Sostenibilità, finanza e geopolitica: quali sfide per la rivoluzione verde

scritto da il 18 Maggio 2023

Indubbiamente viviamo in un momento storico di grandi cambiamenti dove nuove parole come pandemia e resilienza hanno fatto breccia nella nostra quotidianità. In un mondo altamente interconnesso come il nostro, oggi altre due parole entrano nel quotidiano: sostenibilità e rivoluzione verde.

La crisi climatica e la necessità di una rivoluzione verde

Se guardiamo fuori dalla finestra quello che vediamo è il nostro unico pianeta, la nostra casa.

Ma questa casa sta subendo un attacco senza precedenti: il c.d. cambiamento climatico, l’inquinamento, la deforestazione e la perdita di biodiversità che stanno minacciando la nostra sopravvivenza.

È il momento di agire. È il momento di parlare della sostenibilità. Questo non lo dice Greta Thunberg ma il World Economic Forum nelle sue riunioni annuali a Davos, come ripreso nello Bubble Risk Index di The Smart Institute.

Confermato anche nell’ultimo Global Risks Report del WEF presentato qualche mese fa. In particolare, nel lungo termine i primi top 4 rischi globali sono legati all’ambiente.

sostenibilità

Top 10 Global Risks secondo il WEF per il 2023. Fonte: World Economic Forum (cliccare sull’immagine per ingrandire)

La sostenibilità è uno dei temi più importanti del nostro tempo. Ma cosa significa veramente?

Significa vivere in modo da soddisfare i nostri bisogni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i loro.

Spesso si sente dire dai detrattori che questi fenomeni non esistono o che ci sono sempre stati in passato.

Questa è l’animazione che mostra le anomalie di variazione di temperatura registrata dal 1880 al 2017. I numeri parlano chiaro, il fenomeno è in corso oramai da tempo e l’effetto e la direzione sono molto chiari.

Pensiamo ad un evento recente di cronaca. In Emilia-Romagna in 36 ore è caduta acqua pari a 1/5 di quello che precipita in un anno. Le forti piogge hanno provocato 14 morti, decine di migliaia di evacuati e danni per miliardi di euro.

Quando si parla di cambiamento climatico e di rischio fisico, si intendono proprio eventi di questo tipo.

Il ruolo della finanza nella transizione verso la sostenibilità

La rivoluzione verde si basa sull’adozione di tecnologie a basse emissioni di carbonio e sulla transizione verso un’economia a basso consumo di risorse.

Questa è la chiave per affrontare la crisi climatica e creare un futuro sostenibile.

Il dibattito degli ultimi anni ha visto la crescita dell’interesse verso i veicoli elettrici (detti anche “BEV” battery energy vehicle) che stanno diventando sempre più popolari. Questa è una delle soluzioni che promette di ridurre le emissioni di gas serra che derivano dai trasporti.

Nel 2035 tutte le case automobilistiche prevedono una produzione 100% di veicoli elettrici, alcune case anche prima, Alfa Romeo già nel 2027. Volkswagen ha alzato l’obiettivo per il 2030 dal 70 all’80%.

In soli tre anni la quota del mercato mondiale delle auto elettriche è passata dal 4% del 2020 al 14% del 2022 ed entro quest’anno supererà il 18% e si prevede arrivi al 54% nel 2030 (Fonte: Alix Parners).

Detto questo, ci sono 3 principali ordini di problemi:

1. il primo riguarda l’infrastruttura della rete elettrica che nelle grandi città risulta inadeguata a reggere la ricarica di numerose auto BEV, a meno di sopportare blackout continui. Su questo punto la soluzione è lo sviluppo di infrastrutture di storage o di ricariche mobili come quelle della nota startup E-Gap.

2. Problematiche delle BEV legate alla lunga percorrenza. In questo caso si potrebbe risolvere con soluzioni innovative disponibili in autostrada. Un esempio recente riguarda il progetto in Brebemi.

3. La produzione e vita residua delle batterie. Il ruolo della Cina in questo mercato è preponderante, sia per quanto riguarda la produzione sia per la lavorazione di tutti i materiali poi utilizzati per realizzare dalle batterie ai pannelli fotovoltaici.

Paesi dove si svolge il processo di raffinazione dei metalli pricipali. Fonte: International Energy Agency

Emerge un chiaro problema di sostenibilità, in primis, e un connesso rischio di concentrazione nelle catene di approvvigionamento, da non sottovalutare. Basti pensare a quello che è successo nel mercato del gas con il conflitto russo-ucraino.

Ma come finanziare questa rivoluzione verde? E quali sono le implicazioni geopolitiche di questa transizione? Se guardiamo al nostro Paese sicuramente il PNRR potrebbe essere un’occasione, ma non è sufficiente. La finanza svolge un ruolo cruciale nella transizione verso la sostenibilità, soprattutto perché è necessario una collaborazione tra capitale pubblico e privato.

La geopolitica della transizione verso la sostenibilità

Due ambiti che sono strettamente collegati alla sostenibilità sono certamente la finanza e la geopolitica.

La geopolitica, dal lato suo, gioca un ruolo fondamentale nella transizione verso un mondo sostenibile. In particolare, osserviamo in generale due fenomeni:

–  Alcuni Paesi spingono per la promozione del consumo di prodotti definiti “green” perché vedono opportunità;

– Alcuni Paesi frenano sugli impegni a livello internazionale per la riduzione delle emissioni di gas.

La sostenibilità è una sfida globale che richiede una risposta globale. La finanza e la geopolitica sono certamente due settori chiave per affrontare questa sfida e per cogliere le opportunità che la rivoluzione verde offre. Ognuno di noi può fare la differenza attraverso le proprie scelte di consumo, di investimento e, si spera, di voto.

Come disse una volta Mahatma Gandhi: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Linkedin: Pasquale Merella