Negli ultimi 20 anni le piattaforme digitali sono diventate giganti di mercato grazie agli effetti alchemici della loro microeconomia: economie di scala e di rete (più sei grande e più iscritti hai più è facile ingrandirsi e acquisire nuovi utenti), e il possesso di dati personali che fungono da barriera all’entrata li hanno traghettati da nani a giganti. Amazon è passata da un valore di borsa di 4 miliardi di dollari nel 2001 a 1.500 miliardi nel 2020. Facebook che vent’anni fa non esisteva ne vale oggi circa 800, più o meno come Alibaba. I player digitali hanno invaso settori tradizionali come l’accoglienza, la mobilità, il...
Un tempo, ormai molto lontano, la vera ricchezza consisteva nel bestiame. In particolare, chi possedeva un elevato numero di pecore era considerato agiato. Nei più noti tra i libri della cristianità occidentale, la Bibbia (ta biblìa, i libri, per l’appunto), il “gregge” è addirittura una sorta di occorrenza cruciale, un elemento essenziale a molti degli aneddoti narrati. Lo stesso Mosè, l’iniziatore per eccellenza dell’esodo, riceve la ‘chiamata’ dall’Altissimo proprio mentre pascola le greggi del suocero Ietro. Abramo, il patriarca della grande alleanza che accomuna le religioni monoteiste, è erede d’una solida...
Post di Gianluigi De Marchi, consulente finanziario, giornalista e scrittore -
Nei primi 20 anni del nuovo millennio si sono rapidamente succedute gravi crisi finanziarie che hanno travolto i mercati provocando danni enormi al sistema economico mondiale. Si è partiti nel 2000, con la “bolla tecnologica”, seguita, nel 2008, dal crack Lehman, che ha trascinato tutto il mondo finanziario nella tempesta. Ci troviamo ora in pieno nella terza crisi, provocata questa volta non da eccessi speculativi, ma da un agente “estraneo”, il COVID-19, che ha obbligato il mondo a fermarsi per contenerne la diffusione.
Tutti i governi si sono...
Post di Andrea Isola*, General Manager di N26 Italia -
Nel corso degli ultimi mesi, il tema dell’euro digitale, ossia il progetto ideato dalla Banca Centrale Europea per la creazione di una moneta virtuale da introdurre nei 19 Paesi che utilizzano l’euro, si sta ritagliando un proprio spazio all’interno del dibattito pubblico, anche alla luce del fatto che, lo scorso 12 ottobre, la BCE ha lanciato una consultazione pubblica rivolta a cittadini, accademici, istituzioni finanziarie e pubbliche autorità per esprimersi sulle loro esigenze in tema di pagamenti e per offrire le loro indicazioni sui potenziali vantaggi di questa...
Post di Gianluca Carnevale Garé, Head of Sales, Retail Italy & Milano Branch Manager presso Ram Active Investments (Gruppo Mediobanca) e corsista dell’ Executive MBA Ticinensis-EMBAT presso l’Università di Pavia –
Duemilacinquecentosessantanove miliardi di euro. 2.569 miliardi di euro è la cifra gigantesca del debito pubblico italiano a fine 2020 (nuovo massimo storico: in un anno + 159 miliardi), ma il peggio non è ancora passato. Aggiornata al 2 marzo era già lievitata a 2.612. E il FMI stima un ulteriore aumento dell’indebitamento netto nell’ordine di quasi 200 miliardi, che spingerebbe il rapporto Debito/Pil al...
L'autore di questo post è Micael Saillen, CEO & Co-Founder di Tate -
Sempre più consumatori si rivelano attenti ai temi di sostenibilità e digitalizzazione. Il mercato registra uno spostamento delle preferenze di acquisto a favore di aziende sostenibili, servizi per il risparmio energetico e per la gestione intelligente della casa ma la strada da fare, rispetto ai nostri vicini europei, è ancora molta. Lo rivela un’analisi di Tate, tech company e start-up innovativa attiva dal 2018 nella vendita di energia elettrica e gas esclusivamente online, che ha condotto un’indagine sulle abitudini di consumo dei cittadini italiani, il...
Un sondaggio svolto da Bankitalia sulle imprese italiane conferma una tendenza già emersa circa gli esiti che la pandemia ha generato sui processi di globalizzazione. Ossia che le pratiche di reshoring, ossia di rilocalizzazione dei processi produttivi fino ad oggi svolti all’estero, rimangono residuali.
Questa considerazione va inquadrata all’interno di una tendenza che ormai da anni sta generando il rallentamento dell’internazionalizzazione. Quindi di quelle che sono lo strumento attraverso il quale essa procede: le global value chains (GVC), vessate da dazi e barriere, nonché da un clima culturale che ricorda sempre più...
Post di Emanuele Cacciatore, senior director industry strategy & transformation di Oracle e Nicola Comelli, content share & selection manager presso Phyd -
Nell’agosto 2015 fece scalpore nel Regno Unito la decisione di EY, il noto gruppo di revisione contabile e management consulting, di rimuovere la laurea come requisito obbligatorio per l’accesso alle selezioni. La motivazione? Non vi era evidenza che un buon percorso universitario fosse positivamente correlato con il successo nel mondo del lavoro. La scelta di EY rappresentò senz’altro un’innovazione nel settore del recruiting ma si inseriva nel solco di una crisi che...
Post di Eleonora Maglia, giornalista. Eleonora svolge attività di ricerca e pubblicazione per il Centro di documentazione Luigi Einaudi di Torino –
L’insieme dei progetti con cui le aziende supportano in prima persona le Organizzazioni no profit o le comunità locali, attraverso donazioni in denaro o donazioni di beni oppure donazione di tempo e di competenze dei propri collaboratori, prende il nome di Volontariato d’Impresa, che in sé pare un ossimoro: possono le aziende, storicamente intese come strutture orientate al mero profitto, occuparsi di altro da sé e, per di più, in logica di gratuità?
Sì. Secondo le rilevazioni...
L’autore del post, Silvano Joly, 55 anni, torinese, guida Syncron in Italia e Spagna. Manager per Innovation Leader come PTC, Reply, Sap, Dassault Systemes e Centric Software, ha lavorato anche con Aziende pre-IPO, start up e collabora con varie Università Italiane. Mentore pro-bono di start-up high-tech è da sempre amico della Piccola Casa della Provvidenza (Cottolengo), il più antico istituto dedicato all’assistenza di persone con gravi disabilità -
Già nei primi giorni del lockdown, il filosofo Giorgio Agamben ha scritto della crisi Covid. Trattando il tema come un filosofo sa e deve fare. Solo una successiva, colpevole...