La sostenibilità si fa dall’alto o dal basso? Un po’ di storia e qualche idea

scritto da il 15 Maggio 2023

Post di Silvano Joly, young boomer torinese, Business Development Director di Altea Federation. Già Manager presso Innovation Leader come PTC, Reply, Sap, Dassault Systemes, Centric Software, Syncron e in Aziende pre-IPO, collabora con varie Università Italiane ed è mentore pro-bono di start-up high-tech, oltre che amico da sempre della Piccola Casa della Provvidenza (Cottolengo), il più antico istituto dedicato all’assistenza di persone con gravi disabilità.–

Lo scorso 22 aprile è stato celebrato l’Earth Day (Giornata Mondiale della Terra), una manifestazione annuale che dagli anni 70 raduna ogni anno milioni di persone in tutto il mondo a sostegno dell’ambiente, mettendo in luce le azioni urgenti da attuare per salvare il nostro pianeta.

Kathleen Rogers, Presidente di EarthDay ha ricordato che mentre dobbiamo esigere che i nostri leader mondiali si impegnino sul versante climatico con misure su scala globale, il vero cambiamento può anche arrivare “dal basso”, mettendo in pratica azioni quotidiane che possono, nel tempo, salvaguardare l’ambiente e il pianeta che ci ospita. Sono anche state censite le 10 azioni ceh vanno nella direzione della sostenibilità e che ognuno può singolarmente intraprendere:

1.Ridurre il consumo di acqua,

2. Muoversi a piedi, in bici o con i mezzi,

3. Non sprecare energia elettrica,

4. Consumare meno carne e pesce,

5. Riciclare di più per produrre meno,

6. Utilizzare meno carta,

7. Acquistare mobili di legno certificato,

8. Scegliere prodotti biologici,

9. Usare prodotti di pulizia organici,

10. Ottimizzare i sistemi di riscaldamento/raffreddamento.

Un poco di storia

Sostenibilità deriva dal latino sustinere: sostenere, difendere, favorire, prendersi cura, conservare.

Nella concezione moderna il termine venne adottato ufficialmente nel 1987 a Stoccolma con il rapporto Our Common Future, conosciuto anche come Rapporto Brundtland, dal nome di Gro Harlem Brundtland, che era presidente del WCED, la Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo, attraverso il concetto di sviluppo sostenibile. La definizione era: “Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.”

Questa prima definizione non parla di ambiente o di energia ma piuttosto del benessere delle persone e della qualità ambientale presente e futura, mettendo in luce il principio etico della responsabilità da parte delle generazioni odierne nei confronti di quelle future.

Durante la Conferenza di Stoccolma si parlò in primis di degrado ambientale e inquinamento. Successivamente, nel 1992, si tenne a Rio de Janeiro la Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo, chiamata anche Earth Summit Summit della Terra, un evento globale dove i capi di Stato affrontarono per la prima volta le problematiche ambientali.

La Conferenza diede vita all’Agenda 21, un documento assai complesso che sancisce la necessità di cambiare radicalmente strada, invertendo la rotta industriale e capitalistica che ha aumentato il gap economico tra nazioni e strati di popolazione all’interno delle nazioni stesse, che ha incrementato povertà, fame, malattie, e analfabetismo deteriorando gli ecosistemi da cui il mantenimento della vita sul pianeta dipende. Dal 1992 il termine sostenibilità è stato progressivamente adottato da politica, finanza, media e sono nate molte organizzazioni che operano a vari livelli in questo ambito.

Prima di Greta

All’UNCED di Rio anche un altro fatto molto importante: la dodicenne Severn Cullis-Suzuki pronunciò un discorso che lasciò senza parole i leader mondiali convenuti al Summit e tutti noi che lo ascoltammo in TV. Proprio così: 110 capi di Stato e Premier, 2.500 rappresentanti di organizzazioni ed enti internazionali e lei: una dodicenne che è ormai “la bambina che zittì il mondo per 6 minuti”.

Il discorso che zittì il mondo

Severn aveva iniziato il suo impegno alle elementari parlando in classe di ciò che stava accadendo all’ambiente, figlia di un genetista e una scrittrice, a 9 anni fondò l’organizzazione ECO (Environmental Children’s Organization) con cui raccolse i fondi per partecipare alla Conferenza dove in 6 memorabili minuti tenne un discorso che parlava della questione ambientale come di un’eredità, non voluta ma “inflitta” dai genitori ai figli. Vale la pena leggerne alcune frasi, che ancora 20 anni dopo ci scuotono nel profondo e ci invitano a riflettere:

“Venendo a parlare qui oggi non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro. Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o qualche punto sul mercato azionario. Sono qui per parlare a nome di tutte le generazioni future.

