08 Ottobre 2021

Come fare digerire il tributo? Definendolo sacro e incontestabile

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Se, di colpo, affermassimo che le imposte, le tasse e, più in generale, i tributi che paghiamo hanno un’origine da rintracciare nettamente nella rivoluzione agricola che avvenne durante il Neolitico, qualcuno potrebbe storcere il naso in segno di disapprovazione. In effetti, il dubbio è legittimo, considerando che il periodo di cui stiamo parlando è il V millennio a.C., quando Sumeri ed Egizi, gli uni fra il Tigri e l’Eufrate, gli altri presso il Nilo, si misurarono, per la prima volta nella storia dei popoli, con l’agricoltura irrigua. Tigri ed Eufrate, in primavera, s’ingrossavano e, se i tempi delle rispettive piene...

30 Maggio 2017

Scuola, le inefficienze del modello (perfetto) e da dove ripartire per costruire il futuro

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L’articolo 3 della Costituzione sancisce il principio di eguaglianza dei “punti di partenza” valorizzando nei fatti la diversità sociale tra le persone – diversità che dovrebbe essere fondata su logiche e dinamiche di merito – e responsabilizzando lo Stato sul proprio ruolo di garante, affinché tutti i cittadini possano avere le medesime opportunità. Se ciò è vero ecco che il sistema di imposizione fiscale sulla ricchezza prodotta altro non è che una leva con cui lo Stato ridistribuisce ricchezza all’interno della società, prelevando la stessa da coloro che grazie ai propri meriti e ai propri talenti sono più...

19 Febbraio 2017

Milano può crescere senza l’Italia?

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Milano vive il suo momento di gloria. Ha beneficiato in questi anni di una pioggia di denaro pubblico (non sempre ben speso) ed è tornata in auge. Milano attrae studenti stranieri, lavoratori, è polo di eccellenza (l’unico?) per le startup, ecc. Milano però non sembra in grado di tornare ad essere cinghia di trasmissione per il Paese, non riesce né a sciogliere il nodo del futuro dell’area Expo né a disegnare chiaramente il modello di sviluppo da perseguire. Mentre festeggiamo i recenti ed innegabili successi è forse il caso di porsi (e di porre al resto d’Italia che più di Milano dovrebbe interrogarsi) qualche domanda...

03 Febbraio 2017

La nuova normalità, le Pmi e l'anello mancante

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Di recente ho avuto il piacere di leggere due interessanti analisi sul tema aziende italiane e crisi. Senza voler riprendere le analisi mi permetto di fare a mia volta una riflessione sulle Medie aziende italiane e il rapporto (o mancanza di tale) che hanno con i Cfo (dall’inglese Chief financial officer, letteralmente direttore finanziario che, nel contesto di riferimento, è più noto come “Direttore amministrazione finanza e controllo”). Ora, la crisi morde, e siamo sinceri, a mio modesto avviso non ne siamo certo fuori (la famosa luce nel tunnel è più o meno grande quanto uno spillo, in lontananza). Ormai più che parlare...

21 Dicembre 2016

Le novità fiscali di fine anno raccontate alle imprese dal Barone di Münchhausen

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Da parecchio tempo mi sollecitano un articolo sulle novità fiscali di quella che in origine era la Manovra Renzi. Ho sempre rimandato un po’ perché finché le leggi non vengono approvate il commentatore si appoggia a fragili fondamenta (e anche quando sono approvate manca sempre un decreto attuativo o un regolamento), un po’ perché siamo reduci da un Decreto Semplificazioni così complicato da aver portato alla prima manifestazione di protesta in piazza dei Commercialisti di questo nostro sfortunato Paese. Non voglio però in questo clima natalizio tediare il lettore con lamentele e accurate descrizioni di normative bizantine...

31 Marzo 2016

Perché i voucher lavoro non sono il male assoluto e cosa c'è da fare per migliorarli

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Ho letto con estremo interesse il post di Marta Fana sui voucher apparso su questi pixel, così come avevo guardato con piacere una puntata di Report di qualche tempo fa dedicata ai crescenti numeri del fenomeno dei “buoni lavoro”. Come già illustrato, si tratta di uno strumento introdotto nel 2008 dal governo Prodi per cercare di regolarizzare rapporti di lavoro occasionali o saltuari che spesso finiscono nella piaga sociale del lavoro irregolare. A otto anni di distanza dalla loro introduzione, i cinque Governi che si sono avvicendati nel tempo hanno allargato notevolmente la platea degli interessati, penetrando interi...

07 Marzo 2016

Sharing economy act, un buon inizio ma diamo alle piattaforme il diritto di innovare

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Pubblichiamo un post di Benedetta Arese Lucini, imprenditrice dell’economia 2.0. Dieci anni di esperienza in giro per il mondo, in 8 paesi e 3 continenti. Da qualche anno prova a portare l’innovazione anche in Italia, prima come country manager di Uber, poi come consulente per diversi fondi venture capital e startup – SHARING ECONOMY ACT, È UN BUON INIZIO di Benedetta Arese Lucini Mi sono presa un po’ di giorni prima di commentare la proposta di legge sulla sharing economy presentata dal gruppo di parlamentari dell'Intergruppo Innovazione per osservare quello che aveva da dire la community italiana e internazionale. Ci...

29 Gennaio 2016

Norme e fisco, ci mancava solo la sharing economy…

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Osservo con non curiosità il crescente dibattito sul travagliato rapporto del nostro Paese con la sharing economy. Partiamo come di consueto dalla definizione che compare su wikipedia: “Il termine consumo collaborativo definisce un modello economico basato su di un insieme di pratiche di scambio e condivisione siano questi beni materiali, servizi o conoscenze. È un modello che vuole proporsi come alternativo al consumismo classico riducendo così l'impatto che quest'ultimo provoca sull'ambiente.” È un approccio a quanto pare molto moderno nella gestione delle risorse, possiamo: - muoverci grazie al car sharing, car pooling...

23 Novembre 2015

La sharing economy, ora anche on demand, vale l'1% del Pil ed è qui per restare

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Il segreto del successo è racchiuso in tre parole: fiducia, efficienza, valore. Ma il contributo al Pil, per il momento, non sembra ancora da effetto wow, anzi: resta tra lo 0,25 e l'1 per cento. Che in Italia sarebbe come dire fra i 4 e i 16 miliardi di euro, grosso modo. Ora, neanche troppo poco. In percentuale, però, un'inezia, soprattutto se rapportata al gran baccano che questa nuova economia produce, in termini di attenzione dei media. La forchetta 0,25-1% è una stima degli esperti di Crédit Suisse, pubblicata in un corposo studio su quella che fino a qualche tempo avrei definito senza esitazioni solo sharing economy (che...

13 Maggio 2015

Quanto pesa la demografia sulla crescita?

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Non si può spiegare tutto attraverso un'unica variabile, ma qualche riflessione sugli effetti economici della demografia può essere interessante, specialmente per l'Italia. Un Paese con bassa natalità è, naturalmente, un Paese che invecchia; è perfino banale dire che questo implica un certo pattern di domanda e che incide sulla struttura produttiva, guidando investimenti ricerca e quindi di sviluppo economico in termini molto probabilmente più “conservativi”. Una popolazione più vecchia è anche meno propensa a rischiare, più prona a posizioni consolidate comode e relativamente sicure, o più brevemente: “rendita”. Il...