categoria: Il denaro non dorme mai
Finanza agevolata e AI: la chiave per innovare e crescere oggi

Post di Andrea Stecconi, CEO di Execus –
Negli ultimi anni la crescita economica mondiale è stata condizionata dai conflitti geopolitici, dalle spinte verso la deglobalizzazione e dalla crisi energetica. In questo scenario apparentemente destabilizzante, in cui l’intelligenza artificiale (AI) mette sotto pressione i tradizionali modelli produttivi e occupazionali, l’innovazione può ancora rappresentare una leva strategica sulla strada della crescita economica.
Le imprese che investono in innovazione – adottando tecnologie emergenti, soluzioni sostenibili e strumenti di digitalizzazione – risultano mediamente più competitive e resilienti rispetto ai concorrenti, in quanto meglio attrezzate per affrontare shock esogeni e mutamenti strutturali del mercato. Tuttavia, il costo dell’innovazione resta elevato, specie in condizioni di recessione economica, e rappresenta una barriera significativa per le piccole e medie imprese (PMI), che costituiscono oltre il 90% del tessuto imprenditoriale italiano.
È in questo contesto che la finanza agevolata assume un ruolo decisivo. Per finanza agevolata si intendono un insieme di strumenti (pubblici e privati) previsti dal legislatore – locale, nazionale ed europeo – che hanno l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle imprese, facilitando gli investimenti strategici attraverso incentivi fiscali, contributi a fondo perduto e accesso agevolato al credito. Le risorse introdotte mirano quindi a creare un ecosistema favorevole alla crescita, anche in un contesto macroeconomico instabile. Due esempi su tutti: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e il Fondo Nazionale Innovazione (FNI).
Di conseguenza, la finanza agevolata si configura come un potente strumento per accrescere la competitività e favorire la crescita delle imprese, specialmente nel lungo periodo. A tal proposito, come evidenzia il rapporto Economic Outlook di Allianz, i programmi di sostegno pubblico (tra cui agevolazioni fiscali, contributi e fondi per l’innovazione) hanno un effetto leva particolarmente marcato sulle PMI, facilitando l’adozione di tecnologie digitali e la crescita della produttività. Nello specifico, le imprese che accedono a strumenti di finanza agevolata mostrano una maggiore resilienza e una più alta propensione all’innovazione rispetto alla media di mercato.

L’innovazione può ancora rappresentare una leva strategica sulla strada della crescita economica (designed by Freepik)
Lo scenario economico italiano e le politiche di incentivazione
In riferimento al contesto italiano, lo scenario macroeconomico è ancora estremamente complesso. Dal Rapporto Annuale ISTAT emerge come la crescita del PIL nel 2024 si sia assestata allo 0,4%, in linea con il basso dinamismo che ha contraddistinto le altre nazioni europee. Ad incidere, da un lato la debolezza della domanda interna; dall’altro il ridotto apporto della domanda estera.
Sul fronte delle prospettive di crescita, le stime preliminari per il primo trimestre del 2025 indicano per l’Italia una crescita congiunturale dello 0,3%, corrispondente a una crescita annua acquisita dello 0,4%, che riflette un aumento del valore aggiunto nei comparti primario e industriale e una stasi in quello dei servizi.
Nonostante la lieve ripresa, le incertezze geopolitiche e il caro energia continuano a incidere negativamente sulla propensione verso gli investimenti. In tale contesto, le politiche di incentivazione assumono un ruolo fondamentale nel contenere il rallentamento degli investimenti privati. Secondo l’Economic Outlook di Allianz, i principali rischi macroeconomici per il biennio 2025–2026 includono una politica monetaria ancora restrittiva nella prima parte del 2025, costi energetici volatili e una forte esposizione ai conflitti geopolitici. Tuttavia, lo stesso report prevede un progressivo allentamento dei tassi di interesse nella seconda metà del 2025, con un orientamento più espansivo da parte delle Banche Centrali. In questo contesto, una spesa pubblica ben indirizzata potrà agire da leva anticiclica, stimolando una crescita che, per l’Italia, viene stimata attorno al +1,1%.
Strumenti di finanza agevolata: un panorama in evoluzione
Tra gli strumenti di finanza agevolata attualmente a disposizione delle imprese italiane rientrano il Piano Transizione 5.0, che mette a disposizione oltre 13 miliardi di euro in crediti d’imposta per investimenti in tecnologie digitali e green, a fronte di una riduzione dei consumi energetici; la misura Beni Strumentali (“Nuova Sabatini”), che sostiene le PMI nell’acquisto di beni strumentali con contributi in conto impianti calcolati sugli interessi di finanziamenti agevolati.
E poi i Contratti di Sviluppo, pensati per finanziare grandi progetti industriali, turistici e agroalimentari anche nella versione “Mini”, focalizzata su tecnologie strategiche e dotata di 300 milioni di euro; il Bando Investimenti Sostenibili 4.0, con una dotazione di oltre 300 milioni di euro per le PMI del Mezzogiorno, orientato alla trasformazione tecnologica e alla crescita sostenibile.
Infine, il Fondo Nazionale Innovazione (FNI), gestito da CDP Venture Capital, che interviene con oltre 1 miliardo di euro a sostegno di startup e PMI innovative attraverso investimenti diretti e indiretti.
La svolta dell’AI: velocizzare la ricerca e la stesura dei bandi
Nonostante il potenziale trasformativo della finanza agevolata, permangono alcuni ostacoli strutturali che ne limitano, in parte, l’efficacia sul territorio. Tra i principali fattori: la complessità burocratica delle procedure di accesso, la frammentazione dei bandi su più livelli (nazionale, regionale, europeo), e le disparità territoriali nella distribuzione delle risorse. A incontrare maggiori difficoltà sono spesso le stesse microimprese e le realtà imprenditoriali più periferiche, che dispongono di minori risorse progettuali e competenze tecniche per intercettare le opportunità disponibili.
È qui che l’intelligenza artificiale può davvero fare la differenza
- 1. Ricerca accelerata dei bandi: Tradizionalmente, la ricerca di bandi è un’attività dispendiosa in termini di tempo e risorse, che richiede l’analisi manuale di innumerevoli siti web, portali istituzionali e Gazzette Ufficiali. L’AI, attraverso algoritmi di machine learning e Natural Language Processing (NLP), è in grado di:
– Scansionare e analizzare in tempo reale migliaia di bandi pubblicati su diverse piattaforme, identificando quelli pertinenti in base a criteri specifici (settore, dimensione aziendale, localizzazione, tipo di investimento, ecc.).
– Estrarre informazioni chiave (scadenze, requisiti, importi, documentazione necessaria) e presentarle in modo sintetico e strutturato.
– Personalizzare le segnalazioni, inviando alle imprese solo le opportunità realmente in linea con il loro profilo e le loro esigenze, superando la frammentazione informativa.
– Prevedere le tendenze future nei bandi, basandosi su dati storici e linee guida politiche, permettendo alle imprese di anticipare le opportunità.
- 2. Supporto alla scrittura e ottimizzazione delle proposte: Una volta individuato il bando, la fase di stesura della proposta progettuale è altrettanto complessa e critica. Qui, l’AI generativa può offrire un supporto senza precedenti:
– Generazione di bozze iniziali: Modelli di linguaggio avanzati possono aiutare a redigere sezioni di progetto standard (es. descrizione dell’azienda, obiettivi, impatto atteso) basandosi su input forniti e documenti aziendali esistenti.
– Analisi dei requisiti: L’AI può scansionare i testi dei bandi e identificare tutti i requisiti obbligatori e preferenziali, suggerendo come integrarli al meglio nella proposta.
– Ottimizzazione del linguaggio e della coerenza: Gli strumenti AI possono migliorare la chiarezza, la coerenza e la completezza della proposta, assicurando che risponda in modo puntuale a tutte le richieste del bando. Possono anche verificare la presenza di parole chiave e concetti che aumentano le probabilità di successo.
– Assistenza nella redazione di business plan: L’AI può supportare nella strutturazione di piani finanziari e proiezioni, elementi spesso richiesti e complessi da elaborare.
Per superare questo divario, è fondamentale rafforzare il supporto tecnico e informativo, anche attraverso il ruolo degli enti locali, delle camere di commercio e dei digital innovation hub, promuovendo una cultura dell’accesso consapevole ai fondi e l’adozione di queste nuove tecnologie AI.

