14 Agosto 2020

“L’euro è un’entità malefica”: inflazione come metafora di un disagio

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Secondo un aneddoto narrato da Gregory Mankiw e Mark Taylor, nella Germania degli anni Venti, l’iperinflazione era talmente galoppante che i camerieri, nei ristoranti, durante una normale cena, erano costretti a passare dai tavoli più volte per informare i clienti del cambiamento dei prezzi. Ne abbiamo già parlato in un precedente articolo, che si può leggere qui. All’inizio degli anni Settanta, in Cile, l’inflazione era superiore al 100% mensile. In Argentina, vent’anni dopo, si raggiunse addirittura il 200%. A metà degli anni Ottanta, invece, in Brasile, si sfiorò il 250%. Se queste percentuali paiono allarmanti, allora...

26 Giugno 2020

Agenda climatica, industria e benessere, ecco il nuovo trilemma

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A inizio maggio Edward Luce sul Financial Times ha pubblicato un articolo il cui titolo era tutto un programma: It’s the end of globalism as we know it (and I feel fine). Secondo il giornalista la fine della globalizzazione era evidente già dal 2006. La crisi del 2008 aveva mostrato ulteriori cedimenti che avrebbero poi portato alla nascita di una proposta politica populista in molti stati. Luce ha scritto un libro su questo tema che parla del declino dell’ordine liberale occidentale. Una tra le forze emergenti alla base del de-globalismo, soprattutto alla luce di quanto accaduto con la recente crisi, è la spinta verso la...

23 Dicembre 2018

Torniamo alla lira? Un gioco macroeconomico e le sue implicazioni

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Torniamo alla lira, sì! Suvvia, cimentiamoci almeno in un’ipotesi da laboratorio! Che cosa ci costa? Anzitutto, è necessario fissare un tasso di cambio. Restiamo sempre una discreta economia aperta, non possiamo mica sottrarci alla legge dei mercati. Di conseguenza, siccome siamo audaci e baldanzosi e, nell’ambito delle fantasticherie, non esistono tabù, stabiliamo un cambio fisso alla pari: una lira vale un euro e viceversa. “Che stupidaggini!” qualcuno potrebbe dire. “Se una lira vale un euro, è evidente che un euro vale una lira”. Invece, il processo non è proprio così scontato. Il nostro nuovo conio, comunque,...

18 Maggio 2017

Contrattazione e salario minimo, che cosa insegna Macron all'Italia

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Il neoeletto presidente della Repubblica francese non ha mai fatto mistero delle sue priorità legislative. In particolare, uno degli elementi in cima all’agenda è completare il processo di decentralizzazione nella negoziazione degli orari di lavoro e dell’organizzazione aziendale. A questo proposito, è interessante mettere a confronto la normativa vigente in Francia e in Italia, ed analizzare i possibili effetti che liberalizzazioni in questo senso potrebbero avere su condizioni di lavoro e produttività. La negoziazione sindacale in Francia e in Italia La Francia ha riformato recentemente la normativa sulla contrattazione,...

11 Maggio 2017

Il Venezuela, il fallimento socialista ed il grande silenzio della sinistra

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Il Venezuela è nel caos più totale. Crisi politica, sociale, economica. In altre parole, ci troviamo di fronte all’ennesimo fallimento dell’ideologia socialista. Uno degli aspetti più incredibili di questa triste vicenda è il silenzio assordante della classe intellettuale e dirigente di sinistra. Se, infatti, durante il periodo Chavista (1999-2013), il Venezuela ci è stato spesso, erroneamente, presentato come una storia economica di grande successo, nel corso di questi ultimissimi anni la retorica pro-Caracas si è notevolmente affievolita. Da Jeremy Corbyn a Bernie Sanders, passando per Jean-Luc Mélenchon, Pablo Iglesias,...

02 Dicembre 2016

La buona, la brutta e la cattiva inflazione

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Pubblichiamo un post di Andrea Garufi, quadro direttivo bancario appassionato di macroeconomia. Collabora al blog Piano Inclinato con una sua rubrica di storia del pensiero economico - L’inflazione è una gran brutta bestia: per i consumatori, per i prestatori di fondi, per gli stessi economisti. Per questi ultimi è un blob che sfugge alle previsioni e anche ad un preciso inserimento in qualunque cornice teorica macroeconomica; per i consumatori è uno spettro che mangia potere di acquisto e espone il bilancio familiare a diete dimagranti; per chi presta fondi, le banche per esempio, rappresenta il rischio di aver rinunciato oggi...

12 Novembre 2016

La fine del contratto sociale che spiega Trump, Brexit e Marine Le Pen

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Pubblichiamo un post di Steen Jakobsen, capo economista di Saxo Bank, apparso il 16 marzo su Tradingfloor.com. A distanza di quasi otto mesi sorprende la sicurezza con cui l'autore aveva previsto la sconfitta di Hillary Clinton. E molti dei temi toccati restano di grande attualità, con uno sguardo anche alle elezioni francesi attese nel 2017 - Come si spiegano l'ascesa di Donald Trump, il rischio Brexit, le buone possibilità di Marie Le Pen di diventare il prossimo presidente francese e lo scenario generale di un mondo politico in cui tutti i presidenti in carica sembrano pronti a essere spodestati? Semplice, Watson! Mentre le...

20 Ottobre 2016

L'inflazione su, i salari reali giù e come potrebbe andare a finire la Brexit

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Ho sempre considerato la questione relativa alla cosiddetta Brexit soprattutto di natura politica, piuttosto che basata su fondate giustificazioni economiche. In fin dei conti lo status della Gran Bretagna nell'Unione europea è certamente privilegiato. La partecipazione al mercato unico è accompagnata da numerose clausole di opt-out, superiori a quelle degli altri Paesi aderenti, che le consentono una serie di deroghe all’applicazione delle normative comunitarie. L’adozione, poi, di un cambio flessibile tra sterlina ed euro ha consentito vari margini di operatività sui conti esteri e sulla posizione patrimoniale sull’estero che,...

02 Agosto 2016

Le munizioni a salve delle banche centrali

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“La domanda mondiale è cresciuta a un ritmo solo moderato e l’inflazione è rimasta persistentemente bassa nelle economie avanzate e in alcune economie emergenti nonostante un lungo periodo di politiche monetarie eccezionalmente accomodanti”. Così scrive la Bis (la Banca dei regolamenti internazionali) in uno dei capitoli della sua ultima relazione annuale dove si analizza l’efficacia delle decisioni di politica monetaria sull’economia. La questione non è tanto se siano servite negli anni passati – circostanza assai discussa ma sulla quale c’è un relativo consenso (circa la loro necessità) – ma se siano utili ancora...

08 Aprile 2016

L'euro debole non serve più. O forse ci siamo dimenticati un pezzo?

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Si sta facendo strada l'idea che, per quanto la “debolezza” dell'euro possa essere uno stimolo all'export, l'importanza di tale stimolo vada a ridursi fino a livelli addirittura trascurabili. L'idea in sé ha alcune ragioni che sono state raccontate anche da Paolo Bricco sul Sole 24 Ore del 1 aprile (“Opportunità per gli investimenti. Impatto ancora limitato sull’export”). In termini semplici, ci stiamo muovendo verso gradi maggiori di apertura, importando quote sempre maggiori di materie e semilavorati da aree economiche (e valutarie) a cui sarà poi diretto l’export della produzione conseguente. I vantaggi all'export...