15 Aprile 2018

Urge equilibrio tra “local” e “global”. Se no son dolori

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Nel mondo, e in Italia, ci sono due tipi di elettori[i]: i “local” e i “global”. Ciò che li differenzia non è il reddito, né l’accesso ai diritti, né la classe sociale. È la Weltanschauung, la visione del mondo. Hanno valori e stili di vita diversi. I “local”, la maggioranza, hanno un livello educativo più basso e vivono radicati sul territorio: non amano allontanarsi da affetti, comunità e tradizione - mamma e squadra di calcio incluse. Il “global” è in minoranza (anche se fa finta di non accorgersene) e ha un livello educativo più alto. Non ama le frontiere: ha viaggiato - e spesso vissuto - in più...

26 Marzo 2018

Petrolio a 70 dollari. Chi fa sonni tranquilli e chi no

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L’autore di questo post, Raffaele Perfetto, ha acquisito esperienza decennale in ambito Oil & Gas con una Major Oil Company. Ha conseguito un MBA in Oil & Gas Management nel 2016. Scrive preferibilmente di energia e geopolitica -  Tempo fa avevamo discusso su Econopoly di uno schema petro-finanziario basato su una sorta di ménage a trois tra americani, sauditi e russi. In questo triangolo Mosca e Riad sono stati attori protagonisti a sostegno del nuovo ordine OPEC, ribattezzato OPEC+ il quale controlla circa il 50% della produzione mondiale (l’OPEC solo il 33%). Avevamo evidenziato inoltre quanto la Federal Reserve (Fed) e i...

23 Marzo 2018

Le mosse di Trump sul commercio, in una tipica espressione napoletana

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I recenti dazi imposti dall’amministrazione americana all’importazioni di acciaio e alluminio (dai quali la EU sembra al momento esentata), così come anche le nuove tariffe sui prodotti tecnologici cinesi sugli investimenti cinesi in aziende statunitensi, non sono arrivati certo inaspettati. Sin dai dibattiti pre-elettorali il presidente Trump aveva fatto capire che sarebbe stato interesse della sua amministrazione quello di aggredire il deficit commerciale americano. Non era concepibile che una Nazione potente e sviluppata come gli Stati Uniti avesse performance così scadenti nel commercio estero. Poche settimane fa questa...

20 Marzo 2018

Il protezionismo Usa non è una novità ma questa volta vuole colpire gli amici

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L’amministrazione Trump, richiamandosi alla clausola di sicurezza nazionale prevista nella sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, ha dato un impulso decisivo alla propria politica neoprotezionista con la fissazione di dazi del 25% sull’import di acciaio e del 10% sull’alluminio, prevedendo attualmente la possibilità di esenzioni per alcuni Paesi come Canada, Messico e Australia. Storicamente, il ricorso al protezionismo scaturisce dal tentativo di tutelare l’industria nazionale e l’occupazione nei settori colpiti dalla concorrenza straniera riequilibrando la bilancia dei pagamenti, oppure di proteggere lo sviluppo di...

18 Marzo 2018

Trump, le riforme e il lavoro: un remake americano de “Il Signore delle Mosche”

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L’autrice del post è Alessandra Bufano, senior manager sustainable spending di Luxottica Nord America – Dopo la Grande Recessione iniziata nei primi anni duemila e a partire dal momento in cui la crescita economica è rallentata come mai prima, le aziende americane hanno cominciato ad accumulare e a tenersi stretti grandi quantitativi di denaro sia nei propri confini che all’estero, denaro che non è stato speso a causa dell’incertezza dei tempi. I più recenti e radicali cambiamenti politici portati avanti dall’amministrazione Trump – come la riduzione delle tasse alle grandi imprese dal 35% al 21%, sempre che qualcuno...

24 Febbraio 2018

È ora di mandare in pensione il PIL?

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L’autore, Raffaele Perfetto, ha acquisito esperienza decennale in ambito Oil & Gas con una Major Oil Company. Ha conseguito un MBA in Oil & Gas Management nel 2016. Scrive preferibilmente di energia e geopolitica. Per questo post si è avvalso della collaborazione di Enrico Verga -  Più PIL per tutti può ancora bastare come obiettivo per un Paese che voglia accrescere il benessere dei propri cittadini? No, non stiamo parafrasando il comico Antonio Albanese nei panni del suo alter ego onorevole Cetto La Qualunque. È davvero corretto continuare a considerare il PIL il parametro principale per valutare lo stato di salute di un...

29 Gennaio 2018

Trump, il dollaro e gli affari degli Stati Uniti: perché non tutto è come sembra

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Alcune circostanze rendono curioso il dibattito che si è sviluppato ai piani alti dell’economia e della politica internazionale, culminato nei timori di una nuova guerra valutaria che in qualche modo l’amministrazione Trump rischia di alimentare, se non addirittura provocare, con le politiche di indebolimento del dollaro associate alle restrizioni commerciali. A Davos sono risuonate le parole preoccupate dei banchieri centrali europei e Trump ha ribadito che la sua politica metterà al primo posto l’America, anche se temperando tale volontà col desiderio di collaborare con gli altri partner. Questo scenario, tuttavia, trascura...

27 Gennaio 2018

Petropolitics revolution: il picco della domanda e il prezzo fatto da chi compra

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L'autore di questo post, Raffaele Perfetto, ha acquisito esperienza decennale in ambito Oil & Gas con una Major Oil Company. Ha conseguito un MBA in Oil & Gas Management nel 2016. Scrive preferibilmente di energia e geopolitica - Di recente il centro studi energetici dell’università di Oxford (OIES) ha pubblicato un rapporto (1) sul picco del petrolio e le dinamiche di prezzo a lungo termine. Fino a qualche anno fa si pensava che ad un certo punto il petrolio sarebbe finito per la difficoltà di accedere a nuovi giacimenti, praticamente un picco generato dalla scarsità di risorse. Negli ultimi tempi, contrariamente a quanto si...

25 Gennaio 2018

Report sui grandi rischi: una bussola per gli investimenti nel 2018

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Il consueto summit annuale del WEF (World Economic Forum) che si sta tenendo in questi giorni a Davos rappresenta un importante momento di riflessione sia sulle strategie di investimento sia sugli impatti economici delle dinamiche geopolitiche in corso. Sulla base dall’ultimo survey del WEF (report sul Global Risks Perception 2018) pubblicato settimana scorsa e dell’ultimo rapporto ESMA (European Securities and Markets Authority), il think tank The Smart Institute ha elaborato per Econopoly la seconda edizione del Global Risks Briefing Paper. L’analisi svolta nella precedente edizione evidenziava l’impatto dei numerosi eventi...

20 Gennaio 2018

Ci risiamo: è boom dei subprime, a 4 ruote

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È alquanto sorprendente tornare negli Usa, da dove la Grande Recessione si è originata, e trovare di nuovo parole dimenticate dalle cronache, come subprime, cartolarizzazioni, ABS, e tutto l'arsenale che informò le cronache di allora. Il fatto è che si tende a dimenticare che i meccanismi lungo i quali la rinascita dell’economia si è articolata dopo la crisi sono simili a quelli che l'hanno provocata. Questo spiega perché la ripresa celi ampie zone zeppe di rischi, che crescono all’ombra della disattenzione dell’opinione pubblica. Ne abbiamo già osservata una, adesso scrutiamone un’altra: il boom dei debitori subprime nel...