Dove scorre l’acqua, cresce il valore: perché abbiamo bisogno di più donne alla guida nel settore idrico

scritto da il 29 Aprile 2026

Post di Sophie Borgne, Segment President, Water & Environment di Schneider Electric

 

L’acqua è la risorsa più importante al mondo, ma anche quella che fa meno rumore. È vitale per l’economia, le industrie, le persone: nonostante ciò, non se ne parla abbastanza nelle stanze dei bottoni, dove è considerata troppo spesso una utility a basso costo e non certo un asset strategico.

In realtà oggi – in un’era di modernizzazione e digitalizzazione dei sistemi – il mondo dell’acqua è diventato uno dei settori in cui lavorare più interessante e ad alto impatto. Un settore in cui, più che mai, abbiamo bisogno di donne alla guida del cambiamento.

Anche il tema scelto quest’anno per la Giornata Mondiale dell’Acqua – “Where Water Flows, Equality Grows” – ha sottolineato una semplice, ma profonda verità: quando le donne sono coinvolte in modo paritario nelle decisioni che riguardano l’acqua, i servizi idrici sono proposti in modo più efficace, inclusivo e sostenibile. Il principio di parità, essenziale per un accesso equo alla risorsa idrica, si deve applicare anche alla promozione della leadership, allo sviluppo delle carriere ed alla formazione della forza lavoro di domani.

Una forza nascosta e onnipresente

L’acqua è necessaria per ogni cosa: per l’industria manifatturiera, l’energia, i sistemi alimentari, la sanità, l’economia digitale. Un data center da 1 Megawatt può consumare oltre 25 milioni di litri d’acqua in un anno e si prevede che la domanda di acqua legata alle esigenze dell’AI arrivi entro il 2027 a oltre 6.430 miliardi di litri d’acqua all’anno (1,7 trilioni di galloni). Stiamo parlando di infrastrutture centrali per la competitività, per le quali l’acqua è essenziale tanto quanto l’elettricità.

Il settore che ha il compito di garantire la disponibilità di questa risorsa critica, però, ha una forte necessità di nuovi talenti: in particolare, cresce la richiesta in aree come le digital operation, l’automazione e gestione degli asset, la data science, ambiti in cui le donne sono ancora sottorappresentate. Non solo. L’avvento dell’AI trasforma le competenze richieste per sfruttare al meglio tecnologie come il digital twin, le soluzioni di ottimizzazione intelligente, i sistemi di automazione adattivi, che oggi aiutano a ridurre le perdite idriche e i consumi energetici, e rafforzano la resilienza.

Adottare soluzioni di gestione dell’acqua intelligenti e data-driven rappresenta senza dubbio una delle opportunità più grandi da cogliere in questo decennio, ma abbiamo bisogno delle persone giuste per farlo.

Un percorso di carriera con un significato più alto

Per le donne che vogliano intraprendere una professione ricca di significato, il settore idrico è il contesto ideale. Le Nazioni Unite ci dicono che 2,2 miliardi di persone oggi non hanno ancora accesso ad acqua potabile sicura e 3,4 miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienico sanitari gestiti in modo sicura. Queste condizioni hanno un impatto molto più alto proprio sulle donne e sulle ragazze. Allo stesso tempo, le ricerche mostrano che quando le donne partecipano alla pari alla gestione e ai processi decisionali relativi all’acqua si ottengono risultati migliori, i servizi sono offerti in modo più inclusivo e le comunità ottengono benefici a tutti i livelli (Vedi: waterdiplomat.org; sdg6data.org).

Lavorare nel settore idrico ha un impatto diretto sulla salute, sulla dignità, sulle opportunità economiche. Inoltre, oggi non si tratta più semplicemente di “installare tubi” e operare sul campo, perché le professioni del settore hanno un alto contenuto tecnologico: si lavora su sistemi evoluti che applicano sensori IoT e automazione, si impiegano i digital twin, l’operatività è potenziata da analytics, simulazioni, intelligenza in tempo reale. Lavorare nel settore idrico significa fare in modo che i sistemi vitali per le città, per la produzione industriale, per la vita delle persone siano sempre disponibili. E’ uno dei rari campi in cui le competenze tecniche producono direttamente valore per la società.

