Le opportunità della ZES unica per il Mezzogiorno

scritto da il 19 Febbraio 2026

Post di Giuseppe Arleo, esperto in finanza agevolata e incentivi alle imprese e fondatore di Arleo & Partners

 

Due anni dopo la sua istituzione, la Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno si conferma come uno dei principali strumenti di politica pubblica per favorire lo sviluppo economico del Sud Italia, rafforzando il tessuto produttivo e attirando investimenti sia nazionali sia esteri.

Secondo i dati più recenti elaborati dalla Struttura di missione ZES unica, seguendo la metodologia di analisi di The European House-Ambrosetti, al 5 febbraio 2026 sono state rilasciate 1.080 Autorizzazioni uniche grazie alle quali si stima un impatto economico complessivo di circa 54 miliardi di euro. Tale importo comprende non solo gli investimenti diretti delle attività autorizzate, ma anche gli effetti indiretti e indotti sull’economia locale e nazionale.

Non meno significativo è l’impatto sull’occupazione: gli investimenti autorizzati sosterranno e genereranno nuova occupazione in tutto il territorio della ZES unica. Agli oltre 19.000 occupati diretti si aggiungono gli occupati indiretti e indotti, per un totale complessivo di oltre 54.000 posti di lavoro. Questo incremento costituisce un importante contributo al mercato del lavoro nel Sud, con potenziali effetti positivi anche sulle dinamiche demografiche e di mobilità interna.

Analizzando la distribuzione geografica degli investimenti, emerge che:

  • il 41% delle Autorizzazioni uniche riguarda progetti in Campania,
  • il 28% riguarda progetti in Puglia,
  • il 15% in Sicilia.

Questi dati mostrano come le tre regioni maggiormente popolate e con un tessuto produttivo più articolato stiano beneficiando in misura significativa dello strumento ZES, pur restando evidenti opportunità di crescita in tutte le altre regioni meridionali.

Per quanto riguarda i settori che trainano gli investimenti, i più rilevanti continuano ad essere: Elettronica & ICT, Made in Italy di qualità, Agroalimentare & Agroindustria, Automotive, Turismo; che complessivamente rappresentano circa il 72% degli investimenti complessivi autorizzati. Questo indica non solo una forte diversificazione dell’economia, ma anche un orientamento verso attività ad alto contenuto tecnologico e a valore aggiunto.

Una delle finalità strategiche più ambiziose della Zona Economica Speciale (ZES) è quella di diventare una piattaforma attrattiva per investitori stranieri, non solo per imprese italiane già consolidate ma anche per capitali internazionali che guardano al nostro territorio come sede di nuove iniziative produttive.

Tra i casi più esemplificativi di investimenti esteri in termini di valorizzazione delle opportunità del territorio e di impatti positivi generati troviamo:

  • Baker Hughes, azienda statunitense con una solida tradizione ingegneristica, profondamente radicata nelle catene del valore dell’energia e della tecnologia industriale. Grazie all’agevolazione burocratica permessa dal provvedimento di Autorizzazione unica è stato possibile, per l’azienda statunitense, estendere la sua capacità produttiva, con la costruzione di nuovi edifici industriali nei siti esistenti di Bari, in Puglia, e Vibo Valentia, in Calabria. Questi interventi fanno parte di un piano di investimenti da 300 milioni di euro annunciato da Baker Hughes, volto a rafforzare la propria attività nel settore della tecnologia industriale ed energetica in Italia.
  • Vestas, leader mondiale con una forte presenza nel settore eolico offshore del Regno Unito, sta investendo oltre 200 milioni di euro per la creazione id un Hub strategico a Taranto, in Puglia, per la produzione eolica offshore, a supporto di progetti in tutto il Mediterraneo e nel Nord Europa.

Un passo importante nell’evoluzione della Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno è stato compiuto con l’approvazione della Legge 18 novembre 2025, n. 171, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 19 novembre 2025 ed entrata in vigore il 20 novembre 2025. Con questa legge si sancisce l’estensione del perimetro della ZES unica alle regioni Marche e Umbria, allargando così il territorio potenzialmente interessato agli strumenti di semplificazione amministrativa e agevolazioni fiscali pensati per stimolare gli investimenti.

Questa estensione non è casuale: Marche e Umbria sono classificate dall’Unione Europea come “regioni in transizione”, ovvero territori che non rientrano tra le aree più sviluppate ma neppure tra quelle in forte ritardo strutturale. L’obiettivo di includerle nella ZES unica è proprio quello di favorire la creazione di condizioni più favorevoli per lo sviluppo industriale, ridurre i gap produttivi e attrarre nuovi capitali.

Proprio in ragione di tale classificazione, il Credito di Imposta per queste due regioni è limitato a quei territori di cui all’art. 107, lett. c., del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, indicati nella Carta di Stato degli aiuti a finalità regionale.

La legge n. 171/2025 introduce per Marche e Umbria le stesse misure di semplificazione e agevolazione già operative nel perimetro originario della ZES unica:

  • Autorizzazione Unica, che consente alle imprese di ottenere, mediante un’unica istanza tramite lo Sportello Unico Digitale (SUD ZES), un unico provvedimento che sostituisce tutti i principali titoli abilitativi necessari per insediarsi o espandersi, con procedure telematiche snelle e tempi ridotti.
  • Credito d’imposta per investimenti strumentali, a sostegno dell’acquisto di beni strumentali in aree ZES, con percentuali che variano in relazione alle dimensioni dell’impresa.

L’estensione della ZES unica non è solo un ampliamento geografico: essa rappresenta un modello di crescita economica inclusiva, concepito per offrire opportunità a territori che, pur non essendo tradizionalmente considerati nell’ambito delle politiche meridionali, affrontano sfide strutturali comuni, come la perdita di competitività industriale o la necessità di rinnovare le filiere produttive.

Per le Marche e l’Umbria, regioni con un tessuto economico fondato su piccole e medie imprese e su produzioni specializzate, l’accesso alla ZES unica può costituire una leva strategica per attrarre investimenti, creare occupazione qualificata e rafforzare la posizione competitiva nei mercati nazionali ed esteri.

Nel complesso, l’inclusione di Marche e Umbria nel perimetro ZES unica si inserisce in una più ampia visione di politica industriale che punta a utilizzare semplificazioni, incentivi fiscali e strategie di attrazione come strumenti per stimolare gli investimenti privati e l’occupazione, favorendo una crescita omogenea su scala nazionale.

In questo contesto di evoluzione e potenziamento dello strumento ZES si inserisce il protocollo d’intesa tra la Struttura di Missione ZES unica e l’Associazione Bancaria Italiana firmato il 5 febbraio, dal Coordinatore della Struttura di Missione, Giuseppe Romano, e il Direttore Generale dell’ABI, Marco Elio Rottigni.

Con questo accordo – afferma Romano – puntiamo a rafforzare in modo strutturato il collegamento tra le politiche pubbliche e il sistema bancario, così da rendere più efficace l’utilizzo delle agevolazioni disponibili e, allo stesso tempo, migliorare concretamente l’accesso al credito per le imprese che scelgono di investire nei territori della ZES.”

L’accordo prevede anche l’istituzione di un Tavolo permanente di confronto tra istituzioni e settore bancario, con l’obiettivo di intercettare i fabbisogni delle imprese e rendere più efficaci gli strumenti finanziari a sostegno degli investimenti produttivi nel perimetro della ZES unica.