Non è un mistero la crisi di consensi che sta vivendo l’apertura globalizzata dei mercati, sia in Europa sia negli USA. Si avverte non solo nelle nazioni più colpite dalla recente crisi economico-finanziaria, ma anche in quelle che apparentemente si sono riprese meglio.Trattasi di un sentimento trasversale, che ricorda sentori passati che sembravano ormai superati dopo la caduta del Muro, avvenuta ventisette anni fa. Un sentimento che spesso si sta traducendo in voti, tanti voti, ad ogni elezione disponibile.
Le correlazioni tra avversione al commercio internazionale e risultati elettorali sono oggetto di un recente paper a cura di...
Molto si è scritto del discorso di Donald J. Trump a camere unificate, ma poco si è letto di un tweet rilasciato dall’account ufficiale del presidente, nel quale l'ospite della Casa Bianca sottolineava di aver emesso una nuova direttiva in virtù della quale le pipeline statunitensi, quindi gli oleodotti, “devono essere fatti con acciaio americano”.
Nulla che stupisca l’osservatore, ormai avveduto circa il vezzo nazionalistico del nuovo presidente. Né bisogna sorprendersi dei numerosi commenti ironici che ha provocato sulla rete, il più benevolo dei quali era sull'origine dell'acciaio che regge le fondamenta della Trump...
Quante chiacchiere su questa fantomatica innovazione. Potrei sembrare provocatorio ma credo che così si centri bene un problema troppo spesso sottovalutato.
Il mondo sta cambiando molto velocemente e sento in qualche modo il bisogno di fermare su carta qualche riflessione emersa in questi confronti e nei diversi incontri che ho avuto (anche nello scrivere non sono poi così innovativo come potete vedere).
Parliamo tanto di innovazione, forse troppo, dimenticandoci che non sempre tanta tecnologia si traduce in vera innovazione.
Troppe chiacchiere e troppi pregiudizi
Sul tema ho già scritto parecchio ma ogni tanto è utile ritornare...
Istat ha pubblicato l’edizione 2017 del Rapporto sulla competitività dei settori produttivi. Che mostra come, nell’ultimo biennio, il nostro paese abbia manifestato un recupero della capacità di penetrazione dell’export. Ci sono alcuni punti meritevoli di segnalazione, per capire come e dove la politica economica ha sin qui sbagliato, e cosa serve per ristrutturare e rilanciare la nostra economia.
Per chi ha fretta, a pagina 13 del file pdf si trovano i bullet point delle condizioni macroeconomiche. Sappiamo che il nostro Pil ( si veda il grafico) è ancora in forte ritardo rispetto ai livelli ante crisi, allo stesso modo in cui...
Pubblichiamo un post di Sonia Neri, tratto da Atlante, blog di Prometeia -La revisione dello scenario nazionale, la nuova contabilità regionale diffusa da Istat lo scorso dicembre e le recenti informazioni congiunturali disponibili hanno portato a rivedere le stime di ottobre per l’anno appena trascorso. Il ritocco verso l’alto dell’economia italiana nel 2016 ha coinvolto tutte le ripartizioni territoriali, tranne l’area centrale. Il 2016 dovrebbe essersi chiuso con un andamento del PIL più vivace al Nord, più debole al Mezzogiorno.
La migliore performance del Nord Est nel 2016 si deve allo stimolo proveniente da tutte le...
Pubblichiamo un contributo di Federico Isenburg, ceo di Easy Welfare -
Welfare aziendale: tutti ne parlano, molte aziende lo attivano, pochi ne conoscono le effettive potenzialità. Definito come l’insieme di benefit e servizi a sostegno del lavoratore, solitamente viene visto come un supporto per istruzione, salute e previdenza. Temi di indubbia importanza, ma non gli unici nei quali il welfare aziendale interviene.
Da una ricerca condotta da RWA Consulting, società di consulenza specializzata in tematiche welfare, emerge che - su un campione di 128 aziende che hanno attivato un Piano Welfare nel 2016 - oltre il 25% dei consumatori...
Marco Onado - Tre banche un soldo - ha efficacemente descritto quanto il sistema bancario italiano sia stato prodigo di risorse verso il settore immobiliare: “Un dato per tutti: dei 174 miliardi di sofferenze lorde al settembre 2016 (dall'ultimo Bollettino statistico della Banca d’Italia), quasi la metà (il 41,7 per cento) sono di competenza del settore delle costruzioni e delle attività immobiliari che invece pesano per poco più di un quarto (26,3 per cento) sui crediti “vivi”. La rischiosità delle attività immobiliari è cioè doppia della media”.
Nel più bel capitolo di Gomorra, "Cemento armato", Roberto Saviano...
Nel 1861 in Italia il 77% delle persone non sapevano leggere e scrivere. Nel "breve" volgere di 80 anni, negli anni '40, gli analfabeti erano crollati al 13,8%. Cosa era successo? Il fenomeno più importante fu certamente la diffusione della scuola, come si evince dal secondo dei grafici qui sotto.
Le élites risorgimentali e quelle che seguirono ritennero giusto far studiare i propri concittadini e lo fecero attraverso vari strumenti, a cominciare dall’obbligo scolastico. Le aziende e l’economia tutta beneficiarono di questa penetrazione di scuole e alfabetizzazione perché le persone erano sempre più capaci di fare i lavori che...
Pubblichiamo un post di Fedele De Novellis, partner ed economista senior di REF Ricerche–
La congiuntura economica internazionale nel corso degli ultimi anni ci ha abituati a mutamenti di tendenza anche repentini. Dopo diverse false partenze e accelerazioni mancate, le delusioni subite hanno portato gli analisti a formulare valutazioni sempre più caute sulle chances di recupero dell’economia. Questo è vero in particolar modo nel caso dell’Italia.
Lo scetticismo è quindi d’obbligo, tanto più all’inizio di un anno, come il 2017, che parte all’insegna di rilevanti fattori di incertezza:
1- le incognite legate alle...
L’economia non è una scienza esatta, ma una scienza sociale. C’è però una bella differenza tra studiare una scienza sociale e scrivere inesattezze basate su previsioni fantasiose. E’ il caso del working paper di Cédric Durand e Sébastien Villemot pubblicato dall’OFCE (Observatoire français des conjonctures économiques) di Parigi sugli effetti dell’uscita dall’euro sugli stati patrimoniali degli agenti economici nelle economie che compongono l’eurozona (il balance sheet effect).
Detta in soldoni: che succede se uscendo dall’euro una parte dei debiti non può essere ridenominata nella nuova valuta, ad esempio perché...