Il Bitcoin non è ancora morto. Qual è il suo segreto?

scritto da il 12 Maggio 2020

La tenue luce e l’aria primaverile lo accarezzavano.

Due gabbiani volavano all’orizzonte alla ricerca di cibo.

Il sole incendiava il mare e migliaia di sfumature prendevano vita.

Il nostro amico era lì. Era ancora lì.

Amava i tramonti.

E rifletteva. Rifletteva a fondo.

Quante sfumature! Soleva esclamare ad ogni tramonto. Troppe.

E se fosse un algoritmo ad osservarlo? Il tramonto?

Quante combinazioni di colori troverebbe?

Se lo chiedeva oramai da diversi giorni. Perché noi umani siamo limitati, l’occhio umano vede solo una piccola parte della realtà.

La radiazione elettromagnetica emessa dal sole contiene un ampio spettro di lunghezze d’onda, eppure, noi possiamo percepire solo alcune parti.

Lo spettro del visibile.

Il prezzo del bitcoin aveva toccato nuovamente i 10000 dollari. 10020. 9994.

E poi – dopo 7 minuti – era tornato a valere circa 8000 dollari e qualcosa.

 

bitcoin-giu

Perché i trader si aspettavano il tanto famigerato halving . Avevano investito sull’aspettativa e venduto poco prima che si avverasse. Capitava spesso in questo piccolo mondo finanziario.

La disoccupazione negli Usa non era mai stata tanto alta dai tempi delle grandi guerre e della Grande Depressione. 14.7%.

Ma il mercato americano continuava a salire. Perché?

Larry Fink, Ceo di BlackRock, affermava che ci sarebbe stata inflazione post Coronavirus. Le banche centrali avevano inondato di liquidità i mercati.

E la domanda era, qualora avesse avuto ragione, cosa si sarebbero inventate le banche centrali successivamente?

Ma andiamo con ordine. Anzi, iniziamo con un po’ di numeri.

Medallion, il fondo creato dal grande scienziato Jim Simons , tra il 1988 e il 2018 ha reso più di tutti gli altri. Nessuno escluso. Né Soros e né tantomeno Warren Buffett hanno fatto di meglio.

Il 40% circa di rendimento annualizzato.

E durante la crisi? Quella del 2008 +100% e mentre il coronavirus colpiva duramente i mercati finanziari, Medallion rendeva il 24%.

Come è possibile?

Torniamo al tramonto.

Il nostro amico ne era estasiato. Il divino artista lo dipingeva ogni sera. E ogni sera diverso.

Le sfumature coglievano impreparati i suoi occhi e il cervello non riusciva a seguirle tutte.

Poi, di colpo, un’idea.

“Se Madre Natura comunica in linguaggio matematico, ogni fenomeno, ogni comportamento può essere compreso e studiato attraverso la matematica. E sarebbe tutto più chiaro”.

Facile, no?

Il nostro amico pensava a quando con il nonno si divertiva a lanciare i sassi sul mare.

Il sasso colpiva l’acqua e si formavano degli anelli.

Fin da bambino provava a cercare una spiegazione per tali fenomeni, eppure il nonno non sapeva dargliene. Né lui e neanche i suoi amici.

Si divertiva così a colpire l’acqua con sassi di diverse dimensioni e giocava, studiava, le varie dimensioni degli anelli. Essi prendevano vita e poi scomparivano. Ma l’impronta forse restava.

Era un seme che cresceva lentamente dentro di lui.

La consapevolezza che ci fossero equazioni che regolavano il tutto. Dalla più piccola cosa alla più grande.

Ovviamente, tanto più i fenomeni appaiono semplici quanto più gli algoritmi complessi sono in grado di comprenderli al meglio. Ad avvicinarsi a quella famosa equazione che li regola.

Ed è proprio per questo che, molto probabilmente, Medallion ha deciso di entrare nel mondo del trading su bitcoin.

La narrativa, infatti, prosegue e sembra che i trader bitcoin siano ancora per lo più geek e appassionati. E tra l’altro giovanissimi.

Una psicologia probabilmente più semplice da leggere da macchine che riescono a guardare molto più in profondità rispetto agli esseri umani.

