Perché le aziende devono fare i test sierologici ai loro dipendenti

scritto da il 07 Maggio 2020

I test sierologici vanno alla ricerca di anticorpi specifici del Covid-19, il che in sintesi significa rispondere alla domanda: “La persona ha avuto (e potrebbe avere in questo momento) il Covid-19?”

Non voglio entrare qui nei dettagli tecnici di come il test funziona e quali sono quelli disponibili. (a questo link un approfondimento per chi è interessato )

Per semplificare molto la discussione fisso nel 90% la precisione del test, ovvero su 100 persone testate che effettivamente hanno avuto il Covid-19 10 risultano negativi e su 100 persone che NON hanno avuto il Covid-19 10 risultano positivi. Ogni metodica concreta (quantitativa o qualitativa) ha numeri diversi che vanno studiati ma quel 90% riesce a catturare il nocciolo di quanto voglio dire in questo articolo.

Il modo in cui si dovrebbero usare i test sierologici in azienda è questo:

Ogni due settimane bisognerebbe fare il test a tutti i dipendenti che non sono risultati positivi precedentemente.

È un modo di gestire i rischi più chirurgico rispetto a selezionare le persone a caso, che consente di individuare più facilmente le persone che hanno sviluppato anticorpi

Alle persone risultate positive al test va fatto il tampone e un approfondimento clinico per capire se sono infetti in quel momento. In ogni caso chi risulta positivo andrebbe tenuto in isolamento domiciliare per precauzione.

Questo modo di gestire il rischio nelle aziende tramite screening di test sierologici abbassa fortemente la probabilità di avere dei positivi presenti in azienda per molti giorni, che è l’elemento di rischio principale.

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Tutti i DPI e le regole di distanziamento servono perché siamo “ciechi” su chi è positivo. Se invece che ciechi fossimo solo miopi e vedessimo un po’ meglio chi è positivo, riusciremmo ad abbattere il rischio. Il grado di miopia è legato alle caratteristiche tecniche del test e alle caratteristiche proprie della positività agli anticorpi nel tempo dall’infezione.

A questo si aggiungerebbe una conoscenza molto profonda del grado di diffusione in quella azienda del Covid-19, che confrontato con altre aziende del territorio e seguito nel tempo permetterebbe di adottare strumenti adeguati e specifici.

L’argomento secondo cui è meglio non fare i test perché non si sa come gestire legalmente (Legge 81/08) un singolo lavoratore positivo è il tipico argomento che ci consegna una situazione a più alto rischio collettivo rispetto a una diminuzione radicale di rischio per tutti. Sarebbe un esercizio di management difensivo che distrugge valore per tutti.

Dobbiamo essere tutti coscienti del fatto che se non cogliamo l’opportunità offerta dai test sierologici stiamo aiutando il virus a diffondersi senza usare uno strumento di abbattimento epidemiologico a nostra disposizione.

Twitter @lforesti