Le app civiche per comunicare la Pubblica Amministrazione: solo promesse?

scritto da il 31 Luglio 2023

Post di Andrea Boscaro, fondatore e partner di The Vortex – 

Chi naviga in Rete e frequenta i social media potrebbe giungere alla conclusione, data la loro popolarità, che sia più efficace, per segnalare un disservizio nel proprio contesto urbano, pubblicare un post nelle varie community che su Facebook. In realtà il rischio è che questi post risultino lamentele fine a se stesse. Nonostante infatti che questi gruppi possano in qualche circostanza costituire un aiuto reale (il suggerimento dell’idraulico a cui ricorrere, la perdita di un mazzo di chiavi, un’informazione sui mezzi pubblici locali), essi non costituiscono un canale efficace per comunicare con gli uffici pubblici con il risultato solo di accrescere la distanza percepita fra un Comune e la sua cittadinanza.

Community e app, cosa è più efficace

Questi gruppi creano infatti solo l’illusione di una partecipazione attiva da parte dei cittadini, ma in realtà rappresentano un esempio di applicazione passiva del digitale, una comunicazione inutile e, forse, frustrante riguardo alle difficoltà di interazione con i servizi pubblici.

Al contrario, le numerose app civiche per comunicare con la Pubblica Amministrazione sviluppate dai comuni italiani non solo costituiscono un modo più diretto per inviare segnalazioni agli uffici competenti, ma anche un potenziale strumento per trasformare la PA, tenendo conto delle segnalazioni di interventi necessari nell’ambiente urbano e della necessità, dato il contesto di risorse scarse in cui versano gli enti pubblici, di rendere efficiente l’impiego del tempo da parte dei funzionari preposti.

Le app civiche in Gran Bretagna

Le app civiche per la verità sono arrivate nel nostro Paese dove aver avuto dei casi di successo all’estero. Esperimenti in qualche caso antecedenti al successo dei social network, ma non per questo meno attenti a coinvolgere i cittadini in un’operazione di mappatura del territorio e di coinvolgimento attivo delle sensibilità emergenti dagli utenti. Aderisce a questa descrizione soprattutto FixMyStreet, una app civica popolare nel Regno Unito, nata per segnalare problemi nelle strade e nelle aree pubbliche alle autorità locali, facilitando il monitoraggio e la risoluzione dei disservizi. Il suo successo l’ha condotta ad approdare in una piattaforma più ampia (MySociety) che include anche siti come TheyWorkForYou (per monitorare l’attività dei politici, in un Paese come il Regno Unito dove è normale che il parlamentare locale incontri periodicamente la cittadinanza) e WhatDoTheyKnow (per richiedere informazioni pubbliche).

E quelle negli Stati Uniti

Fra le altre app civiche per comunicare con la Pubblica Amministrazione conosciute a livello internazionale vi è anche la statunitense SeeClickFix, uno strumento che permette ai cittadini di segnalare problemi o disservizi nelle loro comunità, come buche stradali, illuminazione pubblica difettosa o spazzatura abbandonata. Le segnalazioni vengono inoltrate direttamente alle autorità competenti per l’intervento. Simili intenti persegue Open311 che, nata a Washington, ha promosso l’integrazione di altre iniziative locali volte a migliorare la segnalazione dei disservizi e la comunicazione tra i cittadini e le amministrazioni pubbliche. In molte città degli Stati Uniti infatti, le app 311 consentono infatti ai cittadini di accedere ai servizi pubblici, effettuare segnalazioni di problemi o richiedere informazioni tramite un unico punto di accesso.

Le app civiche in Italia

In Italia le app civiche per comunicare con la Pubblica Amministrazione possono assumere nature differenti a seconda del pubblico a cui si rivolgono e, per consentire soglie di accesso più opportune anche ai Comuni più piccoli, possono fare leva su piattaforme come MySindaco e Municipium.

Alcune si pongono l’ambizioso proposito di essere conosciute, scaricate e usate dai turisti ed in questa tipologia rientrano Bologna Welcome, Firenze Turismo e Napoli Official App: in alcuni casi, accanto a servizi di scoperta e approfondimento delle cose da fare e da vedere in città, permettono di acquistare biglietti integrati per visitare i tanti musei.

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Immagine tratta dall’app Municipium

Le app per la mobilità

Rivolte invece a residenti e pendolari, più comuni sono le app che informano e facilitano la mobilità e che sono sviluppate sia dalle società di trasporto pubblico, ma anche dalle amministrazioni più grandi. Oltre alle realtà metropolitane come Roma Servizi per la Mobilità e Milano Mobility, merita una menzione Ferrara Mobile. Quest’ultima offre ai residenti e ai pendolari una vasta gamma di servizi, dalla visualizzazione in tempo reale dei parcheggi alla localizzazione delle aree a traffico limitato, dai cantieri in corso alle condizioni delle strade. La raccolta e l’aggiornamento delle informazioni non solo mostrano l’importanza del lavoro di coordinamento necessario per gli operatori comunali, ma evidenziano anche i vantaggi tangibili per coloro che vivono o si spostano in città.

App per parlare con il sindaco o riparare le buche

Molti comuni si avvalgono della piattaforma MySindaco per comunicare direttamente con il sindaco e i suoi uffici, mentre ben 1.141 comuni italiani consentono di segnalare disservizi, richiedere interventi, proporre miglioramenti attraverso l’app Municipium. Queste app offrono anche una rassegna stampa geolocalizzata di iniziative, eventi e spettacoli organizzati in città. La Repubblica di San Marino e la Romagna invece condividono iScoprirete, una app per usufruire delle biblioteche del territorio.

A Roma non poteva mancare una app dedicata alle buche chiamata BucApp, sebbene non nata per iniziativa diretta di un ente pubblico ma da un’associazione di consumatori: senza porre in discussione la sua utilità, è l’impatto organizzativo che le app civiche possono produrre nella Pubblica Amministrazione a poterle rendere una leva di trasformazione oltre che, ovviamente, un’opportunità di miglioramento nell’impiego delle risorse per i cittadini e per l’ambiente.

Scende in campo anche l’IoT

Proprio su questo fronte, fra i casi più innovativi, può essere citata Brescia Mobilità: L’azienda di trasporti pubblici della città di Brescia infatti ha adottato una piattaforma IoT per monitorare in tempo reale l’utilizzo degli autobus e delle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici così da effettuare interventi mirati ad ottimizzare gli interventi di manutenzione, ma anche a gestire in modo intelligente i percorsi degli autobus.

A questa panoramica si possono infine aggiungere le app sviluppate da coloro che gestiscono i mezzi pubblici sul territorio e i servizi digitali come PagoPA e IO che hanno reso i pagamenti di bollettini, sanzioni e tasse più efficienti, contribuendo così a una relazione con la Pubblica Amministrazione incentrata sul servizio e sulla trasparenza.

Le app civiche per comunicare con la Pubblica Amministrazione non sono dunque solo canali di partecipazione, ma “promesse” di ascolto rivolte alla cittadinanza, e quindi richiedono, come tutte le promesse, di essere mantenute per alimentare il fattore più importante in un patto, la fiducia.