“Perché il bitcoin continua a resistere?”

Se lo domandava ancora il nostro caro amico.

Fior fior di economisti avevano previsto la sua fine, eppure sembra giocare con la finanza tradizionale, incurante delle sue opinioni.

È anarchico per sua natura. Questo lo si sa.

Ovviamente resiste perché qualcuno, tanti, continuano a crederci.

E in cosa credono?

Nella tecnologia i puristi. Nell’aumento di valore i giovanissimi e alcuni hedge fund – vista la possibile inflazione prevista – e in un nuovo paradigma alcuni grandi fondi di Venture Capital. Come ad esempio il gigante Andreessen Horowitz 

Ma vediamo un po’ i numeri.

Il 2019 è stato un anno deludente per le blockchain startup.

Gli investimenti in questo settore, e mi riferisco all’ultimo trimestre del 2019, sono crollati del 36% rispetto all’anno precedente.

Sono pochissime le applicazioni blockchain che hanno preso davvero piede, ad esclusione delle startup che si occupano di trading di criptovalute. Queste ultime, infatti, sembrano essere le poche a sopravvivere con profitto.

Mentre la “Crypto – Valley” è stata aiutata dal Governo Svizzero per circa 100 Milioni di dollari durante la pandemia. Una somma che. però, riuslta essere stata insufficiente.

funding-blockchain

Interessanti anche i dati “geopolitici”.

Nel 2015, il 51% delle operazioni di investimento era destinato a startup americane e solo il 2% a quelle cinesi. Ad oggi gli investimenti negli Stati Uniti segnano un crollo di oltre il 30%, a differenza della Cina, dove crescono del 22%

Come mai?

Forse perché la Banca Centrale cinese sta pensando ad una criptovaluta di Stato.

Ma la verità è che sono passati più di dieci anni da quando il bitcoin è nato.

In questo periodo, probabilmente, sta salendo vista anche l’attenzione mediatica sul fatto che, a breve, i minatori potranno minare meno bitcoin. L’offerta si riduce sempre di più.

Il bitcoin era nato dalle ceneri della crisi finanziaria del 2008 ma durante il Coronavirus seguiva i mercati. Scendeva tanto anche lui. E poi ha ripreso a salire insieme ai mercati.

Non si comporta, dunque, almeno ad oggi, come una sorta di bene rifugio. Non sembra essere correlato a nessun asset in maniera significativa.

Ma se ci sarà inflazione, il bitcoin potrebbe tornare ad essere uno strumento monetario. Chissà.

Attualmente è pura tecnologia.

Il denaro può viaggiare da una parte all’altra del globo, grazie alla blockchain, in maniera sicura ma anche senza troppa trasparenza.

Ma fin tanto che i regolatori non si pronuncino resterà comunque una nicchia.

Si era fatto tardi e il nostro amico rimase ancora lì.

Ancora per un po’.

Osservava le stelle.

E la luna illuminava il suo pallido volto.

Non riusciva, ad occhio nudo, a farsi un’idea di quello che stava accadendo nell’universo.
Scrutava, scrutava a fondo. Ma nulla.

Tanti puntini di luce che brillavano. Ma erano il riflesso di un passato oramai lontano anni luce.

Nello stesso istante un gruppo di astronomi, anzi, potenti macchine create in collaborazione con gli astronomi scansionavano la galassia alla ricerca di qualcosa di insolito.

Fenomeni che l’occhio umano, neanche attraverso un grande telescopio, sarebbe mai riuscito a trovare.

Macchine simili a quelle di Jim Simons che, anche in questo momento, studiano e analizzano le serie storiche dei prezzi o di altre variabili del bitcoin o di altri titoli azionari.

Come?

Migliaia di algoritmi molto probabilmente celano equazioni eleganti e dotate di una particolare bellezza. Invenzioni. Scoperte scientifiche e così via. Essi scrutano anche da più dimensioni quelli che potrebbero essere pattern o anomalie del mercato.

Era difficile da accettare. Anche per lui.

Il sonno tardava ad arrivare, sospeso da una riflessione ad un’altra, in attesa di un nuovo fenomeno.

Che non avrebbe mai potuto afferrare.

Twitter @simeoneantonio1