09 Maggio 2017

Manuale di Macroneconomia: quante facce ha il nuovo presidente francese?

scritto da

Archiviato l’incubo della presidenza Le Pen e rintuzzata la minaccia populistica, gli elettori francesi – almeno quelli che non l’hanno sostenuto sin dal primo turno – promettono di esaminare con la massima severità le iniziative di Emmanuel Macron, capo di stato dal profilo irrituale e la cui legittimazione è, in qualche misura, attenuata dalle circostanze della sua vittoria: dal fatto, cioè, che il larghissimo risultato del ballottaggio vada letto più come un accorato rifiuto dell’alternativa autarchica, che non come un’attestazione di fiducia nei confronti dell’agenda riformista del quarantenne di Amiens. Essere...

03 Maggio 2017

Che succede se vince Marine Le Pen? Lo spiega la macroeconomia del populismo

scritto da

La novità assoluta delle elezioni presidenziali in Francia è che due candidati non appartenenti ai partiti tradizionali, socialista e repubblicano (ex-RPR e UMP), si sfidano al ballottaggio. Marine Le Pen, candidata del Front National, ha per la prima volta dal dopoguerra serie possibilità di portare il partito alla vittoria. Il programma di governo, descritto nei famosi 144 punti, si basa essenzialmente sulla narrativa del popolo contro le élite, sul restituire finalmente alla popolazione francese, alla sua classe media impoverita, la dignità che la globalizzazione, le élite finanziarie ed economiche le hanno tolto. Tale...

06 Febbraio 2017

Trump, la Cina, i posti di lavoro distrutti. La rilettura che non ti aspetti

scritto da

Ora che il protezionismo è tornato di moda, dibattendosi a lungo sui mali provocati dalla globalizzazione, e gli Usa hanno eletto un presidente che ha fatto dello stigma verso i suoi creditori commerciali – Cina in testa – la cifra del suo successo, vale la pena spendere qualche minuto per ascoltare, sul sito della Fed di S. Louis, il podcast con Max Dvornik, economista ricercatore della banca. Dvornik un paio di anni fa ha pubblicato, insieme con altri, un paper che si intitolava Trade and labor market dynamics, assai utile a ricordare che c’è sempre un rovescio della medaglia nelle storie che sono diventate popolari. Una...

25 Ottobre 2015

Silverites contro Goldbugs: la guerra contro la deflazione negli USA di fine '800

scritto da

Dopo la fine della sanguinosa guerra civile gli Stati Uniti avevano conosciuto un'era di crescita senza precedenti spinta dai numerosi investimenti in infrastrutture, come la costruzione delle grandi ferrovie, dalla veloce industrializzazione dell'est del paese, l'espansione verso l'ovest e dall'afflusso di grandi capitali esteri, soprattutto dal Regno Unito, in cerca di facili profitti. Come tutti i processi di rapida espansione economica anche questo ebbe a finire in maniera piuttosto violenta. Il grande panico del 1873 fu la prima crisi economica “internazionale”: nata dal crollo della borsa di Vienna attraversò tutta l'Europa...