Le 10 parole del lavoro del 2023 su LinkedIn: da parità a settimana corta

scritto da il 29 Dicembre 2023

Le 10 parole del lavoro del 2023 su LinkedIn? Scopriamole grazie ai post che hanno suscitato più interesse. Proviamo a ripassarle tramite l’hashtag #RASSEGNALAVOROIT, indicando le parole chiave dell’anno.

PAROLE DELL’ANNO 2023: CERTIFICAZIONE DI PARITÀ DI GENERE

Considerando le parole del lavoro del 2023, nel corso dell’anno c’è stata una corsa alla certificazione di genere da parte delle aziende. Non è mancato quasi un giorno, dalla seconda metà dell’anno in poi, che non abbiamo registrato una new entry nella lista delle imprese certificate: merito anche del Pnrr che l’ha indicata come una priorità per «promuovere una maggiore inclusione delle donne nel mercato del lavoro».
A ottenerla, prima azienda di alta moda in Italia, è stata Gucci seguita pochi giorni dopo da Vodafone: diversi gli indicatori utilizzati per la società di telecomunicazioni, rispettivamente cultura e strategia, governance, processi HR, opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda, equità remunerativa per genere, tutela della genitorialità e conciliazione tra vita e lavoro.

PAROLE DELL’ANNO 2023: DONNE LEADER

Strettamente collegata alla certificazione di parità di genere è stata, sempre a proposito delle parole del lavoro del 2023, la crescita delle donne in posizioni apicali. È il caso di Giuseppina Di Foggia, scelta come amministratrice delegata di Terna. È lei la prima donna a essere stata designata nel 2023 a guidare una grande società quotata, partecipata dallo Stato. Laurea in ingegneria elettronica alla Sapienza di Roma con un master in professional program management presso lo Stevens Institute of Technology, Di Foggia aveva già ricoperto il ruolo di CEO a Nokia Italia.

Un bel segnale, dunque, dopo che lo studio del Corporate Governance Lab della SDA Bocconi aveva indicato come la presenza di donne nei consigli di amministrazione italiani sia superiore al 41 per cento, ma appena il 13 per cento di loro riveste ruoli da executive manager.

Parlando di aziende private, hanno fatto notizia le nomine delle bocconiane Francesca Bellettini e Margherita Della Valle a numero due del gruppo Kering e a CEO mondo di Vodafone.

PAROLE DELL’ANNO 2023: SMART WORKING

Tema molto ricorrente durante il 2023 è stato quello dello smart working. Il lockdown ha impresso un’accelerazione nell’adozione del lavoro agile e oggi è difficile negarne i benefici per i lavoratori e, in parte, per le aziende. Grande attenzione ha suscitato la scelta di Tim che per i dipendenti del servizio clienti della business unit enterprise ha introdotto la sperimentazione delle smart working al 100 per cento a partire da settembre: per loro, ogni 15 giorni, ossia due volte al mese, rientro in ufficio per confrontarsi e condividere l’avanzamento dei progetti.

Tutti in smart working alla Heineken con tre giorni alla settimana da remoto e i restanti in presenza nella sede di Sesto San Giovanni sia per chi è a tempo determinato sia per chi ha un contratto a tempo indeterminato, full-time o part-time.

Monte ore fissato per l’attività da remoto anche a Unilever Italia: smart working per 96 ore al mese, durante le quali è possibile lavorare dove, quando e come si desidera. E, in più, nell’ottica di favorire il ricongiungimento familiare, possibilità di lavorare in modalità ibrida durante le vacanze estive e le festività natalizie (rispettivamente in programma dal 17 luglio 2023 al 15 settembre 2023 e dal 18 dicembre 2023 al 12 gennaio 2024).

Un passo oltre lo smart working è, secondo Nestlé, il lavoro flessibile, adattabile e bilanciato o “FAB working”, nel quale l’ufficio è complementare al lavoro da casa, programmato in base alle esigenze della persona e dell’azienda. In ufficio, in sostanza, si va per svolgere le attività di co-progettazione, condivisione, collaborazione, socializzazione e team building: a casa si fa il vero e proprio lavoro alla scrivania.