A incontrare maggiori difficoltà sono spesso le microimprese e le realtà imprenditoriali più periferiche, che dispongono di minori risorse progettuali e competenze tecniche (designed by Freepil)
Settori in crescita e l’impatto dell’AI sul futuro
Ma quali saranno i settori in crescita nel biennio 2025–2027? Gli scenari economici indicano, in generale, una significativa accelerazione verso la digitalizzazione e la transizione verde. L’intelligenza artificiale e i big data continueranno ad attrarre crescenti volumi di capitale, trainati dalla necessità di ottimizzare i processi produttivi e migliorare la capacità predittiva delle imprese.
Secondo quanto emerge dall’EIB Investment Report 2024/2025, l’adozione di tecnologie di intelligenza artificiale da parte delle imprese europee, pur essendo inferiore rispetto agli Stati Uniti, rappresenta un ambito prioritario per migliorare la produttività. In questo senso, il settore della cybersecurity manterrà un ruolo cruciale, spinto dall’esplosione del volume di dati e dalla crescente vulnerabilità delle infrastrutture digitali, richiedendo investimenti sempre più strutturali. Infine, il comparto dei data center e del cloud computing registrerà investimenti record: in Italia si prevede un raddoppio degli investimenti fino a 10 miliardi di euro nel biennio 2025–2026, trainati dalla crescente domanda legata all’IA e dall’ingresso di player globali come Microsoft e Amazon Web Services.
La finanza agevolata come volano strategico
In sintesi, le risorse pubbliche destinate all’innovazione nel prossimo biennio seguiranno tre direttrici di fondo riconducibili a tre macro-obiettivi strategici: digitalizzazione, transizione ecologica, coesione socio-territoriale. Questa visione, in linea con l’impianto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), trova corrispondenza nel Piano Transizione 5.0, che punta a sostenere gli investimenti privati in tecnologie digitali e green attraverso meccanismi di incentivazione selettiva. L’obiettivo finale non è solo sostenere la competitività delle imprese, ma rafforzare la capacità di resilienza e di adattamento del sistema economico italiano.
In un’epoca segnata da incertezze ma anche da grandi opportunità, la finanza agevolata si conferma un volano strategico per l’innovazione e la crescita delle imprese italiane. Per essere all’altezza della sfida, le imprese dovranno monitorare costantemente bandi e normative, valorizzare progetti coerenti con le linee guida pubbliche e investire nella progettazione. In questo senso, il supporto di consulenti esperti e l’uso di piattaforme di scouting e di generazione assistita basate sull’AI potrà fare una differenza sostanziale nell’accesso e nell’efficacia dei finanziamenti, democratizzando l’accesso anche per le realtà più piccole e meno strutturate.