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Ue, dallo storico sorpasso delle rinnovabili alla sfida dell’elettrificazione

Post di Claudia Guenzi, Head of Smart Infrastructure – Siemens Italia
Per la prima volta nella storia dell’Unione europea, l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili ha superato quella generata da combustibili fossili. Nel 2025 eolico e solare hanno coperto il 30% della produzione elettrica europea, contro il 29% delle fonti fossili. È un dato simbolico, ma soprattutto strutturale: segna il passaggio da una transizione annunciata a una trasformazione ormai in atto.
Questo sorpasso non rappresenta un punto di arrivo, bensì l’inizio di una nuova fase. Una fase in cui la sfida principale non è più soltanto aumentare la capacità installata da fonti rinnovabili, ma rendere il sistema elettrico in grado di assorbirne la crescita. In altre parole, la priorità diventa la capacità di gestire l’energia prodotta, distribuirla in modo efficiente e utilizzarla nei principali settori dell’economia.
La rapida diffusione delle rinnovabili, per loro natura non programmabili, sta modificando profondamente il funzionamento delle reti elettriche. Aumentano i flussi bidirezionali, la variabilità della produzione e la complessità operativa. È l’elettrificazione, oggi, a determinare la capacità del sistema europeo di integrare quote crescenti di rinnovabili senza compromettere sicurezza, affidabilità e qualità del servizio.
Elettrificare non significa semplicemente sostituire un vettore energetico con un altro. Significa ripensare il modo in cui l’energia viene utilizzata negli edifici, nei processi industriali, nella mobilità e nelle infrastrutture critiche. Significa trasformare carichi tradizionalmente passivi in elementi attivi del sistema, capaci di modulare i consumi, dialogare con la rete, integrare autoproduzione e sistemi di accumulo.
I dati confermano che questa consapevolezza sta crescendo. Secondo il Siemens Infrastructure Transition Monitor 2025, il 65% degli operatori del settore energetico individua proprio nell’elettrificazione il percorso più efficace per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. In Italia la percentuale è analoga e si accompagna a una forte attenzione verso le tecnologie digitali: il 74% degli intervistati considera smart grid e software di gestione della rete elementi chiave della transizione, mentre oltre la metà ritiene che sistemi autonomi e intelligenza artificiale possano contribuire in modo significativo a ridurre emissioni e costi operativi.
Per il nostro Paese questa sfida è particolarmente rilevante. L’Italia resta esposta alla volatilità dei prezzi del gas e alle tensioni geopolitiche, ma al tempo stesso registra una crescita significativa della generazione solare e un interesse crescente verso l’elettrificazione dei consumi finali. In questo contesto, la competitività non dipenderà solo dal costo dell’energia, ma dalla capacità di governare un sistema sempre più complesso.
Le reti di distribuzione sono il primo banco di prova: devono evolvere verso modelli digitali, flessibili e resilienti. Gli edifici, responsabili di una quota rilevante dei consumi energetici, possono diventare una leva fondamentale di efficienza grazie a sistemi di gestione intelligente capaci di ridurre i fabbisogni fino al 30%. Anche mobilità elettrica e grandi carichi, se correttamente integrati, possono contribuire alla stabilità complessiva del sistema.
Il sorpasso delle rinnovabili sui fossili segna un passaggio chiave, ma la sua tenuta dipenderà dalla capacità di tradurlo in infrastrutture, reti e consumi elettrificati. Per l’Italia, la transizione entra così in una fase più concreta, in cui esecuzione, investimenti e capacità di sistema diventeranno i veri fattori discriminanti.