Sono qui per parlare a nome del numero infinito di animali che stanno morendo nel Pianeta, perché non hanno alcun posto dove andare.

Ho paura di andare fuori al sole ora, a causa dei buchi nell’ozono. Ho paura di respirare l’aria, perché non so quali sostante chimiche contiene. Vi siete mai preoccupati di queste cose quando avevate la mia età? Tutto questo sta accadendo sotto ai nostri occhi, e tuttavia agiamo come se avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni.

Se tutti i soldi spesi in guerre…

Sono solo una bambina, tuttavia so che siamo parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone; per la verità, 30 milioni di specie. Non riesco a smettere di pensare che quei bambini hanno la mia stessa età, che il posto dove nasci fa un’enorme differenza, che io avrei potuto essere una di quei bambini che abitano nelle favelas di Rio. Potrei essere una bambina che muore di fame in Somalia, o una vittima di guerra in Medio Oriente, o una mendicante in India.

Sono solo una bambina, tuttavia so che se tutti i soldi spesi in guerre fossero spesi per cercare risposte ambientali, fermare la povertà e siglare accordi, che posto magnifico sarebbe questa Terra! Mio padre mi dice sempre: “Sei quello che fai, non quello che dici”. Bene, quello che voi state facendo mi fa piangere la notte. Continuate a dire che ci amate.

Ma vi sfido, per favore, a far in modo che le vostre azioni riflettano le vostre parole.”

Un discorso attuale, attualissimo che innesca il paragone con Greta Thunberg per la quale Severn ha dichiarato: “Greta è brillante. È riuscita a coinvolgere tanti giovani e questo è un risultato straordinario. Lei chiede un cambiamento radicale. Chi realizza grossi benefici economici dalla situazione attuale, invece, sta provando a delegittimarla. Mi preoccupano i toni con cui viene criticata, soprattutto dai cittadini dei Paesi occidentali che sono i maggiori responsabili della distruzione ambientale. Abbiamo bisogno di giovani come Greta perché sono la voce della verità.”

Una nuova era?

Dal ‘92 ad oggi abbiamo visto un fiorire di iniziative, movimenti e azioni governative e popolari: accanto agli SDG le mille iniziative ambientali, di raccolta rifiuti, di lotta alle plastiche in un lungo elenco. Ma a riguardo può valer la pena riflettere sui valori di un movimento la cui origine è collocata nel 1967: la New Age che immaginava come l’umanità si preparasse ad un nuovo ciclo, più positivo, più consapevole, più spirituale, meno materiale, l’era dell’Acquario.

Anche David Attenborough che certo non è un hippie, alla cerimonia di apertura di COP26, ha spiegato che oggi noi, ognuno di noi, ha gli strumenti, la conoscenza, le risorse per poter far fronte a questo cambiamento, perché noi e le future generazioni possiamo contare su un futuro diverso da quello a rischio di estinzione.

sostenibilità

Il discorso di David Attenborough nel 2021

Il mondo va male ma mai come oggi così tante persone sanno leggere e scrivere, hanno abbastanza cibo e accesso ad Internet, posso viaggiare, grazie all’immenso bagaglio di conoscenze, alla tecnologia e alle risorse a una rete planetaria di condivisione in tempo reale che diffonde buone pratiche per un vivere sostenibile nelle metropoli, ai singoli individui ed alle comunità tribali.

Speriamo siano le nostre Pietas e Umanità a farci gestire il mondo nella quotidianità, impegnarci al benessere nostro ed a quello mondiale in modo contemporaneo: con l’impegno di tutti sarà facile progredire.

Sostenibilità bottom up?

Abbiamo detto che molto dipende da noi. Senz’altro: le nostre generazioni vivono nell’Antropocene, la prima epoca geologica la prima ad essere caratterizzata dall’impatto dell’uomo sul pianeta. L’uomo ha modificato l’habitat per millenni senza saperlo, ma siamo consapevoli dell’enorme impatto che insediamenti urbani hanno sul patrimonio territoriale, paesaggistico e ambientale. Oggi i produttori di energia, la finanza, i governi sono intenti in mille piani top-down: produrre energia fotovoltaica/rinnovabile, cambiare tipo di auto e re-ingegnerizzare città, utilizzare solo sistemi di pagamento on-line e criptovalute.

Ma occorrono e vanno inventate iniziative personali, consapevoli, di riduzione dei consumi, va avviato un processo bottom-up che dal basso influisca sull’insieme del mondo e sulle posizioni di vertice, salvando il mondo senza rivoluzioni ma anche con cambiamenti individuali. Ecco alcune idee.

