20 Settembre 2022

Massoneria, tangentopoli e il modello ateniese: l’equivoco della democrazia

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Un antefatto, come ce ne sono tanti Il 17 marzo 1981, durante una perquisizione nella villa di Licio Gelli per il rapimento di Michele Sindona, rapimento astutamente simulato a coprire la latitanza del banchiere negli Stati Uniti, gl’investigatori entrarono in possesso di una lista recante 953 nomi: erano quelli dei membri della Loggia Propaganda 2, meglio nota come P2. Alcuni tra questi erano assai popolari. Lo sono ancora di più a quarant’anni di distanza: Silvio Berlusconi, Maurizio Costanzo, Alighiero Noschese, Roberto Calvi, Vittorio Emanuele di Savoia, Claudio Villa, Leonardo Di Donna, Duilio Poggiolini, Fabrizio Cicchitto,...

03 Giugno 2022

USA: 330 milioni di persone, 390 di armi. Con Biden il top: 691 sparatorie

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Ratificato nel 1791, il Secondo Emendamento garantisce a tutti i cittadini statunitensi il diritto di possedere delle armi: “(…) the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed” (“il diritto del popolo di detenere e portare armi non sarà violato”). Il testo è tuttora oggetto di interpretazioni e asperrime contese, ma, nella sostanza, la sua semantica essenziale genera un paradosso inaccettabile, forse la peggiore delle contraddizioni democratiche: facendo parte dei dieci emendamenti del Bill of Rights, esso fu concepito per tutelare la libertà dei cittadini, ma si è trasformato presto in una minaccia...

30 Ottobre 2020

Vetri infranti e auto danneggiate, la contraddizione della protesta

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Ogni caduto è per gli altri un incitamento a proseguire. Il destino che ha raggiunto il caduto li ha evitati. Il colpito è una vittima sacrificata al pericolo.   E. Canetti, Massa e potere I dimostranti che distruggono le vetrine, incendiano le auto e, in generale, istigano alla violenza determinano un controvalore esiziale: fingono di lottare per la povera gente, ma la indeboliscono oltremodo, provocando più danni economici di quanti ne facciano il sistema, le pandemie o il malgoverno. Gli schieramenti e i colori politici di provenienza, in certe circostanze, non contano. Abbiamo avuto prove rovinose di ‘terrore rosso’ e...

24 Giugno 2019

Carbocalypse now e la giusta transizione energetica

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Era il 1789 quando William Wilberforce, politico inglese e leader del movimento contro la schiavitù, parlava al parlamento inglese per la prima volta nella storia avviando un percorso che avrebbe segnato la storia dell’umanità. Un breve estratto qui: «Dimentico tutte le mie paure, e marcio avanti con passo più saldo nella piena certezza che la mia causa mi porterà oltre, e che saprò essere in grado di giustificare i più chiari principi di ogni mia risoluzione, per il fine dichiarato di ciò che è l’abolizione totale della tratta degli schiavi...». Venti anni dopo il parlamento inglese passò lo slave trade act...

30 Giugno 2016

Perché Brexit non si farà (e come dovrebbe muoversi l'Europa)

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All’indomani del referendum, quando David Cameron ha annunciato le sue dimissioni e la decisione di passare al prossimo governo britannico il compito di notificare al Consiglio europeo la volontà del Regno Unito di uscire dall’Ue - in linea con l’articolo 50 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea - quasi nessuno ne ha intuito l’importanza per il futuro della Brexit. Ogni giorno che passa, tuttavia, quella decisione assume un’importanza sempre più grande e potrebbe fornire uno strumento politico e legale unico per ribaltare il verdetto del 23 giugno. La mossa di Cameron La posizione prudente di un brexiter...

25 Giugno 2016

Brexit, le 5 cose che (mi) spaventano davvero

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Ho seguito gli esiti del referendum inglese con una strana sensazione di inadeguatezza. Avevo immaginato il finale ma non riesco a comprenderne pienamente le conseguenze. Non ho idea di quali saranno gli effetti di questa scelta e se il parlamento di Sua Maestà riuscirà a metterci in qualche modo una pezza. Di certo non temo per gli inglesi, che sono convinto riusciranno ad uscirne comunque a testa alta. Ciò che mi spaventa di più sono le reazioni ed alcuni commenti: 1 - Non bisognava farli votare Trovo assolutamente pericolosa questa convinzione. L’Europa ha bisogno di più democrazia. Una delle motivazioni del diffuso...

29 Luglio 2015

Il calo del prezzo del petrolio favorisce la democrazia

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L’accordo raggiunto a Losanna dal gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Unione Europea) sul nucleare iraniano ha subito avuto un effetto significativo sul prezzo del petrolio che ha toccato i minimi degli ultimi quattro mesi. Il mercato sta scontando l’ingresso sul mercato dei milioni di barili al giorno dell’Iran che è uscita dall’embargo sanzionatorio. All’aumento dell’offerta si sono sommate le preoccupazioni per la crescita cinese. Il Brent è sceso fino a 53,33 dollari al barile (meno 10% dall’accordo del 14 luglio), e il West Intermediate – il benchmark americano – ha toccato i...