17 Ottobre 2018

Le unioni monetarie servono a evitare le guerre

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In macroeconomia, il rapporto tra l’inflazione e la disoccupazione, a partire dalla fine degli anni ’50, è stato interpretato secondo la Curva di Phillips, una rappresentazione grafico-cartesiana in base alla quale alla riduzione del potere d’acquisto della moneta corrisponderebbe un aumento dei posti di lavoro e viceversa. La relazione è chiaramente segnata dalla proporzionalità inversa. Tale meccanismo ci conduce immediatamente al valore della domanda interna, la cui crescita, naturalmente, diventa la funzione primaria del trade off in questione. Di conseguenza, chi ha compiti di politica monetaria, nel regolare i prezzi e nel...

09 Ottobre 2018

Così l’economia e le disuguaglianze spingono l'ascesa della destra in Germania

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L'autore di questo post è Ubaldo Villani-Lubelli, ricercatore in Storia delle istituzioni politiche presso la Scuola Superiore ISUFI dell’Università del Salento e membro della rete Rub-Europadialog dell’Università della Ruhr di Bochum (Germania). È autore di numerosi saggi sulla storia politica tedesca e di analisi politologica -  Il 3 ottobre scorso la Repubblica federale tedesca ha festeggiato il ventottesimo anno della sua riunificazione (1990). Un anniversario simbolicamente importante perché proprio da quest’anno il tempo della Germania riunificata sarà superiore a quello in cui fu divisa dal Muro di Berlino...

20 Settembre 2018

Cosa è andato storto in Europa? Trent’anni dopo, rileggiamo il discorso di Bruges

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L’autore di questo post è Luca Bellardini, dottorando di ricerca in Management ­(indirizzo Banking & Finance) presso l’Università Tor Vergata – Riflettere sugli ultimi trent’anni di integrazione europea non può essere «un’arida cronaca di fatti oscuri nelle polverose biblioteche della storia», per citare il discorso che il 20 settembre 1988 Margaret Thatcher pronunciò a Bruges, nella sede del Collegio d’Europa. Da allora, una pletora di riforme ha cambiato in maniera significativa il volto della Comunità economica europea (Cee), che all’epoca si muoveva dalle buone intenzioni dell’Atto unico (1985) ai...

31 Agosto 2018

Perché in Italia non nascono Facebook o Amazon? Anche per il bancocentrismo

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Coautore di questo post è Sebastiano Nardin, studente del terzo anno della Facoltà di Economia presso la Liuc-Università Cattaneo Un libro meraviglioso che gli italiani dovrebbero leggere è “Il provinciale” di Giorgio Bocca. Un affresco sul ‘900 di uno dei grandi del giornalismo italiano. Il titolo dice tutto, l’italiano nella stragrande maggioranza dei casi è un provinciale, attento al suo territorio – “L’Italia è un Paese di paesi”, diceva spesso Carlo Azeglio Ciampi -, alle sue conventicole (vi ricordate Sergio Castellitto in “Caterina va in città”?), si guarda i piedi ma perde di vista, spesso, ciò...

28 Agosto 2018

L’export tedesco rallenta: una buona notizia per l’Europa (e l'Italia)?

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L’autore di questo post è il professor Enrico Colombattodocente di Economia all’università di Torino, autore di L’Economia Che Serve. Il post è stato pubblicato su GIS Reports  –  Incolpare i tedeschi per la forza del loro export è uno sport in voga ormai da anni. Secondo l’argomento tipico, un’eccedenza commerciale significativa è il segnale che i tedeschi risparmiano troppo, e quindi che la domanda interna è relativamente debole. Se i tedeschi consumassero di più, è il ragionamento, le loro importazioni dal resto dell’Europa aumenterebbero, rafforzando l’economia degli altri Paesi del continente. È...

27 Agosto 2018

Grecia, perché la vera Itaca di Tsipras è ancora molto lontana

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La scelta di Tsipras di usare Itaca quale sfondo per l’annuncio della fine dell’Odissea dell’austerità non è certamente casuale. Già Papandreou nel 2010, appena eletto, nel suo iconico messaggio che di fatto avviava la stagione del memorandum, aveva fatto riferimento all’isola di Itaca e all’Odissea che la Grecia avrebbe da allora attraversato. Si diceva fiducioso sui passi da compiere perché le carte navali erano già state tracciate e i partner europei avevano offerto il loro aiuto. La navigazione è stata però molto più lunga e complicata di quanto preventivato. Il 21 agosto scorso però, con la fine del terzo...

15 Agosto 2018

Giocare con il default e la troika: quel virus chiamato voglia di far saltare il banco

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L’autore di questo post è Corrado Griffa, manager bancario ed industriale (CFO, CEO), consulente aziendale in Italia e all’estero, giornalista pubblicista – Negli ultimi giorni si è diffuso uno strano “virus” chiamato “voglia di far saltare il banco”, “uscire dall’euro”, sinonimi di “default”; e quando questo virus viene evocato ed espresso da chi riveste incarichi governativi, le antenne si drizzano, il freddo corre lungo la schiena, la mano corre veloce al portafoglio. Il contesto è chiaro: l’esperienza recente ha dimostrato che sono difficilmente realizzabili riforme strutturali in un contesto di...

14 Agosto 2018

Doom loop, la zavorra dei titoli di Stato che affonda le banche. Come se ne esce?

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Oltre tremila punti, circa il 24%, è quanto ha perso l’indice di Borsa delle banche italiane dal 15 maggio scorso, da quando il rendimento dei titoli di Stato italiani ha iniziato la recente corsa verso l’alto. Il legame inverso tra il rendimento dei buoni del Tesoro ed il valore di Borsa delle banche italiane è qualcosa che è possibile rilevare ormai da diversi anni e che si sostanzia in ciò che è comunemente chiamato “doom-loop” (circolo vizioso) tra banche e titoli di debito pubblico. Un circolo vizioso nel quale all’aumentare del rendimento dei titoli di Stato diminuisce il valore di mercato delle banche che più ne...

02 Agosto 2018

Contro una certa retorica del debito pubblico (e privato)

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Come accade ogni volta che Banca d’Italia diffonde i dati sulla finanza pubblica, anche i recenti numeri sul debito pubblico hanno generato le stesse reazioni e gli stessi titoli ad effetto: macigno, fardello, peso per le future generazioni sono le espressioni più frequentemente utilizzate in queste occasioni. Intendiamoci, il debito pubblico italiano è sicuramente elevato, sia per il livello monetario che aumenta di lettura in lettura, sia per l’entità rapportata al PIL. Nel mondo sono pochi i Paesi che hanno un debito pubblico superiore a quello dell’Italia. Detto questo, però, occorre fare una prima osservazione: ciò...

30 Luglio 2018

I 5 fattori della corsa allo sviluppo dell'Est Europa che ci dicono molto di noi

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Secondo le ultime previsioni della Commissione europea, nel 2018 l’UE (a 28) dovrebbe crescere del 2,1%, così come l’area euro. Italia, Germania e Francia si trovano al di sotto della media (e dovrebbero restarvi anche nel 2019), mentre ad alzare la stessa ci pensano due Paesi che dovrebbero crescere oltre il 5% (Irlanda e Malta), nonché tanti altri entrati a far parte dell’UE solo nel 2004, come Slovenia (+4,4%), Slovacchia (+3,9%), Ungheria (+4%), Polonia (+4,6%) o nel 2007 come la Romania (4,1%). Naturalmente, confrontare le performance di economie avanzate con quelle di altri Paesi emergenti non ha molto senso (anche se...