Upcycling

Il termine è attribuito a Reiner Pilz che nel 1994 dichiarò: “Il riciclo io lo chiamo down-cycling. Quello che ci serve è l’up-cycling, grazie al quale ai vecchi prodotti viene dato un valore maggiore, e non minore”. Quindi siamo in una posizione diversa rispetto al riciclo, che fa tornare un oggetto alla stessa funzione o a trasformarsi ma perdendo valore: upcycling, invece, significa riutilizzare un oggetto creando un prodotto di maggiore qualità, altro uso anche in un contesto completamento diverso.

Ed ecco che nascono gli zaini di Gomito a Gomito il laboratorio sartoriale interno alla sezione femminile della Casa Circondariale Dozza di Bologna che produce solo prodotti confezionati recuperando, attraverso idee originali e sempre nuove, materiali considerati di scarto, per dare ad essi una seconda vita.

Interessante anche la realtà torinese di Custom regeneration che gestisce la supply chain e propone una serie di prodotti realizzati con materiali altrimenti destinati alla discarica e che invece vengono reinventati da un network di artigiani e creativi e che sono esposti negli spazi GreenPea e on line.

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Rigenerazione Biologica e smart building

Non tutto si può riciclare o rigenerare: dal mondo del BioTech arrivano interessanti risposte per la sostenibilità. Ad esempio, quella di ABS, next big think in rapida crescita che ha sviluppato una gamma di prodotti che fonde chimica, biologia e ingegneria e utilizza batteri allevati per mangiare letteralmente i rifiuti organici, le sostanze bio-inquinanti, idrocarburi e alghe in modo da non dover più utilizzare sostanze chimiche, ad esempio, per sturare una conduttura istruita.

Sul loro sito c’è anche un calcolatore che permette di simulare quanto si può risparmiare gestendo le proprie toilette con uno dei loro prodotti ed un video che illustra come sia possibile ridurre le otturazioni dei servizi igienici usando batteri invece che prodotti chimici aggressivi come la soda caustica che è oggi usata ampiamente e che si riversa nelle falde ed in mare assieme a urea ed altri inquinanti che i batteri di ABS dissolvono in modo del tutto naturale.

Il calcolatore di Advanced Bacterial Solutions

Sul tema smart-building e sostenibilità domestica, BuildingMinds fornisce una piattaforma che consente di gestire un portafoglio immobiliare coprendo tutte le esigenze: report ESG, calcolo del rischio di carbonio, pianificazione del “retrofit”, performance del portafoglio, gestione dello spazio, allineando esigenze aziendali e futuro sostenibile. Schindler, che ha collaborato allo sviluppo del verticale, oggi dispone di una visione d’insieme di tutto il patrimonio Real Estate del gruppo, ad usare sensori IoT in tempo reale per il monitoraggio energetico e del benessere ambientale tramite KPI per illuminazione, umidità, qualità dell’aria, ecc.

Ancora, a pochi passi da Torino c’è Finder, società tutta italiana leader nel settore elettrotecnico che alle soluzioni industriali ha affiancato una gamma completa per realizzare la cosiddetta Smart Home: prodotti ideati per la centralizzazione delle tende/tapparelle elettriche senza lavori di muratura,  il comando di luci e impianti di riscaldamento/condizionamento a più zone, la creazione semplice di prese ed impianti controllabili in remoto (smart plug) e il controllo di porte e portoni con elettro-serrature, al fine di garantire il massimo comfort abilitando una gestione sostenibile e low cost di un appartamento.

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La Finder electric car che ha visitato oltre 90 città per promuovere la Smart Home

Moda Sostenibile, le ultime da Firenze

Sappiamo che il settore del lusso e della moda è tra i più inquinanti al mondo, non si contano le statistiche e le metriche negative: il 30% per cento di ogni collezione viene distrutto, solo il 10% di un guardaroba viene indossato almeno 10 volte.

Lo scorso 20 aprile all’evento e-P Summit di Pitti Immagine, oltre 30 aziende hanno proposto un ricco programma di tavole rotonde, interventi e presentazioni, con ospiti che hanno condiviso le loro esperienze e le loro visioni sul futuro della moda e sulla sempre maggiore centralità delle tecnologie innovative in questo contesto.

Ma il focus è stato anche su quattro Startup selezionate dal Comitato Scientifico di e-P Summit che hanno portato soluzioni innovative, che uniscono moda, sostenibilità e tecnologia.

Startup tra sostenibilità e tecnologia

CDC_Studio, ha brevettato una soluzione sostenibile per valorizzare il polietilene rigenerato e le eccedenze di tessuti, riducendo l’emissione di CO2 e ottenendo un profitto dagli scarti.

Fairly Made, una piattaforma SaaS per ridurre l’impronta ambientale e sociale dell’industria tessile, fornendo ai brand una panoramica trasparente dell’impatto delle loro collezioni.

