Lavoro non per soldi ma per passione. Quali contromisure per le aziende?

scritto da il 07 Luglio 2023

Commento di Andrea Pietrini, chairman di YOURgroup, la società italiana, leader nei servizi di Fractional Executive – 

Sembrava, in prima battuta, un effetto di breve durata legato ai disagi vissuti in pandemia, ma pare non sia così. Parliamo del fenomeno che ha visto nel 2021 quasi 2 milioni di lavoratori e lavoratrici abbandonare volontariamente il proprio posto di lavoro (il 67% del totale delle cessazioni di lavoro), tendenza proseguita anche nel 2022 (+35% nei primi tre mesi dell’anno rispetto a quanto avvenuto nei dodici mesi precedenti, in base ai dati diffusi dall’INPS).

Oggi quasi un addetto su due dichiara di volersi ritirare “a vita privata” o comunque cambiare lavoro per rimodulare il cosiddetto work-life balance o puntare su collocazioni a maggiore tasso di welfare aziendale. Voglia di benessere, di contenere lo stress, di ritrovare tempi e modalità di vita che salvaguardino affetti e passioni rimaste inespresse. Scelta coraggiosa o avventata non si sa, anche perché chi lascia spesso non ha una vera alternativa professionale a portata di mano, particolare che sembra non contare.

Voglia di benessere sul lavoro e continuità d’impresa

Una prospettiva che non concede sonni tranquilli a molti vertici aziendali, in ogni settore, chiamati a rivedere buona parte dell’assetto aziendale e delle politiche di supporto ai dipendenti se vogliono mantenere inalterato l’organico e garantire continuità d’impresa.

Lavoro

Immagine di Ian Schneider per Unsplash

 

I compensi non bastano: la nuova sfida per le risorse umane

Oggi chi si occupa di gestione delle risorse umane, e non solo, deve fare un po’ i conti con manager spinti dalla necessità di rivedere la propria carriera e la posizione aziendale in funzione di una maggiore attenzione all’aspetto personale e, spesso, familiare. Un rebus da affrontare intercettando nuove esigenze da tradurre in contropartite di welfare se si vogliono convincere risorse oramai refrattarie persino alla prospettiva di incrementi economici.

Vivere l’impegno professionale in maniera più umanizzante

Teniamo conto che, come descrivono chiaramente molti recenti studi, chi ricerca un cambio di lavoro lo fa essenzialmente per vivere il proprio impegno professionale in maniera più agile e umanizzante. Va poi considerato il fattore emotivo, ovvero la carenza, spesso, di un adeguata motivazione o il mancato riconoscimento di valore.

Quali contromisure?

Vanno quindi prese rapide contromisure che procedano verso quello che definisco come ‘processo di ri-umanizzazione’ dei rapporti intra-aziendali, con l’introduzione di periodiche parentesi di dialogo, anche one-to-one, per misurare il grado di soddisfazione, o insoddisfazione, dei dipendenti, comprese le prime e seconde linee aziendali, al fine di intercettare nuove esigenze e raccogliere spunti preziosi. Anche le forme di contratto più flessibili, come la libera professione possono aiutare.

Lavoro da remoto per un equilibrio diverso

Avere la possibilità di lavorare da remoto per numerose aziende potrebbe aiutare a trovare un equilibrio diverso tra vita privata e lavoro e anche poter lavorare da casa o da dove si preferisce. Il caso di YOURgroup è rappresentativo di questa possibilità e il successo ottenuto ne testimonia la validità.