I giovani hanno scelto. Ma Tik Tok e Instagram sono informazione?

scritto da il 14 Dicembre 2023

Post di Francesco Brocca, co-founder di CNC Media – 

Le nuove generazioni non usano Google per informarsi, ma TikTok e Instagram. E questo ce lo dice la stessa Google, attraverso una dichiarazione di Prabhakar Raghavan, responsabile della divisione Knowledge & Information di Google.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una trasformazione radicale nel modo in cui i giovani accedono alle notizie. Un tempo dominio esclusivo di giornali, riviste e siti web, il panorama informativo si sta spostando sempre di più verso i social media. O almeno, questi sono i dati di alcune delle ultime ricerche condotte dalla stessa Google. Questo fenomeno riflette un cambiamento significativo nelle abitudini di consumo dei media, influenzato da diversi fattori chiave.

Informazione, le tendenze emergenti: il cambio di paradigma

Gli aggregatori di notizie, come Apple News, Flipboard e Upday, vengono invece utilizzati dalla Gen Z e dai Millennials per aggiornamenti rapidi e avvisi di notizie.

Alle piattaforme social viene, quindi, demandato il compito di soddisfare l’esigenza di un approfondimento secondo una chiave di lettura differente rispetto a quello offerto dai quotidiani. Questo cambio di paradigma nell’approccio delle nuove generazioni alle notizie trova fondamento in tre questioni generali: la convenienza, l’accessibilità immediata e la percezione che i social media offrono una prospettiva più variegata e aggiornata.

Ma se queste sono le milestones attorno a cui viaggia l’informazione sui social occorre dare uno sguardo ai fattori chiave che l’hanno resa possibile.

Il fattore tecnologico è il vero booster

L’ubiquità degli smartphone ha giocato un ruolo cruciale in questa transizione. I giovani, abituati a ricevere informazioni in tempo reale e in formati multimediali interattivi, trovano i giornali cartacei limitati e meno coinvolgenti. Inoltre, le app di notizie e i feed personalizzati sui social media offrono un’esperienza su misura che rispecchia gli interessi individuali.

In un mondo sovraccarico di informazioni, l’attenzione umana diventa una risorsa limitata e preziosa e i giovani tendono a filtrare rapidamente le informazioni, focalizzandosi solo su ciò che cattura immediatamente il loro interesse. Lo smartphone, sempre disponibile, è lo strumento che ha consentito di sfruttare al meglio queste possibilità.

Informazione ed engagement: cosa cercano i giovani 

I social media hanno riconfigurato il modo di pensare, offrendo la possibilità di saltare rapidamente da un argomento all’altro e di dedicare meno tempo a ciascun argomento. L’informazione si caratterizza quindi per la sua brevità e immediatezza, piuttosto che per l’approfondimento e la riflessione che contraddistingue il mondo dell’informazione cartacea.

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Tik Tok calamita l’attenzione di giovani (Immagine di Solen Feyissa per Unsplash)

L’interazione dei giovani con i media digitali si sposta a favore di formati informativi rapidi e facilmente digeribili, come brevi video o post, che si adattano allo stile di vita dinamico e multitasking dei giovani.

Riscrivere le regole del giornalismo attraverso il meme

Uno degli elementi chiave del nuovo linguaggio digitale sui social è il meme, che ha consentito di trasmettere idee, emozioni e reazioni in modo rapido e visivamente accattivante. Il meme, sotto le sue molteplici forme, spesso con intento satirico o umoristico, ha la possibilità di essere modificato e condiviso adattandosi perfettamente alla natura dinamica e interattiva dei social media.

Mentre il giornalismo tradizionale offre una narrazione dettagliata e approfondita, il meme condensa complesse questioni sociali, politiche o culturali in formati semplici e immediatamente fruibili. I memi sono spesso considerati dai giovani più autentici e meno filtrati rispetto alle notizie tradizionali, risultando più attraenti per un pubblico che è sempre più scettico verso i media mainstream.

Infine, il meme offre un senso di appartenenza a una comunità, permettendo ai giovani di partecipare attivamente alla cultura popolare e ai discorsi sociali in tempo reale.

La credibilità e la verifica dei fatti: un problema sempre più scottante

Secondo un recente studio del Reuters Institute i giovani, nella loro scelta del canale informativo, sono influenzati dalle percezioni di pregiudizio e affidabilità verso i media mainstream. Nonostante i giornali si stanno riversando sui social per riconnettersi ai giovani, questi preferiscono molto di più seguire le notizie date loro da influencer e persone comuni.

Questa sorta di scetticismo spinge i giovani a ricercare piattaforme alternative in grado di offrire una gamma più ampia di prospettive e di voci.

Tuttavia, questo spostamento verso i social media solleva preoccupazioni riguardo la credibilità delle informazioni disponibili in rete.

A differenza dei giornali, che di solito seguono rigorosi standard editoriali, i contenuti sui social media spesso mancano di verifica e possono contribuire alla diffusione di notizie false o ingannevoli.

La struttura stessa dei social media, che premia l’engagement, spesso non favorisce la verifica accurata delle informazioni. Gli utenti sono inclini a condividere contenuti che evocano reazioni emotive forti, a prescindere dalla loro veridicità.

Per contrastare questo problema, sono emerse iniziative di fact-checking. Organizzazioni come FactCheck.org, Snopes e PolitiFact si impegnano a verificare le affermazioni fatte sui social media e nei media tradizionali. Tuttavia, il loro impatto è limitato dalla velocità con cui le notizie si diffondono online.

Conclusione: informazione da guardare piuttosto che da leggere

Per chiudere questa breve analisi, potremmo affermare che gli operatori dei media devono fare i conti con una nuova generazione che preferisce “guardare” l’informazione piuttosto che leggerla. Sembra palesarsi una sorta di sfiducia nei confronti delle fonti informative tradizionali, peraltro non ritenute al passo con i tempi.  Lo stile e il modo in cui i giovani vogliono consumare la notizia, con la velocità e l’immediatezza al primo posto, sposta necessariamente l’attenzione verso i social media.

Rispetto alle altre generazioni più “adulte” la Generazione Z è nata e cresciuta con gli strumenti digitali e non si è abituata allo smartphone ma è nata con esso. Ciò ha portato l’individuo naturalmente ad avere come fonte d’informazione i canali social, tagliando fuori gli altri strumenti. Le piattaforme come TikTok, nate per l’intrattenimento, stanno rapidamente diventando fonte di ricerca e informazione.

È questa la sfida lanciata dall’informazione sui social media ai principali editori che stanno rapidamente correndo ai ripari aprendo profili social con il fine di mettersi in contatto con le nuove generazioni.