Must Had, offre una seconda vita agli scarti tessili, condividendo le informazioni inserite dai brand sui loro materiali inutilizzati e trovando soluzioni per ridurne lo spreco e aumentare la circolarità.

Renoon, per brand e retailer che vogliono eliminare il rischio di greenwashing, attraverso la verifica dei claim a livello di azienda, prodotto e filiera.

Mobilità sostenibile

Senza entrare nel dibattito delle auto elettriche o termiche, consideriamo come ogni viaggio, lunga tratta o breve distanza, possa essere affrontato con alternative di mobilità più sostenibile e senza impatti negativi sull’ambiente. Vediamone alcuni: Rivaluta i mezzi pubblici e segui le iniziative delle compagnie di trasporto come quelle di ATM Milano; considera i servizi navetta: per concerti, eventi, outlet e centri commerciali che sono spesso anche gratuiti come quello di Vicolungo Style Outlets; Fai car sharing con colleghi e amici, usa le soluzioni a noleggio di bici ed auto nelle città come RideMovi che con poca spesa permette di spostarsi in tante città con la stessa App.

Camminare è ecologico e fa guadagnare

Sostenibilità alla portata di tutti. Non dimenticare il mezzo di trasporto più ecologico e antico del mondo: i piedi, che ha anche un effetto calmante, favorisce la concentrazione e stimola la mente, che durante le passeggiate è capace di produrre nuove idee e farsi raggiungere da intuizioni inedite.

Vi sono anche App che misurano i nostri passi e permettono di guadagnare camminando, io uso WeWard e sto accumulando il mio piccolo gruzzolo!

Sostenibilità Digitale, in ufficio e in call

Il 7 giugno si festeggia il #GreenOfficeDay, che nell’ambito della GreenWeek è la giornata dedicata a celebrare la sostenibilità e sensibilizzare aziende e impiegati ed a diffondere le pratiche green da attuare quotidianamente per essere sostenibili in ufficio! Mentre le imprese, alcune almeno, si sono dotate di pannelli solari, finestre smart e impianti di illuminazione ad hoc per ottimizzare l’isolamento termico e il consumo energetico, anche gli impiegati possono adottare vari gesti quotidiani:

1. Ridurre l’uso della stampante e utilizzare carta riciclata,

2. Usare contenitori riciclabili per il pranzo,

3. Spegnere monitor e PC limitando lo stand by,

4. Moderare l’uso di riscaldamento e condizionamento,

5. Usare borracce e contenitori riciclabili per il cibo,

6. Ridurre l’uso di carta e cancelleria sfruttando i memo ed i bloc-notes digitali che i nostri dispositivi offrono.

Altri modi per coltivare la sostenibilità in ufficio

Ma oltre a questo esistono molti modi “tecnologici” di ispirarsi ai principi della sostenibilità ed essere più green in ufficio: ad esempio preferire la condivisione di un file sui drive on line rispetto all’invio dello stesso via mail, evitare la registrazione inutile di call visto che ogni byte archiviato produce CO2, moderare l’uso della webcam durante le call e ogni comportamento utile a contenere il traffico dati.

Il tutto in ottica di “Employee Engagement, Wellbeing and Technology” come è stato raccontato il 27 Marzo alla Microsoft House di Milano da SOLDO, Fintech italo-inglese, fondata nel 2015 da Carlo Gualandri, con la mission di supportare le imprese nel gestire e massimizzare il controllo delle spese aziendali e che ha avviato un progetto di Modern Workplace che rende i suoi impiegati “persone distribuite e connesse” sia in ufficio che in remoto.

Conclusioni

Fare la raccolta differenziata, spegnere le luci, non stampare, spostarsi in bicicletta… tanti, grandi e piccoli accorgimenti, azioni quotidiane, gesti e attenzioni che dobbiamo imparare ad integrare nella nostra quotidianità lavorativa e personale e che possono fare tanto, contribuendo all’obiettivo della sostenibilità per la salvaguardia del Pianeta. Non solo abitudini green ma di semplice buon senso, da adottare subito per contribuire a salvare il Pianeta, trattandolo come se fosse casa nostra.

Citando JFK, pensiamo a cosa possiamo fare noi per il Pianeta e non aspettiamo che siano solo governi ed istituzioni a prendere iniziative, ciascuno di noi può fare la differenza e contribuire alla salvaguardia del nostro Pianeta gestendo più responsabilmente la nostra giornata e le nostre scelte di vita, di spesa, di socialità.

Ricordiamo le parole di Severn Suzuky nel 1992: “Sono solo una bambina, tuttavia so che siamo tutti coinvolti in questo e dovremmo agire come un solo mondo verso un unico obiettivo.Vi sfido, per favore, a far in modo che le vostre azioni riflettano le vostre parole”.

Almeno proviamoci!