22 Ottobre 2017

Perché l'economia di domani sarà parecchio diversa da quella che abbiamo studiato

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Le grandi crisi del secolo scorso, quella del 1929 e la stagflazione degli anni Settanta, hanno prodotto un sostanziale cambiamento nella teoria macroeconomica e nelle politiche di governo degli aggregati macroeconomici. Dalla crisi del 1929 sono diventate centrali le ricette che si rifanno al lavoro di Keynes nella Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, basate sul controllo della domanda aggregata, sulla rilevanza della politica fiscale. Politiche che hanno funzionato abbastanza bene fino alla fine degli anni sessanta, quando il manifestarsi della stagflazione ha posto le basi per una critica, una rivisitazione,...

07 Ottobre 2017

Il dialogo, la tecnologia che ci serve davvero

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Email, Cellulari, Big Data, Intelligenza Artificiale, Internet of Things, Social Networks. Quando nelle nostre aziende pensiamo all'innovazione e alla tecnologia oggi sono queste le parole chiave che usiamo. Io credo che la tecnologia più potente e che fa la differenza oggi sia un'altra: il dialogo tra gli esseri umani. Da Wikipedia: Il termine dialogo (dal latino dialŏgus, in greco antico διάλογος, derivato di διαλέγομαι «conversare, discorrere» composto da dià, "attraverso" e logos, "discorso") indica il confronto verbale che attraversa due o più persone come strumento per esprimere sentimenti diversi e...

27 Settembre 2017

Lavorare troppo non è figo

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Il numero di ore lavorate, per chi lavora, in media, continua a calare, un po' ovunque: Ma dentro alla media c'è una parte dei lavoratori che invece lavora molte ore (qui i dati si riferiscono agli Stati Uniti): E chi lavora molte ore in media guadagna di più per ora: Quando una persona fa un lavoro che le piace, in cui trova soddisfazioni, economiche, di carriera, di cambiamento del mondo tramite il proprio lavoro, facilmente sposta il proprio tempo sul lavoro togliendolo al resto. Le motivazioni sono molto forti e abbastanza facili da capire, pur se difficili da accettare. I lavori belli sono adrenalinici, portano a un...

24 Settembre 2017

Solo l’economia che serve. Niente di più, niente di meno

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In passato ho partecipato a discussioni in merito a come realizzare un testo di economia sì profondo ma anche adeguatamente semplice, che aiutasse a diffondere una sufficiente cultura economica non “addomesticata”. Purtroppo le idee tendevano sempre verso forme di “economics for dummies” in realtà più banali che semplici, francamente insoddisfacenti. Grazie alla mia amicizia con il professor Enrico Colombatto, ho potuto prima leggere The economics you need e poi offrirmi a supporto della sua versione italiana recentemente pubblicata: L’economia che serve. Ritengo che questo libro offra finalmente un adeguato equilibrio tra...

03 Maggio 2017

Cosa deve succedere perché Macron sia in grado di governare

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Pubblichiamo un post di Christopher Dembik, head of Macro Analysis di Saxo Bank -  "Non vi è alcuna controversia tra il Ministro delle Finanze e me. Per una semplice ragione che riguarda in particolare la difesa. Io decido e lui fa ciò che io decido”. Jacques Chirac, 14 luglio 2004 Le cinque principali deduzioni dalla prima tornata elettorale: 1 - Diversamente da quanto è accaduto ai tempi della Brexit e delle elezioni USA, i sondaggi in Francia hanno dimostrato di essere altamente attendibili. E’ stata infatti utilizzata una metodologia che ha ridotto al minimo il margine di errore. 2 - Il Front National ha perso...

03 Maggio 2017

Che succede se vince Marine Le Pen? Lo spiega la macroeconomia del populismo

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La novità assoluta delle elezioni presidenziali in Francia è che due candidati non appartenenti ai partiti tradizionali, socialista e repubblicano (ex-RPR e UMP), si sfidano al ballottaggio. Marine Le Pen, candidata del Front National, ha per la prima volta dal dopoguerra serie possibilità di portare il partito alla vittoria. Il programma di governo, descritto nei famosi 144 punti, si basa essenzialmente sulla narrativa del popolo contro le élite, sul restituire finalmente alla popolazione francese, alla sua classe media impoverita, la dignità che la globalizzazione, le élite finanziarie ed economiche le hanno tolto. Tale...

30 Aprile 2017

All'economia serve un colpo di reni a livello di legalità e spirito civico, parola di startupper

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Un italiano per lanciare lo streaming di nuova generazione. In questi giorni si discute spesso di problemi di valorizzazione di contenuti. Sia articoli che video. Ho pensato di andare a fare due chiacchere con qualcuno che le informazioni, i concetti di fact-checking e i dati sa cercarli, usarli e gestirli. Adriano Farano è uno dei tanti italiani che si è rotto le scatole dell’Italia. Ha preso valigia e sogni e ha fatto un salto fuori. Fondatore di Watchup (che ha venduto di recente all’emergente Plex), oggi è head of content di Plex, gruppo americano di media streaming in forte ascesa. Partiamo dall’inizio per capire cosa ha...

20 Aprile 2017

Sostiene Viesti che Milano non è affatto la locomotiva del Paese

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Edoardo Garibaldi a colloquio con l'economista e saggista Gianfranco Viesti - “Il Nord è diverso dal Sud, ma anche Genova è diversa da Treviso”. Per Gianfranco Viesti, professore di Economia applicata all’Università di Bari le differenze interne all’Italia sono sempre state grandissime e continuano ad esserlo. Dovevamo parlare delle “diverse Italie”, di come le ruote del carro italiano girino a velocità differenti. Le differenze tra il prodotto procapite di Milano e quelle di Vibo Valentia sembrano però non interessarlo affatto. Tiene questi dati piuttosto come tappeto su cui appoggiare quello che ritiene più...

08 Aprile 2017

Il giornalismo non è ancora morto. Evviva il giornalismo. Sì, ma quale?

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Eh sì, il giornalismo (e di conseguenza i giornalisti) non sono morti o estinti. Si deve ammettere tuttavia che i media (specie le testate cartacee) vivono una crisi profonda. Solo per citare lo scenario italiano i dati (YoY) diffusi paragonando ottobre 2015 e ottobre 2016 dimostrano un calo generalizzato rispetto all’anno precedente. Calo significa meno soldi in pubblicità. Seguite il mio ragionamento: a meno che non mi sbagli, meno lettori, implica che gli inserzionisti avranno meno interesse ad acquistare la pubblicità sulla testata, ergo maggior tensione del dipartimento commerciale, ergo ricavi che decrescono. Questo

28 Marzo 2017

Il futuro a mille quattrocento euro al mese

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Pubblichiamo una lettera al blog di Alessandro Capocchi, associate professor of Business Economics all'Università di Milano Bicocca - Caro Econopoly, poche settimane fa ho incontrato, insieme ad un imprenditore titolare e fondatore di una piccola azienda familiare toscana, operante nel settore della meccanica specializzata, un giovane ingegnere per valutarne la possibile assunzione. L’incontro è stato fatto a tarda sera per consentire all’ingegnere di terminare la propria giornata lavorativa presso una multinazionale straniera operante nello stesso settore e raggiungerci: il cv, arrivato tramite un’amica, aveva ricevuto la...