Econopoly


Numeri idee progetti per il futuro

13 Gennaio 2018

L’Euro moneta senza Stato e le promesse irrealizzabili della politica

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Il 1° gennaio 1999 l'Euro debuttò sui mercati finanziari. I tassi di cambio, tra le prime undici valute nazionali aderenti all’Unione economica e monetaria, furono determinati dal Consiglio europeo in base ai loro valori sul mercato al 31 dicembre 1998 in modo che un ECU (European Currency Unit, Unità di valuta europea) fosse pari a un euro. Questi tassi di cambio non furono stabiliti in una data precedente semplicemente a causa della composizione particolare dell'ECU, il quale era un'unità di conto che dipendeva da un paniere di valute comprendenti anche quelle che, come la sterlina britannica e la corona danese, non avrebbero...

12 Gennaio 2018

Le promesse elettorali e il rischio di rimanere spiaggiati come una balena

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Questa è la storia di una balena, ma non si tratta di una favola per bambini, riguarda piuttosto la vita reale e precisamente il nostro amato Paese: l’Italia. Ma incominciamo dall’inizio. Durante le festività natalizie mi è capitato di leggere su un giornale locale sardo una notizia che poteva apparire curiosa e al tempo stesso quasi passare inosservata: la storia di una balena spiaggiata in Sardegna. Incuriosito dall’accaduto mi sono interessato alla vicenda scoprendo che la povera balena, evidentemente perdendo la propria rotta, si era arenata sulla spiaggia di Platamona (detta anche marina di Sorso o spiaggia dei sassaresi)....

11 Gennaio 2018

Quanto valgono studenti stranieri e immigrati? 10 volte quel che costano

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Numero che balza all'occhio dalle letture della mattina. È in una infografica pubblicata dal Financial Times e rappresenta l'apporto degli studenti e degli immigrati (dall'Unione europea e non) all'economia britannica. Ben 23 miliardi di sterline a fronte di 2,3 miliardi di costi stimati. Mentre in Italia si pensa a come sperimentare la formula dei quattro anni nei licei e negli istituti tecnici e si dibatte (anche qui su Econopoly) sull'università gratuita, nel Regno Unito la scuola crea valore, e parecchio, per l'economia nazionale. Piuttosto che studiare soluzioni fantasiose potremmo prendere esempio, che ne dite? O abbiamo anche...

10 Gennaio 2018

La zombie economics secondo Borio (e c'è l'Italia in pole position)

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Il grande problema della produttività debole che affligge molte economie avanzate spiega perché gli esperti ne discorrano sempre più spesso andando a guardare anche laddove prima si trascurava di vedere, come è accaduto in occasione di un conferenza che si è tenuta a Parigi fra il 10 e l'11 gennaio. L'incontro aveva infatti come tema la domanda se la scarsa produttività delle nostre economie possa dipendere anche da questioni finanziarie. Questione che sembra astrusa ma che invece ha importanti implicazioni in termini di policy. Non a caso fra gli ospiti del primo panel c'era Claudio Borio, capo del dipartimento economico e...

10 Gennaio 2018

Il tango del petrolio si balla anche in tre, ecco perché il prezzo nel 2018 non scenderà

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L'autore di questo post, Raffaele Perfetto, ha acquisito esperienza decennale in ambito Oil & Gas con una Major Oil Company. Ha conseguito un MBA in Oil & Gas Management nel 2016. Scrive preferibilmente di energia e geopolitica - Come è noto, it takes two to tango. Ma nel caso del mercato del petrolio forse sarebbe più opportuno parlare di un ménage a trois tra americani, sauditi e russi, perché il nocciolo duro dell’Opec+ (Opec e paesi alleati) è l’asse tra Mosca e Riad. Ma per semplicità focalizziamoci sui movimenti tra Federal Reserve e Opec+. Vediamo in ordine cronologico: novembre 2016, Opec+ annuncia il taglio di 1,8...

10 Gennaio 2018

E se l'università gratuita la pagassero i laureati, con una "graduate tax"?

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L'autore di questo post è Valentino Larcinese, professor of public policy alla London School of Economics - Sta facendo molto discutere in questi giorni la proposta avanzata dal leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso di abolire le tasse di iscrizione all’università. Si è fatto notare da più parti che all’università vanno soprattutto i figli di famiglie benestanti e che dunque abolire le tasse di iscrizione sarebbe un favore ai ricchi, una manovra regressiva. Il ministro Carlo Calenda, ad esempio, ha spiegato questo punto affermando che non è giusto che l’università di sua figlia venga pagata da un operaio senza figli. Si...

09 Gennaio 2018

Bonus o no, un piano per fare più figli è la priorità della prossima legislatura

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La legge di bilancio approvata definitivamente lo scorso 23 dicembre dal Senato ha rifinanziato solo in parte il cosiddetto Bonus Bebè, ovvero l’assegno che dal 2015 veniva erogato per 36 mensilità alla nascita o all’adozione di minore. Nel 2018, i nuovi Bonus saranno erogati solo per il primo anno di vita o adozione, non più per i primi tre. Sarà da vedere se la prossima legislatura si impegnerà a finanziare, e se per uno o più anni, lo strumento. Negli ultimi cinque anni si è osservata l’istituzione di numerosi strumenti nati con l’idea di essere di sostegno alla natalità. Bonus Baby Sitter, Bonus Bebè, Family Card,...

07 Gennaio 2018

Al Sud non lavora nessuno, per forza che se ne vanno tutti

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Pubblichiamo un post di Fedele De Novellis, partner ed economista senior di REF Ricerche – Nel precedente post ho analizzato l’ampiezza dell’offerta di lavoro potenzialmente attivabile nel nostro paese, indicando come, oltre ai disoccupati classificati come tali secondo la definizione ufficiale (che richiede di non avere lavorato e di avere effettuato azioni di ricerca attiva nel periodo di riferimento della rilevazione), vi siano molte persone il cui stato può essere in una certa misura assimilato a quello del disoccupato. Naturalmente, come per tutte le analisi del mercato del lavoro in Italia, anche questa elaborazione...

06 Gennaio 2018

Come investire nel 2018 e i nove fattori di rischio a cui prestare più attenzione

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La ripresa iniziata nel 2017 si prolungherà nel 2018, ma è ciclica. Nella prima metà del 2018 (1H 2018), in quasi tutto il mondo la crescita e l’inflazione continueranno la loro ripresa ciclica, ma nell’arco dell’anno rimarranno sotto tendenza (below-trend), perché: 1) i fondamentali macroeconomici sono ancora strutturalmente deboli. La liquidità crescerà ancora, ma a ritmi meno sostenuti. In termini netti, le principali banche centrali acquisteranno titoli per circa 50 miliardi di dollari (USD) al mese, spinti a prendere maggiori rischi dai bassi tassi di interesse. I rischi sono più alti che nel 2017. I più importanti...

05 Gennaio 2018

Questo grafico dice una verità molto scomoda sul tasso di disoccupazione

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Pubblichiamo un post di Fedele De Novellis, partner ed economista senior di REF Ricerche – Fra i temi di rilievo all’interno del dibattito sulle caratteristiche dell’attuale fase congiunturale vi è quello della mancata risposta di prezzi e salari al miglioramento del ciclo economico e alla diminuzione della disoccupazione. È un aspetto che coinvolge trasversalmente tutte le economie, ma in particolare quelle che si situano in una fase più avanzata del ciclo economico, ad esempio la Germania in Europa, oppure gli Stati Uniti. Al tema stanno dedicando attenzione anche le banche centrali, le cui scelte devono evidentemente...