa, che vanno, per alcuni aspetti, ben oltre i propri cugini “tradizionali”: gli influencer virtuali.

Essi, dall’inglese “Virtual Influencer”, sono influencer “alla pari” dei loro colleghi umani, con la loro storia, abitudini, modi di vestire e visioni del mondo. Sono però CGI (Computer-Generated Imagery), creati dunque da artisti digitali, animatori o agenzie tramite software avanzati (come ad esempio Houdini, Maya, Daz Studio o Blender).

Possono essere considerati personaggi “fittizi”, generati al computer, completamente personalizzabili in base alle esigenze del Brand o dell’azienda che li utilizza. Essi permettono però agli utenti, una volta postati sui social media, di interagire e scoprire servizi e prodotti.

Il vantaggio competitivo dei Virtual Influencer

Un Virtual Influencer può, dunque, incarnare per i brand un’occasione di relazione a lungo termine, senza i potenziali rischi del legare la propria immagine a un personaggio “reale”, libero di compiere azioni e scelte nella sua vita privata (che potrebbero potenzialmente arrecare danno all’immagine dell’azienda). Ogni influencer, infatti, rappresenta un ideale, ha una credibilità, un pubblico di riferimento e una risonanza ben differente e che è sensibile, e può essere soggetto direttamente, a una rapida ascesa o crollo della sua popolarità o credibilità a seconda delle sue azioni.

Questo porta i Virtual Influencer ad avere un notevole vantaggio competitivo rispetto ai propri concorrenti “tradizionali”, essendo controllati e gestiti in toto dal team che li ha creati; vanno, infatti, ad eliminare interamente l’imprevedibilità umana, non dipendendo da fluttuazioni della credibilità di figure spesso eccentriche.

Possono, inoltre, beneficiare di un ulteriore vantaggio non indifferente: vengono creati con una personalità e un aspetto fisico specifico, senza nessuna limitazione, se non quella delle abilità di “development” dei propri creator. Infine, essendo personaggi digitali, possono venire facilmente adattati alle necessità e richieste dei brand, rispondendo con immediatezza alle esigenze specifiche di un target o di una nicchia di mercato (o a particolari eventi e ricorrenze).

virtual influencer

Credits: Wando Agency (wando.io)

I dati confermano l’ascesa dei Virtual Influencer

E anche i dati supportano i brand nella scelta di questi personaggi virtuali. Secondo la piattaforma di Influencer Marketing HypeAuditor (Credits: “Brand Endorsement effectiveness”, 2021), gli Influencer virtuali raggiungerebbero un coinvolgimento con gli utenti di ben 3 volte superiore rispetto ai colleghi umani e secondo un’indagine di Influencer Marketing Factory del 2022 il 75% degli appartenenti alla GenZ dichiara di avere interesse verso questi personaggi.

Le nuove star, da Lu from Magalu e Imma Gram

In questo panorama sono già numerosi, specialmente oltreoceano, i CGI che hanno un seguito da veri Vip. Spicca tra tutti la Virtual Influencer Lu from Magalu che, con i suoi 6,5+ mln di followers su Instagram, è finita addirittura sulla copertina di Vogue Brasile a febbraio 2022 come la “più importante Virtual Influencer del mondo” e si è guadagnata il posto tra le 25 persone più influenti su Internet secondo il Time Magazine.

Tra i più importanti al mondo emergono anche Imma Gram (398 mila followers), Virtual Influencer di Tokyo che ha collaborato con brand fashion del calibro di Dior, Calvin Klein, Nike e Valentino oltre a Porsche, Amazon e Ikea, e Lil Miquela di Los Angeles (2,7+ mln di followers) la quale ha collaborato con Brand come Prada, Chanel, Alexander Mc Queen, Samsung e Haribo.

E in Italia? Ecco Wando e Eli e Sofi

Anche il mercato italiano,  seppur in misura minore rispetto all’America o al Giappone,  si sta muovendo in questa direzione con diversi Virtual Influencer “made in Italy” .Tra questi possiamo citare le prime gemelle virtuali create in Italia,  Eli e Sofi, le quali, con i loro 46,4 mila follower su Instagram e i loro capelli rossi  hanno vinto nel 2022 “l’Italian ambassador awards” per il settore fashion, il giovane meta Ambassador Wando (chiamami.wando) e sicuramente la chiacchieratissima Venere (venereitalia23), che con i suoi 277 mila followers su Instagram è ad oggi la virtual influencer più seguita d’Italia.

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Credits: Eli.Sofi.Twins e Wando (chiamami.wando)

E nonostante l’interesse di questi personaggi abbia toccato, secondo Google Trends, il suo picco ad Agosto 2022, andando poi ad adagiarsi su livelli di attenzione leggermente minori, sono molti i Brand nel campo della Moda che si sono avvalsi di questi speciali influencer anche in occasione della Milano e Parigi Fashion Week 2023.

Noonoouri indossa Gucci su Instagram

Varie sono state le influencer virtuali che per l’occasione hanno postato storie e post vestendo abiti delle nuove collezioni presentate alle sfilate live e catalizzando l’attenzione verso di loro. La virtual Model Noonoouri, ad esempio, ha sfilato sui suoi profili (da 400 mila followers su Instagram) con vari brand indosso, tra cui Gucci, Schiaparelli e Kendall Jenner x L’Oreal Paris.

Va infine considerato che la Moda Digitale esce più facilmente dagli schemi classici e permette, specialmente ai giovani, di identificarsi in modelli nuovi di fashion Industry, più attenti alle diversità, alla sostenibilità e ai movimenti sociali e giovanili. Insomma, è innegabile che il mercato dei virtual influencer, in pochi anni, si stia ritagliando un posto di grande rilevanza a livello globale, innovando un settore in forte crescita e, probabilmente, consegnando alle imprese una leva maggiormente controllabile e competitiva all’interno delle proprie strategie di comunicazione aziendale.