Creator Economy, la festa non è finita: ricavi per 25 miliardi di dollari

scritto da il 15 Settembre 2023

Post di Pierre Byramjee, head of Southern Europe di Stripe – 

Due anni fa Stripe ha pubblicato la sua prima ricerca sul fenomeno della Creator Economy, ma all’epoca, esistevano buoni motivi per pensare che questo trend avesse già raggiunto il suo culmine. La pandemia aveva stimolato una crescita di creatori di contenuti online che monetizzavano i propri hobby e le proprie passioni con il tempo ritrovato. Nuove piattaforme per i Creator sono nate ogni giorno per sfruttare questa tendenza, molte delle quali sostenute da importanti fondi di venture capital. Da allora, i finanziamenti per queste piattaforme sono diminuiti e tecnologie come le criptovalute e l’Intelligenza Artificiale hanno conquistato lo spazio sotto i riflettori. Il ciclo di successo della Creator Economy sembrava aver raggiunto la cosiddettafossa di disillusione”.

Creator Economy, è ancora un mercato fiorente

I nuovi dati di Stripe, però, dipingono un quadro diverso: la Creator Economy si è evoluta, ma è ancora un mercato fiorente. La ricerca ha seguito questa evoluzione da vicino, dato che molte delle più grandi piattaforme di Creator utilizzano Stripe Connect per portare a bordo nuovi produttori di contenuti e permettergli di gestire i propri ricavi in tutto il mondo.

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Creator economy, immagine da Unsplash

Nel 2021, aggregando i dati delle 50 piattaforme per i Creator più popolari su Stripe, 668.000 creatori di contenuti avevano ricevuto complessivamente pagamenti per 10 miliardi di dollari. Aggiornando i dati nel 2023, i risultati sono ancor più sorprendenti: la Creator Economy sta ancora crescendo alla stessa velocità del 2021. Oggi, le stesse 50 piattaforme hanno accolto oltre 1 milione di produttori di contenuti e totalizzato oltre 25 miliardi di dollari di ricavi.

La crescita al di fuori della Creator Economy degli Stati Uniti

La Creator Economy è nata negli Stati Uniti, ma ora è indiscutibilmente un fenomeno globale. Il tasso di ingresso online di nuovi produttori sta infatti rallentando negli Stati Uniti (-25% rispetto all’anno precedente), ma sta nel frattempo accelerando in ogni parte del mondo. I Paesi in cui i Creator crescono più rapidamente su Stripe sono Tailandia (dove Stripe è stato lanciato l’anno scorso), Brasile e Romania. L’Europa e il Medio Oriente hanno raddoppiato la propria quota di Creator, passando dall’11% di due anni fa al 22% di oggi.

Nel 2021, l’85% dei Creator viveva in Nord America; oggi la percentuale è scesa al 72%. Il mese scorso abbiamo visto i primi Creator provenienti da Tanzania, Mozambico ed El Salvador iniziare a monetizzare. Quest’anno, X ha avviato un nuovo programma di monetizzazione per condividere le entrate pubblicitarie con i produttori di contenuti, che consente di inviare i pagamenti tramite Connect ai creatori di oltre 115 Paesi.

I trend degli abbonamenti e della formazione online per i Creator

Molte piattaforme si stanno oggi concentrando su settori specifici: Latrina Walden, ad esempio, è un’infermiera professionista americana con doppia specializzazione che ha già aiutato 5.000 futuri operatori sanitari a superare gli esami di infermieristica attraverso Thinkific, che offre di corsi di formazione online. Queste piattaforme di formazione hanno aumentato le loro entrate del 120% negli ultimi due anni e raccolgono al proprio interno la categoria di Creator più rilevante in termini di ricavi.

Anche gli abbonamenti mensili stanno diventando un modo molto diffuso per i produttori di contenuti per garantirsi un reddito sicuro. Invece di ricevere una busta paga ogni due settimane, possono pianificare il proprio futuro attraverso le entrate ricorrenti mensili (o MRR, Monthly Recurring Revenue). Come già osservato nel 2021, i Creator con sede nell’area Asia-Pacifico sembrano gravitare maggiormente verso questo modello e avere i livelli di MRR più alti a livello globale. Anno dopo anno, i Creator di Hong Kong e Giappone hanno registrato rispettivamente la seconda e la terza crescita più rapida di MRR, secondi solo a quelli degli Stati Uniti. I creatori di contenuti provenienti da Hong Kong hanno inoltre registrato l’MRR medio più alto, pari a 6.600 dollari, seguiti dai Paesi Bassi (3.200 dollari) e dal Regno Unito (2.600 dollari).

Ma per molti Creator non è questa l’occupazione principale

Tuttavia, per la maggior parte dei Creator, questi guadagni sono un’integrazione ad altri lavori, invece dell’occupazione principale. La percentuale di Creator statunitensi che riescono a ricavare un salario di sussistenza dalla propria attività online è del 2,8%, in calo rispetto al 4% del 2021.

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La crescita dei Content Creator nel mondo (fonte Stripe)

Sebbene l’attenzione del pubblico oggi si sia spostata sulle criptovalute e sull’intelligenza artificiale, questi settori non si escludono a vicenda (ad esempio la scorsa settimana la startup Runway ha lanciato un programma per dotare i Creator di strumenti video legati all’AI e pochi giorni fa Braintrust ha annunciato la disponibilità dei pagamenti nella propria criptovaluta per i freelance di tutto il mondo).

Man mano che le piattaforme aggiungono nuove funzioni di monetizzazione e ne ampliano la disponibilità ai quattro angoli del globo, il fenomeno della Creator Economy è sempre più in rapida crescita e parte di un’economia globale più ampia, trainata da nuovi imprenditori alla ricerca di modalità più rapide e immediate che permettano di fare delle proprie passioni una fonte di guadagno.