15 Marzo 2017

Rivoluzione e-banking, tanto per (non) cambiare l'Italia è in forte ritardo

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Prendendo in considerazione i dati diffusi dalla BCE sui 28 paesi dell’Unione Europea, si osserva che la redditività bancaria negli ultimi anni è stata particolarmente bassa. La media semplice del ROE, ovvero l’utile espresso in percentuale del capitale, di tutti i paesi dell’UE28 per il periodo compreso tra il 2010 e il 2015, è stata negativa per quattro punti percentuali. Tra i principali paesi europei la Francia ha registrato un modesto +6%, UK +3%, Germania +2%, Spagna 0% e infine l’Italia -4% (grafico 1). Molto negativo è stato il risultato delle banche cipriote e slovene (-28%), così come di quelle croate (-15%) e...

27 Febbraio 2017

Anche l'economia mondiale sente la primavera (e va più del previsto, per ora)

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Pubblichiamo un post di Fedele De Novellis, partner ed economista senior di REF Ricerche La congiuntura economica internazionale nel corso degli ultimi anni ci ha abituati a mutamenti di tendenza anche repentini. Dopo diverse false partenze e accelerazioni mancate, le delusioni subite hanno portato gli analisti a formulare valutazioni sempre più caute sulle chances di recupero dell’economia. Questo è vero in particolar modo nel caso dell’Italia. Lo scetticismo è quindi d’obbligo, tanto più all’inizio di un anno, come il 2017, che parte all’insegna di rilevanti fattori di incertezza: 1- le incognite legate alle...

27 Giugno 2016

I tassi bassi della Bce e l'evoluzione delle finanza pubblica italiana

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Se i risparmiatori italiani piangono, il governo almeno ride. I tassi rasoterra, infatti, hanno consentito un calo rilevante della spesa per interessi che Bankitalia, nella sua ultima relazione annuale, riferendosi al triennio 2013-15 stima in circa 30 miliardi di euro. La qualcosa per un paese come il nostro che paga decine di miliardi di euro per servire il proprio debito pubblico è sicuramente una buona notizia. Si potrebbe discutere, semmai, su come il governo abbia utilizzato questa imprevista congiuntura positiva, e per farlo dobbiamo osservare come la nostra finanza pubblica si sia evoluta negli ultimi tre anni. Cominciamo dai...

17 Giugno 2016

Perché i risparmiatori italiani pagano un conto più salato e come possono consolarsi

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Un approfondimento, contenuto nell’ultimo bollettino economico della Bce osserva l’effetto dei tassi bassi sui ricavi netti da interesse per le famiglie. Scorrendolo acquisiamo diverse informazioni – alcune delle quali era facile immaginare – e ne possiamo dedurre altre. Partiamo da un principio generale: una politica di bassi tassi di interesse favorisce i debitori e svantaggia i creditori. I primi perché possono prendere a prestito risparmiando, i secondi perché devono contentarsi di dare a prestito ai tassi che offre il mercato, ricordando che chi vuole un maggior rendimento deve rischiare di più. Questa premessa ci...

16 Maggio 2016

La BCE può controllare le insolvenze, non l’inflazione

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Pubblichiamo un post di Emiliano Brancaccio e Thomas Fazi. Brancaccio insegna Economia politica ed Economia internazionale presso l’Università del Sannio; ha pubblicato articoli su svariate riviste accademiche internazionali. Fazi è saggista, giornalista, traduttore e autore di documentari. Scrive di questioni europee per testate italiane e straniere - Le politiche monetarie “non convenzionali” non stanno dando i risultati sperati. Il quantitative easing, così come le manovre tese a portare i tassi d’interesse nominali verso lo zero o addirittura a livelli negativi, non appaiono in grado di sospingere l’inflazione e...

12 Maggio 2016

Quando lo stimolo monetario si rivela un freno al credito (e non solo)

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Il tasso di interesse è ormai trattato come qualcosa di fastidioso, da eliminare se si vuole che le cose migliorino. Ci è stato insegnato che per stimolare l’economia le Banche Centrali devono abbattere i tassi manovrando quelli sotto diretto controllo: più basso costo dei fondi → sostenibilità dell’indebitamento per consumo, redditività dei business → maggior domanda di credito → banche invogliate ad assecondare la domanda data maggior sostenibilità e redditività. L’altra possibilità è riempire le banche di liquidità “costringendole” a prestare, così che l’incremento dell’offerta tiri giù i tassi di...

05 Luglio 2015

Grexit, chi ci guadagna?

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Si può discutere se la Grexit, l'uscita della Grecia dall'Eurozona, possa essere più o meno probabile dopo un SI o NO al referendum. C'è chi sostiene che il NO può rafforzare la posizione di Tsipras nel negoziato e spingere, quindi, i creditori a un atteggiamento più conciliante sulla cancellazione del debito. La mia impressione, invece, è che il "Greek Team" abbia irritato a tal punto gli europartner che con una vittoria del NO le probabilità di Grexit aumentino notevolmente. Questo può avvenire in due modi: la BCE cessa di fornire liquidità attraverso l'ELA (Emergency liquidity assistance), sostenendo (ragionevolmente) che...