Nuove carriere grazie alla digitalizzazione del settore

Tra le industrie essenziali il settore idrico è uno dei più “veloci” in termini di trasformazione digitale; in particolare, le utility stanno adottando l’automazione basata sul software, analytics in tempo reale e soluzioni di manutenzione predittiva cambiando il modo in cui si ottiene, si gestisce e si fornisce l’acqua. E’ un cambiamento che genera ulteriori opportunità per le persone perché fa entrare in gioco competenze nuove – dalle STEM alla sostenibilità – e nuovi ruoli, dagli esperti di cybersecurity per infrastrutture critiche al design di interfacce ed esperienze d’uso .

Un percorso che offre competenze trasversali e trasferibili

Come abbiamo visto, l’acqua si intreccia a quasi tutti gli aspetti dell’economia. Nella produzione manifatturiera è centrale la sua gestione, così come il controllo della qualità; nei sistemi energetici serve al raffreddamento, alla generazione, alla produzione di idrogeno; nell’agricoltura significa irrigazione; nella sanità è igiene e prevenzione delle infezioni; nelle infrastrutture digitali è una risorsa da usare in modo responsabile per i data center. Per questo motivo le competenze che si sviluppano lavorando nel settore idrico sono altamente trasferibili in altri mercati. Una carriera nel settore idrico non è limitante: è aperta.

Con le donne alla guida si ottengono migliori risultati

L’organizzazione internazionale UNWater evidenzia come avere le donne al centro dei processi decisionali nel settore idrico permetta di realizzare sistemi più resilienti, inclusivi ed efficaci. Le donne portano prospettive specifiche, frutto di esperienza viva, che riguardano la sicurezza, l’accessibilità, la vita familiare, le esigenze di lungo periodo delle comunità in cui vivono. E’ proprio la visione che serve alle utility per unire innovazione e impatto sociale, ma non è abbastanza rappresentata: lo squilibrio di genere è elevato, come in molti altri settori. In Unione Europea, ad esempio, l’86% dei profili professionali di cui c’è carenza appartiene ad aree che soffrono di squilibrio di genere, tra ruoli tecnici e ingegneristici in particolare.

Un percorso per fare entrare più donne nel settore idrico

Per attrarre più personale femminile e trattenerlo, il settore idrico deve modernizzare, oltre alle infrastrutture, il modo in cui struttura la ricerca di talenti. Ciò significa riposizionare il tipo di carriere offerte evidenziando quanto siano centrali l’innovazione, la tecnologia, l’impatto sociale; creare migliori percorsi in ingresso collaborando con scuole, gruppi che promuovono le carriere STEM, programmi per la formazione professionale; creare ambienti di lavoro inclusivi, in cui le donne in posizione manageriale abbiano visibilità, si coltivino le reti e si promuova la mentorship; cambiare il modo di assumere, chiedendo alle persone competenze digitali, analitiche e di sistema, diverse da stereotipi ormai datati.

I programmi di formazione giovanile e di promozione dell’imprenditorialità che Schneider Electric stessa promuove, nei quali ha coinvolto finora oltre un milione di giovani nel mondo, dimostrano come sviluppare competenze con un approccio mirato possa ampliare il bacino di talenti a cui attingere e aiutare le donne ad accedere più rapidamente a percorsi di carriera ad alto impatto.

Perché è importante agire proprio ora?

Nel settore idrico la forza lavoro sta invecchiando, mentre in parallelo le infrastrutture globali si stanno modernizzando e le utility affrontano le complessità legate a fenomeni come la digitalizzazione e la crescita della domanda di acqua. Non si possono vincere le sfide future senza attingere a tutto il bacino possibile di talenti. Per le donne, inoltre, il settore offre qualcosa che è raro trovare altrove: spazi di crescita professionale, stabilità, innovazione, possibilità di produrre un impatto positivo su larga scala.

Un invito personale

Da oltre 25 anni il mio lavoro si svolge al punto di intersezione tra automazione industriale, operatività digitale, infrastrutture essenziali – e la mia esperienza mi fa affermare con sicurezza che non c’è un ambito migliore del settore idrico per le donne che vogliono una carriera che abbia significato. Passione per la tecnologia, per la sostenibilità, per un pensiero sistemico – ma anche il desiderio, semplicemente, di migliorare la vita delle persone trovano posto nel mondo dell’acqua. Perché dove scorre l’acqua, cresce l’eguaglianza – e con le donne alla guida il futuro dell’acqua guadagnerà in forza, intelligenza e resilienza, a beneficio di tutti.