PAROLE DELL’ANNO 2023: SETTIMANA CORTA

Tra le 10 parole del lavoro del 2023, il tema dell’orario ridotto è stato discusso quasi settimanalmente. Se n’è parlato, ad esempio, a proposito della settimana corta adottata da Intesa Sanpaolo, Lavazza e Luxottica: all’inizio del 2023, infatti, l’istituto di credito ha annunciato a partire dalla divisione insurance, facendo da apripista in Italia tra le grandi aziende, la settimana di 4 giorni unita a 120 giorni di smart working: in sostanza, la banca ha introdotto la settimana corta su base volontaria (con l’articolazione dell’orario di lavoro su 9 ore per 4 giornate lavorative) a parità di stipendio con possibilità di scelta del giorno di riposo di lunedì o di venerdì, della stessa settimana e, inoltre, di 120 giorni all’anno di smart working (50 per cento delle ore previste in caso di part-time verticali o misti), pianificabili fino a 30 giorni consecutivi.

Venerdì breve, parlando di settimana corta, nel contratto integrativo 2023-2025 del gruppo Lavazza e quattro giorni a parità di stipendio in Luxottica. Sperimentazione della settimana corta per 20 settimane all’anno, infatti, nelle sedi di Agordo, Sedico, Cencenighe Agordino, Pederobba, Lauriano (Torino) e Rovereto (Trento): in sostanza, 5 venerdì liberi sono scalati dai permessi retribuiti, mentre i restanti 15 (sul totale dei 20 per i quali vale l’accordo) sono a carico all’azienda.

«Guardiamo al futuro», ha dichiarato il CEO di Fastweb, Walter Renna, dopo essere stato nominato nella prima metà dell’anno: 36 ore settimanali a parità di retribuzione a partire dal 1° gennaio 2024 nell’azienda italiana di telecomunicazioni con l’adozione dello smart working all’insegna della flessibilità, della collaborazione e della responsabilizzazione nel raggiungimento degli obiettivi di business.

Orario ridotto anche a Bulgari, Leonardo e Lamborghini: in quest’ultima si lavorerà di meno e si guadagnerà di più. Riduzione dell’orario di lavoro, infatti, abbinata alla maggiorazione del salario, con l’incremento della busta paga fino a 4 mila euro all’anno.

PAROLE DELL’ANNO 2023: PERMESSI SPECIALI

Tematica molto interessante è stata quella dei permessi speciali. Da ricordare sono i passi in avanti compiuti da Barilla, Ferrero, Lavazza e Autostrade. Nel nuovo contratto integrativo 2023-2025 dell’azienda che produce pasta sono state previste 16 ore all’anno per l’inserimento al nido, le visite pediatriche dei figli e l’assistenza dei genitori ultra 75enni.

Alla Ferrero, pronta a festeggiare nel 2024 i primi 60 anni della Nutella, nell’ambito delle misure indicate come “Persone in Ferrero” sono state previste 4 mezze giornate di permesso per l’inserimento dei figli al nido o alla materna così come 4 mezze giornate per l’assistenza per situazioni familiari particolari.

A Lavazza, poi, oltre ai permessi per prendersi cura dei propri cari, sono stati previsti 5 giorni di paternità obbligatoria a carico dell’azienda (oltre alle 10 ore previste dalla legge) e 4 ore per le visite veterinarie degli animali domestici.

A scaldare la rete è stato anche il permesso retribuito per il primo giorno di scuola dei figli, annunciato a settembre da Autostrade per l’Italia: «Il primo giorno di scuola dei nostri figli è un tassello fondamentale per l’istruzione e la crescita dei ragazzi, per costruire le persone e la società di domani. Ma è anche un momento importante per la famiglia e ciascun genitore: un diritto che va tutelato», ha commentato Gian Luca Orefice, direttore human capital organization, con Antonio Cavallera, head of people management e industrial relations, al Sole 24 Ore. Permesso, dunque, di 2 ore retribuite da utilizzare per accompagnare i bambini nel primo giorno di scuola primaria.

PAROLE DELL’ANNO 2023: BONUS BEBÈ

Non solo ore per i figli, ma anche soldi tra le 10 parole del lavoro del 2023. Del bonus bebé se n’è discusso spesso negli ultimi 365 giorni. Lo abbiamo fatto, ad esempio, a proposito della policy di Bending Spoons, la società milanese che sviluppa app: doppio bonus da 10 mila euro per accogliere i figli dei dipendenti, così da permettere loro di pagare il nido o la babysitter.

