Cosa potremmo pensare se ci venisse detto che non esiste un limite oltre il quale uno Stato può indebitarsi? Qualcuno potrebbe pensare che si tratti del pensiero del solito sciroccato che ha studiato economia su internet, oppure del delirio di qualche nuovo personaggio a caccia dei suoi dieci minuti di attenzione. Torneranno certo in mente i ricordi di default di Stati non così lontani nel tempo: Argentina, Russia, Venezuela, Grecia e Ucraina, solo per citarne alcuni dei più recenti.
Allora, chi potrebbe mai affermare “le stime puntuali del differenziale medio tra il tasso d’interesse e quello di crescita sono frequentemente...
Una buona economia richiede delle buone leggi, poche e che vengano rispettate. Su questi due fronti l’Italia latita da quel dì. Tornato in Italia nel gennaio 1945, Luigi Einaudi, nominato governatore della Banca d’Italia, nel 1949 pubblica le smaglianti Lezioni di politica sociale, sulla base delle lezioni universitarie tenute in Svizzera nel 1944. In una di queste spiega come il mercato sia un’invenzione sociale preziosa, alla quale vanno affiancate alcune istituzioni per regolarlo a puntino:
“Tutti coloro che vanno alla fiera sanno che questa non potrebbe avere luogo se, oltre ai banchi dei venditori, i quali vantano a gran...
Co-autore di questo post è Fausto Panunzi, professore di Economia all'Università Bocconi; ha conseguito un PhD in Economia al MIT; è Fellow del Center for Economic Policy Research e dell'European Corporate Governance Institute ed è membro della redazione de lavoce.info -
In un recente articolo intitolato “Salvare il centro in contrazione”, il Chief Economic Adviser di Allianz, Mohamed A. El-Erian, scrive: “Anche lo sport sta perdendo il suo centro. In assenza di meccanismi di perequazione forzata (come quelli utilizzati nella National Football League degli Stati Uniti), il calcio europeo è oggi dominato da una manciata di...
Una illuminante ricognizione della Banca di Francia ci consente di comprendere con una semplice occhiata la tendenza più autentica che da un decennio, ossia da quando è esplosa la crisi subprime, informa gli andamenti del mercato del lavoro nell’eurozona. Ossia la circostanza che, da allora, gli ultra50enni sono l’unico gruppo che ha visto crescere l’occupazione, al contrario di quanto è avvenuto per i più giovani.
Sulle ordinate, in migliaia di unità, si registra il cambiamento intervenuto nel numero degli occupati per classi di età. Questa curiosa circostanza, che sembra fatta apposta per dare corpo alle più esilaranti...
Abbiamo bisogno di capi? Dobbiamo ancora gestire le nostre aziende facendoci ispirare a modelli di ispirazione militare? Abbiamo ancora bisogno di team, uffici e tutto l'armamentario fisico, sociologico e valoriale delle aziende?
In sostanza la risposta a questa domanda è: sì, ne abbiamo bisogno. E per ottimi motivi.
Innanzitutto con l'avanzata inesorabile di tecnologie come l'intelligenza artificiale le persone nelle aziende hanno la necessità di occuparsi di quello che loro sanno fare meglio delle macchine. E quindi hanno bisogno di interagire tra persone in modo ancora più efficace che nel passato. La tecnologia fondamentale da...
L'autrice di questo post* è Livia Simongini, economista nella practice Strategie industriali e territoriali di Prometeia. Il principale ambito della sua attività è l'analisi del contesto economico-sociale del territorio, con particolare riferimento alle previsioni economiche, la competitività internazionale dei territori, l'analisi delle caratteristiche demografiche e del mercato del lavoro a livello territoriale -
Alcune settimane fa una nota di Eurostat sulla disponibilità dei giovani a spostarsi per motivi lavorativi ha evidenziato come i disoccupati italiani, sul panorama europeo, siano tra i meno propensi a cambiare...
Il co autore di questo post è Angelo Antonio Russo, dottore commercialista e professore ordinario di economia e gestione delle imprese presso la facoltà di economia della Libera Università del Mediterraneo (LUM) Jean Monnet.
C’è un passaggio letterario molto rilevante nel Manuale del guerriero della luce di Paulo Coelho che dice: “Scegli i tuoi alleati e impara a lottare in compagnia, perché nessuno vince una guerra da solo”. La ‘digitaldisruption’ o più comunemente ‘rivoluzionedigitale’ è un fenomeno che ormai sta mettendo in discussione qualsiasi modello di business esistente e sta costringendo le imprese...
Autrice di questo post, della serie a cura di Neos Magazine, è Ornella Darova, Research Assistant al CHILD – Collegio Carlo Alberto e master student in Economic and Social Sciences all’Università Bocconi; ha studiato Economia e Statistica (B.A. Hons) all’Università di Torino e al Collegio Carlo Alberto; ha collaborato con Stockholm University, LUISS Laps e Istituto Bruno Leoni –Politica valutata: Comunicazione Unica e One-Stop Shops per l’ottenimento delle licenze necessarie alle attività d’impresa.
Obiettivo: Semplificazione del processo di creazione d’impresa, aumento della produttività e miglioramento...
Nel mondo, e in Italia, ci sono due tipi di elettori[i]: i “local” e i “global”.
Ciò che li differenzia non è il reddito, né l’accesso ai diritti, né la classe sociale. È la Weltanschauung, la visione del mondo. Hanno valori e stili di vita diversi.
I “local”, la maggioranza, hanno un livello educativo più basso e vivono radicati sul territorio: non amano allontanarsi da affetti, comunità e tradizione - mamma e squadra di calcio incluse.
Il “global” è in minoranza (anche se fa finta di non accorgersene) e ha un livello educativo più alto. Non ama le frontiere: ha viaggiato - e spesso vissuto - in più di un...
Esaurita la coda delle polemiche relative alle analisi elettorali post-voto, si può tornare a ragionare sul momento attuale che vive l’economia italiana e sugli scenari futuri. Si è discusso molto di Sud, perché giocoforza qualcuno intuisce che le disparità regionali potrebbero influenzare il dibattito politico dei prossimi anni, tra difficili trattative Stato-Regioni per l'attuazione di nuove forme di autonomia locale e del regionalismo differenziato (ne abbiamo già scritto e lo rifaremo a tempo debito) e promesse della campagna elettorale con cui fare i conti.
Nel recente “Rapporto sulle economie territoriali”, scrive