Vacanze a rate: sappiamo davvero quanto ci costa staccare la spina?

scritto da il 17 Agosto 2026

Post di Leonardo Capotosto, Co-Founder di FunniFin, realtà per il benessere finanziario dei dipendenti

 

Agosto, si sa, è sinonimo di valigie, aziende che chiudono e testa già proiettata al mare o alla montagna. E anche se i prezzi sono saliti, gli italiani non rinuncerebbero mai ad una vacanza e quasi 6 su 10 ne stanno organizzando una proprio in questi giorni. La domanda, allora, diventa un’altra: come la si paga? La risposta, per molti, è “a rate”. Tra carte revolving, BuyNowPayLater e prestiti personali, pur di staccare dalla routine gli italiani non si fanno troppi problemi a indebitarsi un po’ e tra gennaio e maggio sono stati erogati circa 170 milioni di euro di prestiti destinati proprio ai viaggi.

Il punto è che pagare a rate anche le spese “non essenziali” (vacanze incluse) è ormai un’abitudine consolidata e l’utilizzo del “compra ora, paga dopo” tra i nuclei familiari italiani è passato dal 4% nel 2022 al 30% nel 2025, diventando un mercato da 9,9 miliardi di euro nel 2025, che cresce del 45% all’anno, secondo i dati. Lo conferma anche un’analisi di FunniFin, startup fintech che si occupa di benessere finanziario dei dipendenti, che mostra come quasi 1 lavoratore su 5 (18%) ha usato una qualche forma di credito per finanziare una spesa non urgente negli ultimi 12 mesi. E tra chi ha risposto, il 57% ammette di sapere poco o nulla su quanto costi davvero quel credito, tra TAEG, interessi e commissioni che spesso restano un mistero fino all’ultimo estratto conto.

Il rischio, quando manca consapevolezza, è ritrovarsi a pagare rate per quattro anni per una vacanza che è durata dieci giorni. Non è un dettaglio da poco, moltiplicato su larga scala, questo meccanismo può trasformarsi in un vero problema. In Lombardia, per esempio, le richieste d’aiuto da parte di cittadini e piccole imprese indebitate sono cresciute del 21% nel 2025.

Ma perché succede tutto questo? Il motivo è semplice, non abbiamo gli strumenti per difenderci. Secondo l’EduFin Index 2025, solo il 40% degli italiani se la cava davvero con i soldi, mentre 1 su 10 naviga a vista senza le basi minime per capirci qualcosa. E se non hai mai imparato a leggere un tasso di interesse, come fai a capire se una rata è sostenibile oppure no? Il risultato è che si finisce per guardare solo un numero, quello che ogni mese sparisce dal conto, ignorando tutto il resto.