Obiettivo, ha spiegato l’HR manager Nicolle Wasserman, è che «ognuno abbia le migliori possibilità di realizzare il sogno di creare una famiglia e di progredire nella propria carriera senza trovarsi costretto a fare rinunce esagerate. Invece di essere sottoposti ad approvazioni preventive e controlli, i collaboratori sono invitati a decidere in autonomia quali benefit sfruttare, quando e come, sapendo che possono contare sul fatto che Bending Spoons li supporterà nelle loro decisioni, fornendo le necessarie risorse».

Generosa anche San Marco, l’azienda che opera nel settore delle vernici per l’edilizia a due passi da Venezia: 6 mila euro per ogni figlio con congedo di paternità retribuito raddoppiato (20 giorni da usare entro l’anno di vita del piccolo, anche non consecutivamente): «Desideriamo che le persone della nostra squadra si sentano parte di una grande famiglia. Gli aspetti previdenziali del nostro piano di sostenibilità sociale puntano a fare rete intorno alle famiglie, dando loro un aiuto concreto e significativo», ha raccontato Mariluce Geremia, vicepresidente e HR.

PAROLE DELL’ANNO 2023: FIGLI AL LAVORO

Sempre in tema di figli, alcune aziende hanno accolto i piccoli al lavoro con i genitori. Guardando all’estero, nel quartier generale della Nestlé in Svizzera, i bambini possono andare in ufficio con le mamme e i papà: per loro c’è lo spazio di co-working dotato, appunto, di kid’s corner. Il buon esempio arriva anche dall’Italia: a OneDay, l’azienda milanese dove lo smart working è illimitato e le ferie sono libere, i neogenitori sono liberi di andare in ufficio con il proprio figlio. «Abbiamo introdotto – ha rimarcato il presidente Paolo De Nadai – la libertà di venire in ufficio con il figlio, il mini club aziendale, il bagno con fasciatoio, la totale flessibilità di smart working e 30 giorni di congedo di paternità».

PAROLE DELL’ANNO 2023: WELFARE PER IL TEMPO LIBERO

Proseguiamo con le 10 parole del lavoro del 2023. Nel capitolo del welfare rientrano anche i contributi economici per tenersi in forma fisicamente. L’esempio è arrivato da Jumbo di San Martino Buon Albergo, dove i datori hanno atteso il rientro dalle ferie per donare ai 120 dipendenti l’abbonamento annuale in palestra. Per loro fino a tre ingressi settimanali (con corsi di yoga, pilates, ginnastica funzionale e posturale al Centro Town in provincia di Verona), con anche 20 ingressi al centro benessere (dotato di sauna finlandese, bagno turco, docce emozionali, idromassaggio, zone relax e tisaneria).

PAROLE DELL’ANNO 2023: STIPENDI SENZA SEGRETI

In merito ai soldi, la direttiva Ue 2023/970 del Parlamento europeo ha cambiato le carte in tavola: addio ai segreti sugli stipendi così da promuovere la parità di retribuzione fra uomini e donne. Potremo sapere, ad esempio, quanto guadagna il collega che svolge le nostre mansioni. È stata messa la parola fine, dunque, alle clausole contrattuali che impediscono ai lavoratori di chiedere informazioni in merito alla retribuzione delle altre categorie di lavoratori: il tutto nel segno anche della trasparenza degli stipendi all’interno dell’Unione europea.

PAROLE DELL’ANNO 2023: PREMIO DI RISULTATO

Concludiamo, infine, la carrellata delle 10 parole del lavoro del 2023 su LinkedIn. Trasparenti e interessanti i premi di risultato annunciati da alcune aziende: 13.500 euro alla Ferrari, 4.000 euro a Luxottica, 2.400 a Ferrero e 2.710 euro a Coca-Cola. La casa di Maranello ha dato il la a febbraio del 2023 per accelerare, oltre che sugli utili, sugli aumenti: 13.500 euro il premio di competitività relativo al 2022 per i 5 mila dipendenti, 1.500 euro in più rispetto al 2021. «I dati pongono le basi per un 2023 ancora più forte, alimentato da una persistente domanda elevata dei nostri prodotti in tutto il mondo», aveva sottolineato l’amministratore delegato Benedetto Vigna all’inizio del 2023: a fine anno, manager e dipendenti soddisfatti.