L’anno in corso è di difficile previsione. Nel 2019, nel mondo: 1) i fondamentali macroeconomici rimarranno deboli.
Per i mercati, i rischi sono più alti che nel 2018. I fattori di rischio più importanti - che potrebbero creare dislocazioni di mercato, quali una correzione, un ribasso (“bear market”), o addirittura un crollo (“market crash”)[iv] - sono:
1) il combinato congiunto di: i) una decelerazione della crescita (e di conseguenza, del fatturato e degli utili societari); accompagnata da: ii) una riduzione di liquidità netta (liquidity withdrawal) delle Bc, pur a ritmi meno sostenuti di quanto inizialmente previsto. A...
Il salutismo c’è, domina i desideri alimentari degli italiani e, con forza spettrale e incontrastabile, li guida verso il rigore. In linea di massima, è così: ci si reca al supermercato, si riempie la borsa di tofu, seitan e prodotti a base di soia oppure si tenta ostinatamente la sortita del cosiddetto biologico e si torna a casa ritemprati e con la coscienza a posto, come si suol dire. La locuzione “in linea di massima”, tuttavia, non è da considerarsi casuale; essa, al contrario, dà il vero senso al rapporto che abbiamo instaurato col cibo negli ultimi dieci anni.
Un’immagine suggestiva e anche piuttosto pertinente...
Non è stato mai facile analizzare gli andamenti, piuttosto erratici, del mercato del petrolio, esposto com’è ai capricci della politica e alla complessità intrinseca di un settore ad alta intensità di capitale. Ma di recente a tali difficoltà se ne sono aggiunte di nuove. L’innovazione tecnologica, legata sostanzialmente alle produzioni shale Usa ha di fatto cambiato notevolmente la geografia dei produttori internazionali.
Si apprezza meglio il significato di questo grafico se si allunga lo sguardo.
Nel 2009, anno cui il grafico sopra estratto dal Bollettino Opec di quell’anno fa riferimento, gli Usa producevano circa 5...
Da cosa dipesero i gravi errori di previsione della crescita del Pil durante la crisi? Per l’ex capo economista del FMI Olivier Blanchard si trattò di una sottostima dei “moltiplicatori keynesiani”, che portò anche a sottovalutare gli effetti recessivi dell’austerity. Alberto Alesina, Carlo Favero e Francesco Giavazzi provano a confutare questa tesi e nel loro nuovo libro suggeriscono un’interpretazione alternativa. Emiliano Brancaccio, invece, questa volta spezza una lancia a favore dell’economista francese fornendo nuove evidenze empiriche a sostegno della sua interpretazione.
di Emiliano Brancaccio e Fabiana De...
Pubblichiamo una riflessione di Amanda De Pirro, dottoranda in Economics presso l'Università di Lancaster, Regno Unito -
Nel suo post sul reddito di cittadinanza apparso su Econopoly lo scorso 12 febbraio, Gabriele Guzzi ha offerto un’interessante chiave di lettura riguardo l’utilità di questa misura per il paese. Alcuni punti meritano in special modo d’essere discussi.
È corretto argomentare che le critiche sull’ammontare eccessivo del reddito minimo, accusato di indurre una contrazione nell’accettazione di lavori a basso salario, sono frutto d’una visione miope. La questione cruciale, infatti, non è che “il...
L’autore di questo post è Tammaro Terracciano, Ph.D. candidate presso lo Swiss Finance Institute di Ginevra. La sua maggiore area di interesse è la macroeconomia internazionale –
Qualche settimana fa il Governo italiano è intervenuto sul caso Carige, mettendo in piedi una serie di garanzie per far sì che la banca possa continuare ad accedere al mercato dei capitali e possa presentare un piano industriare credibile per il suo rilancio, scongiurandone così il fallimento. Conte ha fatto indubbiamente bene ad intervenire, perché ha evitato un possibile effetto contagio che avrebbe minato la stabilità bancaria del...
L’autrice del post, Costanza de Toma, si occupa di cooperazione allo sviluppo, relazioni internazionali e Unione Europea. Milanese di nascita, ha vissuto gli ultimi 27 anni all’estero, tra il Regno Unito e il Belgio. Negli ultimi due anni ha coordinato e condotto la lobby verso l’Unione europea della campagna per la tutela dei diritti dei cittadini dell’Ue che vivono nel Regno Unito. Questo l’ha portata a seguire da vicino i negoziati sulla Brexit. Costanza ha deciso di tornare in Italia, a Torino, con la famiglia nell’agosto del 2018 dove continua a occuparsi di Brexit e relazioni internazionali e collabora con...
L'autore di questo post è Giovanni Pesce, presidente di Fugen Sicav Raif -
Indipendentemente dalle opinioni politiche, che possono essere condivise o meno, e che portano una maggioranza a governare legittimata da un voto, vorrei esprimere la mia opinione in merito al rispetto delle authority che da anni hanno il compito di vigilare sui mercati e sul sistema degli intermediari in Italia.
Avendo lavorato per quarant’anni tra banche, società di gestione e di intermediazione, potrei avere mille ragioni, anche personali, per dichiararmi quantomeno poco soddisfatto del ruolo di arbitri puntigliosi e severi che le due istituzioni oggi...
L'autore di questo post è Massimo Famularo, investment manager esperto in crediti in sofferenza (Npl) -
Come da impegno preso via Twitter, propongo alcuni rilievi alla lettera di un giovane economista ai critici del reddito di cittadinanza, inserendomi in un dibattito che ha già visto il contributo di una “Lettera di giovani ricercatori di economia ai tifosi del reddito di cittadinanza”, da parte del think tank Tortuga.
Caro Gabriele, nel tuo articolo asserisci che non dovremmo lamentarci del redditi di cittadinanza troppo alto bensì prendere atto di quanto i salari siano vergognosamente bassi. A mio avviso questo è uno Straw...
Un antico motto dice “Se non paghi per un prodotto in rete, tu sei il prodotto”. C’era una volta un giovane di nome Mark che aveva un sogno. Voleva unire tutte le persone del mondo. Voleva creare un luogo dove tutti potessero essere felici, allegri e connessi … a The Facebook. Quel giovane idealista, appassionato di letture sulla storia di Augusto (il primo imperatore romano, non esattamente uno stinco di santo, come tutti sanno), aveva presto compreso che quella creaturina digitale chiamata The Facebook (solo in seguito il “the” venne rimosso, le leggende narrano, su suggerimento di Sean Parker) poteva valere...