AI, ecco i 5 fattori che i business leader dovrebbero conoscere

scritto da il 28 Marzo 2024

Post di Tiziana Tornaghi, Managing Partner IBM Consulting Italia – 

Intelligenza artificiale e progresso tecnologico procedono di pari passo nella sfera culturale come in quella del business e della sua trasformazione, stimolando il cambiamento nelle organizzazioni di diversi settori, con un impatto su ogni aspetto della realtà aziendale – dai dati alle persone, dalle macchine ai modelli operativi.

Nel 2024 la tecnologia si affermerà sempre più come leva di trasformazione nelle aziende del nostro Paese, ed in questo contesto assume sempre più rilevanza il tema della fiducia, alla base di ogni organizzazione nei rapporti interni e in quelli esterni, con l’ecosistema dei partner e con i clienti. La fiducia è un fattore chiave anche nei processi di trasformazione aziendale, e, in particolare, nell’area dell’intelligenza artificiale.

La fiducia riveste un ruolo cruciale nel massimizzare i benefici derivanti dall’applicazione dell’AI nei vari settori del mercato, contribuendo a creare un ambiente in cui l’innovazione e la collaborazione possono prosperare. Tenendo conto delle specificità di ciascuna industria, è fondamentale sviluppare soluzioni personalizzate che rispondano alle esigenze uniche delle aziende, garantendo al contempo un approccio responsabile ed etico all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Il recente report dell’IBM Institute for Business Value Five Trends for 2024 mette in evidenza non solo le principali tendenze che plasmeranno il panorama di business ma soprattutto il ruolo decisivo della fiducia.

AI

(Who is Danny – stock.adobe.com)

1. Da “+AI” a “AI+”

Secondo lo studio IBV, i leader aziendali sono consapevoli dell’impatto trasformativo che l’AI può avere – il 75% dei CEO ritiene che l’AI non rappresenti più semplicemente una componente aggiuntiva volta all’automazione e all’efficientamento dei processi, bensì la ritiene essenziale per il successo del proprio business nel 2024, ridefinendo i processi e le professioni. Non sarà però sufficiente disporre delle sole funzionalità di AI per aggiudicarsi un vantaggio competitivo, ma sarà necessario un uso responsabile ed etico della stessa, massimizzando, al tempo stesso, il suo potenziale.

2. Chi farà leva sull’AI avrà maggiori opportunità

Entro il 2024, l’AI generativa farà percepire il suo impatto a tutti i livelli e a tutti i ruoli all’interno delle organizzazioni. L’adozione efficace dell’AI dipenderà dal coinvolgimento dei dipendenti e dalla capacità di coglierne le potenzialità e le sfide. Sarà quindi fondamentale lavorare sulla fiducia affinché sia i dipendenti sia i leader diventino sempre più consapevoli della centralità dell’AI per le persone e la tecnologia.

3. La conversazione sui dati supera i confini dell’IT e arriva nella C-Suite

In questo contesto, i dirigenti delle aziende devono essere certi che i dati, linfa vitale di ogni organizzazione, siano salvaguardati e protetti. Eppure, oltre la metà degli intervistati (57%) afferma che la sicurezza dei dati è un ostacolo all’adozione dell’AI generativa e, quindi, una tecnologia affidabile non può essere semplicemente una preoccupazione in termini di IT, ma un valore centrale che dovrebbe essere recepito dall’intera organizzazione: la fiducia in ogni interazione permette ai business leader di potenziare le capacità in ambito di rischi informatici e creare un percorso di valore per la loro organizzazione.

4. I modelli operativi sono flessibili, quindi, non rischiano rotture

I business leader vivono ormai in un contesto di incertezza e sono sempre più alla ricerca di modelli operativi affidabili, creati per adattarsi a un mondo che cambia: le dashboard che utilizzano l’AI generativa diventano ancora più sofisticate, consentendo visibilità e reattività rispetto alla gamma di attacchi in continuo aumento. I CEO più lungimiranti si stanno già muovendo in questa direzione, ma solo il 6% ha affermato che le proprie misure sono già completamente integrate in tutta l’azienda, collegate ai risultati, centrali nella strategia e allineate agli ecosistemi. Ciò è reso possibile abbracciando l’innovazione e la trasformazione digitale, garantendone così la resilienza e il successo nel lungo termine.

5. Gli ecosistemi non fanno parte della strategia, sono la strategia

I leader aperti all’innovazione hanno dimostrato di poter raggiungere un tasso di crescita del fatturato superiore del 59% rispetto ai loro pari, ecco perché gli ecosistemi affidabili diventeranno un vantaggio competitivo essenziale nel 2024. In questo contesto, le informazioni devono poter circolare liberamente nell’ecosistema ed è quindi fondamentale saper valutare in modo strategico i partner potenziali, considerando la loro capacità di mantenere una relazione solida, basata appunto sulla fiducia.

Anche in Italia comprendere e recepire questi trend consentirà ai business leader di posizionare le proprie aziende all’avanguardia nell’innovazione per competere nel mercato globale.

Per navigare con successo nel 2024 sarà importante sfruttare appieno le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, con un approccio che integri responsabilità, etica e collaborazione, così come puntare sul coinvolgimento del personale, sulla tutela dei dati e sull’agilità organizzativa. Inoltre, l’adozione di una mentalità aperta all’innovazione e alla cooperazione tra partner, clienti e fornitori porterà a una crescita sostenibile e a una posizione di rilievo nel mercato globale.